Politica
Il caso
I Democratici tornano sulla revisione della classificazione dei Comuni montani. Nel mirino le dichiarazioni dell'assessore regionale Marco Gallo sui mancati ristori ai Comuni interessati dai tagli alle risorse nazionali
27 Luglio 2026
ore
20:13
ALESSANDRIA - Il Partito Democratico provinciale di Alessandria torna ad attaccare la Lega sulla vicenda della nuova classificazione dei Comuni montani . Il segretario Giorgio Laguzzi , infatti, sostiene che "le recenti dichiarazioni dell'assessore regionale Marco Gallo confermano le preoccupazioni espresse nei mesi scorsi sul possibile ridimensionamento delle risorse destinate agli enti locali". Secondo il Pd, le affermazioni rilasciate dall'assessore regionale smentirebbero le rassicurazioni fornite dagli esponenti del Carroccio in merito agli effetti della riforma voluta dal ministro Roberto Calderoli . «Nessuna compensazione dalla Regione» Nel comunicato, i Democratici evidenziano come "Gallo abbia escluso l'ipotesi di uno stanziamento regionale destinato a compensare la riduzione delle risorse nazionali. Che potrebbe interessare 14 Comuni della provincia di Alessandria . E le conseguenze della nuova classificazione potrebbero ripercuotersi su servizi e opportunità rivolti ai territori. Con effetti che riguarderebbero anche sanità, scuola e sistema delle imprese". I 'dem' ricordano "di aver contestato fin dall'inizio la revisione dei criteri per la classificazione dei Comuni montani". Richiamando il lavoro svolto dal deputato Federico Fornaro e dal consigliere regionale Domenico Ravetti . "Da mesi sosteniamo che questa scelta avrebbe penalizzato i piccoli Comuni della provincia. Mentre la Lega ha sempre assicurato che nulla sarebbe cambiato e che, anzi, sarebbero arrivate maggiori risorse". L'attesa per il ricorso al Tar Nel documento il Pd ribadisce che, a proprio giudizio, "la riforma del Fondo per la montagna rischia di creare ulteriori difficoltà a numerosi Comuni piemontesi e italiani che perderanno la qualifica di montani". I Democratici concludono "esprimendo l'auspicio che il Tar possa accogliere il ricorso presentato da alcuni sindaci contro i nuovi criteri di classificazione".