Domenica 19 Settembre 2021

Basket

La Bertram è in A1: tutto normale quando nulla è normale

La pandemia, il pubblico ritrovato e il patron Beniamino Gavio seduto tra i tifosi

La Bertram è in A1: tutto normale quando nulla è normale

Beniamino Gavio bacia la coppa dalla A2

Il PalaAsti di Torino può ospitare fino a 5mila tifosi: si può solo immaginare come sarebbe stata - cosa sarebbe stata! - questa finale tra Basket Torino e Bertram Tortona se il mondo intero non avesse dovuto fare i conti con una delle catastrofi più travolgenti della storia recente: la pandemia. 

Eppure, più dei posti vuoti, questa volta fanno notizia quelli occupati: pochi rispetto a quella che tutti considerano la ‘normalità’, certo, ma restano comunque un segnale rassicurante. Qualche centinaio di seggiolini occupati bastano a certificare che la ripresa c’è, anche nel basket, e che gli appassionati di questo sport non si sono dissolti nei lunghi mesi di lockdown. Le persone applaudono, cantano, sostengo, si esaltano e si deprimano. Tifano, insomma. Così anche la pallacanestro torna ad avere un’anima, a far battere i cuori fino all’ultimo maledetto canestro. E non c’è nulla di più bello. Nulla di più bello in questa notte torinese.

TUTTO SULLA BERTRAM IN A1

Al PalaAsti c’è tutta la gente che potrebbe esserci, non una di più. È il modello ibrido imposto dalla pandemia che certo è demoralizzante per molti versi, ma che ha anche dei vantaggi per i fortunati che al Palazzo dello Sport sentono distintamente le richieste dei coach Cavina e Ramondino, le indicazioni di Mascolo a D’Ercole, ma anche il grido rabbioso di Alibegovic dopo aver infilato una tripla ‘da casa sua’.

Dal divano - sarà una banalità, certo - non è la stessa cosa. Dal divano, ad esempio, non si nota che il patron della Bertram, Beniamino Gavio, non è seduto a bordo campo, dove uno se lo aspetterebbe. Se ne sta, invece, appollaiato tra i cinquanta tifosi tortonesi che sono riusciti ad avere un biglietto per questa finalissima.

Tutto sembra tornare come prima, anche se nulla è come prima. A partire dalle lacrime di Marco Ramondino che a fine partita guarda la sua Bertram e comincia a realizzare che sì, è tutto vero: è in A1.

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