Lunedì 22 Luglio 2019

La disfida del Montebore, pochissimi produttori litigano sul 'vero' formaggio

Esiste un Montebore più Montebore degli altri? Per Slow Food sì, il disciplinare è così preciso da non lasciare dubbi. Ma altri produttori protestano e chiamano in causa il Consorzio

La disfida del Montebore, pochissimi produttori litigano sul 'vero' formaggio
TORTONA – Sul sito del Consorzio del Montebore sono segnati cinque caseifici che producono l’antico e rarissimo formaggio a piani, eppure il ‘vero’ Montebore è quello del Presidio Slow Food tortonese. Lo ha ribadito a più riprese Monica Cusmano impegnata a promuovere la robiola che anche Leonardo Da Vinci apprezzava (e pare avesse proposto ai commensali del banchetto nuziale tra Isabella d’Aragona e Gian Galeazzo Visconti).

“Anche noi abbiamo problemi di latte”, sottolinea, “La mancanza di allevatori in loco ci preoccupa”. E sulle regole da seguire: “Il nostro disciplinare è preciso, il latte deve provenire da animali allevati e nutriti nella zona di produzione: l’unico idoneo che soddisfa le regole dettate da Slow Food è il caseificio Vallenostra”, sottolinea. 

Da Cascina Boschetto di Stazzano si leva la protesta: “Realizziamo Montebore allo stesso modo, è sbagliato dire che solo un produttore fa quello vero”, dicono indispettiti dopo aver assistito all’ennesima iniziativa di promozione del Montebore targata Slow Food. Cioè quella lanciata nei giorni scorsi di adottare una pecora per salvare una delle produzioni casearie di nicchia più ristrette d’Italia, un’eccellenza della provincia di Alessandria. “Con una piccola cifra, che verrà restituita in prodotti, si aiuterà direttamente a sostenere le spese di allevamento delle pecore e di produzione dei formaggi”. Si chiedono  principalmente cento euro: l’obiettivo è adottare duemila pecore, quindi racimolare duecentomila euro circa.
Proprio la cifra che servirebbe per salvare un caseificio che il 10 maggio andrà all’asta.

"Facciamo parte dello stesso Consorzio riconosciuto dal Ministero, quindi siamo sullo stesso piano", lamentano infine da Stazzano, mentre Cusmano precisa: "Slow Food e il Consorzio sono due cose diverse". 

La polemica su chi realizzi il Montebore perfetto è dunque servita. È solo una questione di marketing, disciplinari cuciti su misura o cosa? I caseifici sono già pochi, ma evidentemente la posta in gioco e la voglia di non far scomparire il Montebore sono alti.

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