Domenica 19 Settembre 2021

Il caso

Castelnuovo Scrivia: il sindaco attacca i No Vax con un manifesto

“Mi sono stancato di vedere piazze piene di persone che negano l’evidenza"

Il sindaco attacca i No-Vax con un manifesto

Un momento dell'inaugurazione del 'Bosco della Memoria'

CASTELNUOVO SCRIVIA - Il gesto è di quelli importanti, nobili: perché è doveroso in questi momenti e perché a compierlo è stato il sindaco di un paese che nella prima ondata del coronavirus la scorsa primavera ha pagato un prezzo altissimo. Così Gianni Tagliani ha fatto affiggere in paese una serie di manifesti contro i No Vax, con un messaggio crudo ma proprio per questo incisivo.

"Ve ne siete andati in silenzio e in solitudine - dice Tagliani, che aveva già dedicato ai defunti di Covid-19 del comune l'area conosciuta come 'Bosco della Memoria' - non vi abbiamo potuto dire addio, ma non vi abbiamo dimenticato. Siete sempre con noi. E, soprattutto, non permetterò che calpesti la vostra memoria chi sfila nelle piazze sostenendo tesi complottare, negando l’evidenza di un virus devastante che si insinua nei nostri corpi con mille varianti più o meno aggressive”. Il sindaco di Castelnuovo Scrivia ha fatto stampare dei manifesti in cui riporta l’elenco dei morti per Coronavirus nel proprio paese: “Dedicato ai No Vax, a chi pensa al complotto e a chi confonde il nazismo con il vaccino" si legge nel titolo che campeggia sopra l’elenco con la foto sullo sfondo del parroco locale, don Paolo, che benedice una bara. "Loro sono morti soffocati, ricordatelo bene” è il monito rivolto a chi parla di dittatura sanitaria, con la conferma che “se ci fosse stato, i nostri quaranta morti avrebbero fatto volentieri il vaccino”.

“Mi sono stancato - continua il sindaco - di vedere piazze piene di persone che negano l’evidenza, che considerano il vaccino un interesse di qualcuno, che urlano la loro rabbia quando, invece, quelli arrabbiati siamo noi. Che abbiamo perso un padre, un amico o un fratello e che probabilmente, se ci fosse stato il vaccino, sarebbe ancora tra noi. Chi sfila in piazza ha la memoria corta, offende chi è morto e non ricorda, probabilmente, quando l’unico grido che si levava a marzo 2020 era, 'speriamo trovino presto un vaccino'. Ora che c’è non capiscono che è l’unico strumento per arginare il virus attualmente disponibile. Una sottocultura pericolosa – se la scelta punisse solo loro sarebbe, appunto, una scelta – ma che compromette un intero sistema.

"Ho visto in tv - conclude Tagliani - manifesti del tipo: «Non mi farò mai iniettare un siero sperimentale per accontentare una società malata», «No Green Pass, sì cure domiciliari», «Spegni la tv, accendi il cervello». Non solo striscioni, ho ascoltato anche cori e urla: al grido di “resistenza”, “libertà” centinaia di persone manifestano la loro contrarietà a quanto deciso dal governo Draghi. Sono dementi allo stato puro che confondono la libertà conquistata dai nostri nonni con la Resistenza con la loro imbecillità nel sostenerla. Auguro loro di passare qualche giornata come l’hanno passata le decine di famiglie castelnovesi con i loro cari perché probabilmente per metterglielo in testa è l’unico modo”.

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