Società
L'editoriale
Le eccellenze dell'Obertenga, il trionfo nazionale di UVA e l'abbraccio a Bruno D'Andrea raccontano una terra ricca di linfa vitale, mentre il Dellepiane e il chiosco di corso Romita richiamano l'urgenza di fatti concreti
9 Ottobre 2026
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08:00
TORTONA - Osservare e raccontare sulle pagine del giornale il Tortonese in queste settimane d’autunno significa contemplare un affresco ricco di contrasti, percorso da una straordinaria energia propulsiva e, allo stesso tempo, frenato da antiche zavorre burocratiche. La forza viva delle radici e del paesaggio Da un lato brilla la vitalità autentica di un territorio capace di rileggere la propria storia per proiettarsi oltre i confini provinciali. L’intuizione dell’“Isola Obertenga dei Bianchi” sintetizza mirabilmente questa vocazione: unire Tortona e Gavi, Timorasso e Cortese, attorno al baricentro storico di Libarna e all'eredità feudale degli Obertenghi, significa smettere di ragionare a compartimenti stagni per offrire al visitatore un’unica grande terra da vivere, fatta di cultura, vigneti d'eccellenza ed enogastronomia. Sulla stessa lunghezza d'onda si colloca il prestigioso traguardo raggiunto da "UVA - Una Valle di Artisti". L'approdo al Forum della Bellezza di Genova tra i modelli italiani più virtuosi di sviluppo territoriale premia l'idea di cucire assieme i capolavori di Giani, Pellizza, Barabino e Leddi lungo i sentieri green delle antiche Vie del Sale. Quando fa sistema, il Tortonese vince, dimostrando una qualità paesaggistica e museale che non teme confronti. Il cuore della comunità tortonese tra palco e memoria Questa ricchezza non vive soltanto di colline e sentieri, ma trova linfa nel tessuto umano della città. Al Teatro Civico, l’azione teatrale “Slegati” allestita dal gruppo “Il Bullone” della Di.A.Psi. ribadisce quanto la cultura sappia trasformarsi in strumento di inclusione civile, dando voce senza filtri alla salute mentale nel solco della grande lezione di Basaglia. E c'è una memoria affettuosa e popolare che riempie il cuore, come dimostra l'attesa per il docufilm dedicato a Bruno D’Andrea al Megaplex Stardust: la celebrazione di una voce familiare capace di fare da colonna sonora a intere generazioni, intrecciando l'amarcord a un nobile gesto benefico. I nodi del quotidiano e la sfida del futuro Eppure, a fronte di questo slancio identitario e sociale, la cronaca cittadina mette impietosamente a nudo le lentezze della macchina amministrativa. La stoccata del Partito Democratico sul Teatro Dellepiane tocca un nervo scoperto: da anni assistiamo a un virtuosismo lessicale che inanella formule come "valorizzazione", "rifunzionalizzazione" e "studi di fattibilità", senza mai approdare a un quadro economico definito, a una fonte di finanziamento o a un cronoprogramma certo. Uno stallo che trova un piccolo ma significativo parallelo nella vicenda del chiosco ex "Dolce Vita" in corso Romita. Se la recente cancellazione del pignoramento segna finalmente un passo avanti verso il recupero dell'area verde di Nassiriya, gli anni trascorsi tra contenziosi e degrado testimoniano quanto sia complessa la gestione del patrimonio pubblico ordinario. Il Tortonese si trova a questo bivio: da una parte l'ambizione di essere capitale di belle...