Cronaca
La storia
Il furto della cassetta delle offerte della Croce Rossa in un negozio vale pochi euro, ma racconta molto di più. Non è il valore economico a colpire, bensì quello morale
6 Agosto 2026
ore
18:06
VIGNOLE BORBERA - C'erano una volta i ladri di polli , quelli che nell'immaginario popolare rappresentavano la piccola delinquenza di campagna. Gente che, incapace di assaltare una banca, si accontentava di una gallina rubata in un pollaio o di qualche razzia notturna nell'orto del vicino. Erano comunque ladri, certo, ma il loro bottino aveva almeno una logica dettata dalla necessità o dalla fame. Oggi, nel pieno del terzo millennio, mentre la tecnologia accompagna ogni momento della nostra quotidianità, la cronaca ci consegna una figura ancora più desolante: il ladro di solidarietà . È accaduto in Val Borbera , dove da un negozio di alimentari è stata rubata la cassetta delle offerte destinata alla Croce Rossa Italiana . Dentro, probabilmente, c'erano appena cinque euro, forse anche meno. Un bottino irrisorio, incapace di cambiare la giornata di chi l'ha sottratto, ma sufficiente a togliere qualcosa a chi, ogni giorno, mette gratuitamente il proprio tempo al servizio degli altri. Il gesto racconta una miseria che non è economica, ma morale. Il commerciante incredulo Colpisce il commerciante che, invece di arrendersi, ha semplicemente sostituito la cassetta con un'altra, fissandola al bancone con una catena. Un'immagine quasi simbolica: oggi bisogna incatenare perfino la beneficenza. Ancora più significativa è la reazione dei clienti e degli abitanti del paese. Più che la rabbia prevalgono lo stupore e l'amarezza . Perché in una vallata dove fino a pochi anni fa si lasciava spesso la porta di casa aperta, episodi come questo incrinano un patrimonio fatto di fiducia reciproca e senso di comunità. Non è tanto la perdita di pochi spiccioli a preoccupare. È il segnale che qualcosa sta cambiando. Quando qualcuno arriva a rubare una raccolta di offerte destinata a un'associazione che soccorre malati, feriti e persone in difficoltà, il valore del bottino passa inevitabilmente in secondo piano. Resta un interrogativo: quale bisogno, quale povertà o quale degrado culturale può spingere una persona a compiere un gesto tanto inutile quanto meschino? Forse è proprio questo l'aspetto più inquietante. Non il furto in sé, ma l'assenza di qualsiasi freno morale. I vecchi ladri di polli, almeno, cercavano qualcosa che potesse sfamare. Oggi c'è chi ruba perfino la solidarietà. E questa, più che una notizia di cronaca, è una sconfitta per tutti.