Cronaca
Europa
Via libera dell'Eurocamera alla proroga fino all'aprile 2028, con l'esclusione delle chat criptate dai controlli. L'iter non è concluso: il testo dovrà ora passare al vaglio del Consiglio Ue
12 Luglio 2026
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07:30
STRASBURGO - Chat control, l’Eurocamera salva la proroga ma tutela le chat criptate . Tutela dei minori dagli abusi sessuali online, senza però sacrificare la riservatezza delle comunicazioni private. È il punto di equilibrio indicato dal Parlamento europeo nel voto (della scorsa settimana) sul cosiddetto “Chat control”, la deroga alle norme europee sulla e-privacy che consente ai fornitori di servizi digitali di individuare volontariamente contenuti riconducibili ad abusi sessuali e adescamento di minori. Che cosa significa? Il cosiddetto "Chat control" è un insieme di norme europee che punta a contrastare la diffusione di materiale pedopornografico e l'adescamento online dei minori. La deroga attualmente in discussione consente ai fornitori di alcuni servizi di comunicazione di individuare e segnalare volontariamente contenuti sospetti nelle comunicazioni private, in deroga alle regole sulla riservatezza previste dalla normativa europea sulla e-privacy . Proprio il delicato equilibrio tra protezione dei minori e tutela della privacy è al centro del dibattito politico e giuridico. I voti di Strasburgo Riunita a Strasburgo, l’Eurocamera ha respinto la proposta di bocciare la posizione del Consiglio dell’Unione europea, che chiedeva di prorogare fino al 2028 la deroga scaduta il 3 aprile. I voti contrari al rigetto sono stati 286, quelli favorevoli 276, con 30 astensioni. Sarà quindi consentito fino ad aprile 2028 ai fornitori di servizi di individuare volontariamente casi di abuso sessuale su minori e di adescamento di minori nelle comunicazioni private sui propri servizi, nonché di rimuovere e segnalare il relativo materiale. Il Parlamento ha tuttavia modificato il testo proposto dal Consiglio, introducendo l’esclusione dall’ambito di applicazione per le comunicazioni protette dalla crittografia end-to-end, come quelle scambiate attraverso applicazioni quali Signal e WhatsApp. La normativa permette ai fornitori di servizi di effettuare controlli sulle comunicazioni private per rilevare immagini e video di abusi sessuali sui minori e possibili casi di adescamento online. Con l’emendamento approvato, però, queste attività non potranno riguardare le conversazioni cifrate da un’estremità all’altra, nelle quali soltanto mittente e destinatario possono accedere ai contenuti. La posizione adottata dall’Eurocamera prova quindi a tenere insieme due esigenze: rafforzare la protezione dei minori negli ambienti digitali e garantire il diritto alla privacy e alla riservatezza delle comunicazioni. Il testo era arrivato all’esame dell’Aula per la seconda volta, dopo una prima lettura bocciata dagli eurodeputati. La questione, hanno spiegato all’ANSA gli uffici di presidenza del Parlamento europeo, è stata nuovamente “sollevata dai gruppi”. L'emendamento sulla crittografia Il Partito popolare europeo ha parlato di “un passo in avanti” nel contrasto agli abusi sessuali sui minori online, criticando però l’emendamento sulla crittografia (la crittografia end-to-e...