Lunedì 23 Settembre 2019

L'appello dei sinti: "Basta razzismo nei nostri confronti"

Duecento persone tra cui cinquanta bambini. Uno su quattro lavora e chi lo fa è in una cooperativa di rottamatori. La passione che li accomuna è la musica, tramandata di padre in figlio, esattamente come la lingua, che non ha grammatica né abbecedario

L'appello dei sinti: "Basta razzismo nei nostri confronti"
TORTONA - Padre Roberto è un francescano che con i sinti ha a che fare da otto anni. È lui che ci accompagna nel campo di Tortona, dove non vedono l'ora di imbattersi in un giornalista per spiegare che di solito chi scrive di loro lo fa confondendoli coi rom. "Invece siamo sinti, originari dell'India, i rom sono dell'Est europeo". Premessa doverosa prima di entrare in una sorta di paese che è inserito in una città. Duecento persone tra cui cinquanta bambini. Uno su quattro lavora e chi lo fa è in una cooperativa di rottamatori. La passione che li accomuna è la musica, tramandata di padre in figlio, esattamente come la lingua, che  non ha grammatica né abbecedario. Accorato l'appello: "Chiediamo  solo di essere integrati in una città dove c'è ancora razzismo nei nostri confronti" .

Il reportage sul "Piccolo" in edicola.


 

 

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