Sabato 26 Settembre 2020

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Semplici e divertenti: i bruchi di pasta

bruchi di pasta

I BRUCHI

I Bruchi è una ricetta semplice e divertente da fare con i vostri bimbi. Si tratta di una pasta fresca fatta di farina e acqua, che prende la forma di tanti piccoli bruchi bianchi e pasciuti e vengono accomodati su un letto di besciamella verde brillante. La pasta fresca, o meglio ancora i preparati di farina ed acqua sono considerati dagli storici dell’alimentazione il pilastro portante della nutrizione mondiale e, l’area mediterranea ed asiatica sono senza dubbio le culle di questa preparazione. Pensate solo che i primi utensili che ancor oggi utilizziamo per fare la pasta fresca, come ad esempio rotelline, matterelli e coltelli furono ritrovati nelle tombe etrusche e questo ci fa presagire l’antica unione di acqua e farina chiamata oggi pasta fresca proprio perché al suo interno vi è almeno il 30% di acqua.

La pasta ha subito svariati usi e mutazioni nel trascorrere del tempo e quella, come la conosciamo noi oggi, non è nata come cibo popolare, ma come alimento per i benestanti. C’è voluto tutto il cinquecento affinché la classe meno abbiente abbandonasse o almeno limitasse il consumo di zuppe e polenta in virtù della pasta, cominciando a diffondersene l’utilizzo grazie ai pastai siti a Genova e Savona prima e Roma, Napoli, Palermo e Milano poi.

Oggi la pasta, soprattutto in Italia, viene preparata e consumata all’ordine del giorno nelle famiglie e ci accomuna tutti a prescindere dall’età, dall’estrazione sociale e dalle connotazioni fisiche.

L’elemento che la differenzia è l’unicità dei diversi impasti e la creatività che ogni regione o città ci mette nel prepararla. I Bruchi altro non sono che un esempio di creatività volto a stuzzicare la fantasia dei vostri bimbi, si tratta di un pasto completo che al suo interno possiede carboidrati, vitamine, grassi e proteine e che stuzzicherà loro anche l’appetito grazie a questa coloratissima e gustosissima besciamella di latte e spinaci.

Insegniamo ai nostri bimbi le tradizioni della cucina italiana, ma facciamolo giocando e sicuramente saranno attimi che rimarranno impressi nelle memorie di entrambi per sempre.

LA FAVOLA

C’era una volta un grande prato verde dove vivevano allegramente una comunità di bruchi belli, pasciuti, bianchissimi e molto golosi. Il loro più grande divertimento era strisciare tra uno stelo di erba verde e un fiorellino di margherita per assaggiare ora questo, ora quello e poi satolli rintanarsi nelle ore più calde al fresco delle terra umida.

Tra loro c’era un giovane chiamato Pepè che voleva vedere il mondo, così lasciò la fidanzata Olivia e strisciando arrivò alla stradona asfaltata. <<Che fatica! Che caluraaa!>> arrivò fino ad una fila di formiche a cui chiedere indicazioni per arrivare in città, queste, invece, quatte, quatte, lo attorniarono per mangiarselo tutto!

Per fortuna però passò da li una lucertola che con la coda spazzò via le formiche ed il nostro Pepè continuò la fuga fino ad arrivare ad un campo di grano.

Proprio in quel momento passò un trattore a spargere il diserbante per le erbe infestanti ed il piccolo bruco, respirandolo, stava morendo avvelenato.

Una lumaca, anche lei in fuga da quel veleno, se lo caricò sulla chiocciola e lo portò in salvo. Pepè decise quindi, sconsolato, di tornare a casa.

Ci vollero diversi giorni e ne passò di cotte e di crude! Ma alla fine riuscì ad arrivare al suo villaggio e venne accolto festosamente da tutti e gli fecero tante domande su quel mondo che nessuno di loro conosceva ed il bruco rispose: “E’ inutile andare a cercare le cose belle altrove perché di solito le cose migliori sono quelle che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e neanche ce ne accorgiamo!!” Per queste parole si meritò un grosso bacio da Olivia.

RICETTA:

·      Difficoltà: bassa

·      Porzioni:4

·      Tempo di preparazione: 10 min

·      Tempo di cottura: 5 min

 

Ingredienti:

·      300 gr di farina 00

·      150 gr di acqua calda

·      30 gr di burro

·      salvia

·      Sale

·      300 ml di latte

·      50 gr di purè di spinaci

·      30 gr di farina

·      50 gr di burro

 

Preparazione

Su una spianatoia mettere a fontana la farina, un pizzico di sale e nel centro l’acqua calda.

Impastare energicamente l’impasto, poi quando liscio e setoso fare dei piccoli salsicciotti.

Tagliare poi in piccoli pezzettini e con le mani fare dei finissini bruchi lunghi e bianchi.

Con una frusta passarla lievemente in modo da segnare i bruchi e con uno stuzzicadenti segnargli gli occhi. Tenere a disposizione per la cottura.

In una pentola sciogliere il burro, aggiungere la farina e fare un roux. Aggiungere il latte e la purè di spinaci (io ho trovato in questa quarantena un buon modo per farla bellissimo. Metto gli spinaci in un contenitore, chiudo con la pellicola e li cuocio in microonde per 3 minuti a 750 watt e poi li frullo. Diventa una pure verdissima e gustosissima) salare e con una frusta portare ad ebollizione.

Tenere a disposizione e al caldo questa salsa sarà il condimento per i nostri bruchi.

Cuocere i bruchi in abbondante acqua salata per circa 3 minuti, poi scolarli e condirli con la becamelle agli spinaci e portare in tavola fumanti.

 

LA SOMMELIER Stefania Bobbio CONSIGLIA:

Vi parlerò ancora una volta di territorio, ed ancora una volta delle eccellenze del Pimonte, questa volta lo voglio fare tramite un vino, che tutti voi sicuramente conoscerete nella sua versione dolce, ovvero lo Spumante d’Asti docg, ma forse non tutti l’avrete assaggiato nella sua versione secca.

Infatti se l’Asti spumante, detto anche semplicemente Asti, è da sempre presente sulle nostre tavole Natalizie per il brindisi degli auguri ed è un must che ha fatto conoscere la viticoltura italiana nel mondo, non sempre al passo con la qualità oltretutto, l’Asti secco invece è una DOCG autorizzata del luglio del 2017.

La metodologia di elaborazione è la medesima, si tratta di un metodo Martinotti, ovvero la presa di spuma avviene in una grossa autoclave in acciaio, proprio come il Prosecco, per intenderci, però in questo caso il tenore di zuccheri deve essere inferiore ai 32 g/l anche se si tende a produrre un vino con circa 12 g/l di zucchero in quanto esprime al meglio la sua aromaticità ed è di più facile beva

In questo caso la delicata effervescenza di una bollicina bianca e la relativa aromaticità del vitigno connotano questo vino delle caratteristiche di cui necessitiamo per arricchire il gusto del piatto e sgrassare il palato dalla besciamella. L’Asti secco è di colore giallo paglierino con una bollicina abbastanza fine e persistente, al naso profumi di acacia, muschio, pesca, salvia, fiori bianchi e frutta. In bocca è secco, fragrante e riconferma le note olfattive. Un vino perfetto per questo piatto ma eccellente come aperitivo o abbinato al pesce, soprattutto quelli con una certa grassezza o un sughetto saporito.

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