Economia
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Dalla fine di febbraio il prezzo della benzina è aumentato di circa 28 centesimi al litro, collocando la regione tra quelle con i rincari più elevati
20 Luglio 2026
ore
12:30
TORINO - Carburanti, CNA Piemonte: " I rincari frenano le imprese. Servono trasparenza e una strategia energetica stabile ". Il Piemonte è tra le regioni italiane che hanno registrato gli aumenti più marcati del prezzo della benzina negli ultimi mesi. Secondo un'elaborazione di CNA Nazionale sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dalla fine di febbraio il costo della benzina è cresciuto di circa 28 centesimi al litro , con un impatto diretto sui costi sostenuti da artigiani, piccole imprese e attività produttive. Per CNA Piemonte l'ennesimo rincaro dei carburanti arriva in un momento già difficile, caratterizzato dal rallentamento della domanda, dall'aumento dei costi energetici e dalle incertezze internazionali. "Colpita l'intera economia regionale" «Ancora una volta le nostre imprese si trovano a fare i conti con un incremento dei costi che non dipende dalla loro capacità organizzativa o produttiva, ma da fattori internazionali», osserva il presidente di CNA Piemonte, Giovanni Genovesio . «L'aumento del prezzo dei carburanti non riguarda solo l'autotrasporto, ma investe l'intera economia regionale : dagli artigiani che ogni giorno raggiungono clienti e cantieri alle imprese della manutenzione, dell'impiantistica, delle costruzioni, fino ai servizi e alla distribuzione. Ogni litro in più riduce la competitività delle aziende.» L'associazione sottolinea come il rialzo dei carburanti si accompagni alla nuova crescita dei costi dell'energia, comprimendo ulteriormente i margini delle micro e piccole imprese. «Negli ultimi anni le imprese hanno affrontato una sequenza quasi ininterrotta di crisi , dalla pandemia ai conflitti internazionali fino alle nuove tensioni geopolitiche e commerciali», evidenzia il segretario regionale Delio Zanzottera . «Ogni fase di instabilità si traduce rapidamente in aumenti dei costi di energia, carburanti e materie prime. Il problema è che i prezzi salgono subito, mentre quando le tensioni si attenuano scendono molto più lentamente, penalizzando soprattutto le imprese più piccole.» Per questo CNA Piemonte chiede un monitoraggio più rigoroso della filiera dei carburanti, maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi e una politica energetica nazionale capace di garantire stabilità e costi sostenibili. «Le imprese piemontesi hanno dimostrato una straordinaria capacità di adattamento, ma non possono affrontare ogni crisi contando solo sulle proprie forze», conclude Genovesio. «Servono regole chiare, mercati trasparenti e una strategia energetica che permetta alle aziende di programmare investimenti e sviluppo senza essere continuamente esposte alle oscillazioni dei costi.»