Economia
Confagricoltura
Raccolta partita con largo anticipo e maturazioni concentrate in poche settimane. Bene la qualità nonostante caldo e siccità, mentre pesano carenza di manodopera e scarsa remunerazione delle aziende
30 Agosto 2026
ore
20:17
ALESSANDRIA - La vendemmia 2026 è entrata nel vivo con largo anticipo rispetto alle annate tradizionali. Il quadro che emerge dai vigneti - secondo Confagricoltura Alessandria - è quello di uve generalmente di ottima qualità , ma per le aziende vitivinicole restano due problemi rilevanti. La difficoltà nel reperire manodopera e, soprattutto, prezzi di vendita giudicati troppo bassi rispetto ai costi e al lavoro sostenuti . L'annata è stata caratterizzata da temperature medie molto elevate , con ripetute ondate di calore dalla tarda primavera e precipitazioni particolarmente scarse. Condizioni che, nonostante le difficoltà per i produttori, hanno favorito una buona sanità delle uve e un elevato contenuto zuccherino. Vendemmia anticipata e maturazioni concentrate Una delle maggiori difficoltà della campagna riguarda la scelta del momento migliore per la raccolta. Quest'anno, infatti, la maturazione dei diversi vitigni si sta concentrando in un arco temporale più ristretto del normale . Rendendo quindi più complessa l'organizzazione del lavoro in vigna e in cantina. A complicare ulteriormente la situazione è la carenza di manodopera specializzata , problema che spinge un numero crescente di aziende a ricorrere, quando possibile, alla vendemmia meccanizzata. La raccolta delle uve destinate alle basi spumante è già stata effettuata, così come quella di buona parte delle varietà aromatiche, tra cui Moscato e Brachetto . Per le uve bianche come Cortese e Timorasso , invece, la vendemmia è nelle fasi iniziali. Sul fronte delle varietà a bacca nera sono in raccolta quelle a maturazione più precoce e le uve provenienti dalle posizioni maggiormente esposte al sole. Per le altre cultivar si attende ancora, anche per sfruttare gli effetti delle piogge della scorsa settimana , che hanno portato un beneficio importante a numerosi vigneti. Il nodo dei prezzi delle uve A un quadro qualitativo positivo non corrisponde però, secondo quanto segnalato, una situazione altrettanto favorevole dal punto di vista economico. I prezzi di vendita delle uve rimangono bassi e ritenuti insufficienti a remunerare adeguatamente le aziende , alle prese con importanti costi organizzativi e produttivi. Il rischio è che, al termine della campagna, diversi viticoltori non riescano a ottenere un ritorno economico proporzionato agli investimenti e al lavoro necessario per portare le uve fino alla raccolta. Pur nel rispetto delle dinamiche di formazione dei prezzi in un libero mercato, viene quindi rivolto un appello a tutte le componenti della filiera vitivinicola affinché lavorino a nuove soluzioni e a un maggiore equilibrio economico. L'obiettivo è evitare che le attuali difficoltà possano trasformarsi, nei prossimi anni, in una crisi più profonda per il settore.