Giovedì 28 Gennaio 2021

La protesta

Il presidio chiede un tavolo di confronto

Già organizzata una protesta analoga per venerdì prossimo di fronte alla Prefettura di Alessandria

Il presidio chiede un tavolo di confronto

TORTONA - Non è bastato l'interesse del vicesindaco Fabio Morreale e dell'avvocato D'Andrea, che ieri hanno ricevuto una delegazione e hanno promesso un impegno ad un nuovo incontro entro fine mese per relazionare a famiglie ed attivisti in merito al lavoro che su questo stanno svolgendo Cisa, Comuni del tortonese e Prefettura: i manifestanti del presidio permanente di Castelnuovo Scrivia continuano nella loro protesta e annunciano che venerdì prossimo saranno ad Alessandria davanti alla prefettura per far valere le loro ragioni.

"La mobilitazione delle famiglie e degli attivisti solidali proseguirà fino a quando non ci saranno proposte concrete e praticabili. - hanno detto nella conferenza stampa al termine della manifestazione - non intendiamo attendere la nuova scadenza del blocco sfratti, prevista per fine giugno: le soluzioni si possono e si debbono trovare ora. Sono colpevoli e vergognosi il silenzio e la latitanza delle istituzioni rispetto agli sfratti delle famiglie di Castelnuovo Scrivia, di Sale e di diverse situazioni abitative malsane e pericolose del tortonese. Sono famiglie sfrattate per morosità incolpevole, i cui componenti non lavorano, oppure hanno lavorato nelle campagne durante il periodo estivo, ma che non godono della disoccupazione agricola perché i loro padroni si sono “dimenticati” di regolarizzare tutte le giornate lavorative. Si tratta di famiglie numerose, con minori a carico, che avrebbero diritto all’emergenza abitativa, ma le istituzioni preposte preferiscono glissare sul tema".

I vertici del presidio permanente hanno ben chiare le priorità nella loro lotta di protesta: "Vogliamo un tavolo vero e permanente di confronto, coordinato dalla Prefettura, con tutti i soggetti interessati, enti locali, Atc. Le proposte le abbiamo, basta ascoltarle: ad esempio, nel comune di Sale esistono tre case sequestrate alla mafia, chiuse da anni e soggette a deterioramento, per non parlare dei numerosi alloggi vuoti presenti sul territorio. Come mai non si riescono ad incontrare attorno ad un tavolo dei referenti veri dell’Atc per ragionare su una mappa di alloggi popolari vuoti e disponibili per le emergenze abitative? Sappiamo che ci sono alloggi vuoti, ma su tutto questo regna sovrano un silenzio incredibile".

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