Società
Il report
I picchi già registrati nelle ultime settimane altro non sono che un’anteprima di quello che sta per succedere
19 Giugno 2026
ore
06:55
OVADA - Sarà un’ estate calda. Le temperature che stanno caratterizzando i giorni di questa settimana sono solo l'anteprima. E l’Ovadese è pienamente inserito nel sistema territoriale analizzato da Arpa Piemonte per vedere l’andamento delle temperature nei prossimi mesi. I picchi già registrati nelle ultime settimane altro non sono che un’anteprima di quello che sta per succedere. Solo per il mese di giugno l’Agenzia Regionale per l’Ambiente registra la possibilità di precipitazioni che contribuiscano, almeno in parte, ad abbassare le temperature. Per il resto sarà necessario di armarsi di sana pazienza ed essere consapevoli che il trend osservato negli ultimi anni sarà confermato anche nel 2026. «Le mappe di temperatura mostrano una generale anomalia positiva sul Piemonte - si legge nella relazione presentata qualche giorn fa - Il mese di giugno risulta il meno caldo. A luglio si osservano i primi segnali di un aumento termico generalizzato, tuttavia l’arco alpino occidentale sembra ancora escluso dall’anomalia più spiccata. Ad agosto l’anomalia termica raggiunge il valore massimo, come mostrato da oltre l’80% dei modelli, di cui più della metà fornisce indicazioni di un periodo molto più caldo della media». Notti difficili L'estate 2026 non dovrebbe quindi essere troppo diversa da quella degli anni passati. Bisognerà capire in che modo lo scenario descritto si manifesterà anche nell’Ovadese. Negli ultimi anni ondate successivi di calore si sono verificate tra il mese di giugno e luglio e nelle settimane centrali del mese di agosto. Il nostro territorio, per la sua natura, è rimasto al confine dell’area dove sono state registrate le temperature più alte compresa tra l’Acquese e l’Alessandrino. Le notti in particolare hanno fatto registrare valori sempre più vicini ad ambienti tropicali anche a causa del progressivo riscaldamento della terra esposta a temperature superiori alla media. Dai valori alti del periodo notturno sono derivati molti dei disagi percepiti diffusamente della popolazione negli ultimi anni. In arrivo temporali? E la speranza che piova è dirotta al lumicino. «Come preannunciato nell’introduzione di queste previsioni - prosegue la relazione, il trimestre mostra una progressiva diminuzione dei quantitativi di precipitazione. Tuttavia, vista l’energia presente in atmosfera nei mesi più caldi, saranno comunque possibili temporali anche di forte intensità. I modelli, come spesso succede per le precipitazioni, non sono in pieno accordo tra loro». A consultare con un po’ di ansia i bollettini emessi dall’ Agenzia Regionale per l’Ambiente sono soprattutto i lavoratori del settore agricolo. I viticoltori nelle ultime estati si sono trovati nella necessità di “proteggere” le loro uve dagli effetti prodotti dal sole rovente. Anche il processo di vinificazione è stato condizionato da temperature molto alte registrate in cantina. L’esperienza insegna che il vino imbottigliato in queste condizioni, sebbene perfetto in un primo momento, ha sv...