Martedì 17 Maggio 2022

BASKET A - L'ANALISI

Bertram, Sanders è ancora il più forte

La guardia di Chicago, 34 anni, di nuovo al top della Lega. Dopo 9 stagioni riporta una neopromossa nelle prime quattro

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Jamarr Sanders è nato a Chicago il 2 agosto 1988

TORTONA – Jamarr Sanders è ancora un giocatore fortissimo. A 34 anni e tre anni dopo l’ultima stagione in serie A (Trieste, 2018-2019) la guardia della rivelazione Bertram  ha dimostrato sul campo di essere ancora un giocatore top della massima serie e di contare davvero tanto per la sua squadra.

L’elemento d’unione

Il debutto della Bertram Tortona in Serie A è stato – comunque vadano i playoff che iniziano domenica – da urlo. La squadra di Marco Ramondino ha raggiunto prima la Final Eight di SuperCoppa, poi la finale della Final Eight di Coppa Italia  ed è entrata nei playoff al 4° posto (17-13 il record), potendo così sfruttare il vantaggio del fattore campo nella serie di quarti di finale contro Venezia (Gara 1 domenica alle ore 19 al PalaFerraris).
Un traguardo del genere era stato raggiunto per l’ultima volta da Trento nella stagione 2014/15, quando la formazione allora allenata da coach Maurizio Buscaglia chiuse la regular season dietro Milano, Venezia e Reggio Emilia, uscendo ai quarti contro i futuri campioni d’Italia di Sassari.  L’elemento d’unione delle due imprese di Tortona e Trento è proprio Jamarr Sanders quarto miglior realizzatore (8.9 punti a partita) di quella Trento. Sette anni dopo Sanders si ripropone sul palcoscenico che conta e bissa l’impresa aiutando in maniera decisiva il Derthona nella grande cavalcata della regular season.

Numeri importanti

Anche quest’anno l’americano classe 1988 si è confermato come leader tecnico della squadra bianconera, realizzando 9.9 punti, 2.9 assist e 2.8 rimbalzi a partita, chiudendo le 30 partite della prima fase di stagione con il "titolo" di miglior tiratore da tre della Lega. Dall’arco la guardia di Chicago ha tirato nella stagione regolare con un prodigioso 47.5%, precedendo specialisti come Bendzius, Teodosic, Lamb e Weems. E dire che la stagione era iniziata in ritardo e tra qualche mugugno visto che Sanders per un problema burocratico legato al passaporto si era unito ai compagni con un mese di ritardo. Contrattempo che Jamarr si è fatto poi ampiamente perdonare. In stagione, nella vittoria di Sassari, il 22 ha piazzato anche il suo high in Serie A di punti (23 punti in 38 minuti) e di triple in una gara (7 triple segnate su 9 tentativi).

Quattro ruoli

Quello che colpisce di Sanders, che ha giocato in provincia di Alessandria tra Casale e Tortona, è oltre alla classe, l’intelligenza cestistica e la generosità. Il classico – e raro – giocatore che fa sempre quello serve alla squadra nella partita. Punti, tiri da tre, regia, rimbalzi, assist… Come fotografa con le parole il suo mentore Marco Ramondino che per primo lo portò in Italia (a Veroli in A2, stagione 2013-2014), “Sanders può giocare quattro ruoli”. La sua carriera europea  – che a causa di un brutto infortunio alla caviglia non è sbocciata a livelli di Eurolega – si lega nelle ultime stagione indissolubilmente a Tortona. La sua frase urlata ai compagni “Ve l’avevo detto che alla fine della stagione ci avrebbero chiamato campioni” dopo i famosi liberi di gara 5 a Torino, resta, scolpita nella roccia della storia del Derthona Basket. E sottolinea il carisma di questo ragazzo. Difficile al momento pensare ad una Bertram senza di lui. Quindi, lunga vita a Sanders! 

 

 

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