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Sabato 12 settembre alle 11 al campo di atletica di Alessandria. La partecipazione è aperta a tutti: chiunque potrà unirsi e percorrere i 200 metri in memoria della “Freccia del Sud”
11 Settembre 2026
ore
13:22
ALESSANDRIA - Mennea Day, ad Alessandria 200 metri per non dimenticare Pietro: Maddalena Grassano sarà presente al campo d'atletica alessandrino. Duecento metri. Una distanza breve, quasi niente nella misura di una vita. Ma ci sono duecento metri che possono attraversare il tempo, diventare memoria, esempio, gratitudine. Domani, sabato 12 settembre, alle 11, al campo di atletica di Alessandria, l’olimpionica Maddalena Grassano percorrerà quei duecento metri per ricordare Pietro Mennea , la “Freccia del Sud”, nel giorno legato per sempre a una delle imprese più straordinarie dello sport italiano. È un’iniziativa personale. Semplice, senza bisogno di grandi cerimonie. Ed è forse proprio per questo che dice tanto. Il record del mondo Il 12 settembre 1979, a Città del Messico, Mennea fermò il cronometro a 19"72 nei 200 metri. Fu record del mondo e quel tempo, a distanza di decenni, resta ancora il primato europeo. Dietro quei 19 secondi e 72 centesimi c’erano però anni di allenamenti, fatica, ostinazione, sacrifici. C’era un ragazzo partito dal Sud che aveva fatto del lavoro la propria risposta a ogni ostacolo. Dopo la sua scomparsa, nel 2013, è nato il Mennea Day , celebrato ogni anno intorno al 12 settembre. Non soltanto per ricordare un record, ma per tenere vivi i valori incarnati da un campione che non smise mai di credere nella forza dell’impegno. L'olimpiade di Maddalena Ed è questo il senso dei duecento metri di Maddalena Grassano, la velocista alessandrina, olimpionica a Monaco nel 1971. Monaco. Maddalena pronuncia quella parola e cinquant'anni sembrano scomparire. Ma prima dell'Olimpiade c'è la battaglia contro il cronometro. Il 2 giugno, a Torino, la staffetta stabilisce il record italiano. Al Coni non basta: bisogna scendere ancora. Le fanno correre ad Avellino nell’intervallo di una partita di calcio. 44”9. Sotto i 45 secondi. Non basta ancora. Serve un'ulteriore verifica. Le mandano a Londra, al meeting Coca-Cola del Crystal Palace. È estate. Piove come se non lo fosse. «Ricordo di aver piantato i blocchi in una pozzanghera», ricorda Grassano. Corrono lo stesso. Seconde dietro la Gran Bretagna. Poi lo speaker annuncia il tempo. Lei crede di avere sentito 44”8. Ma in quel momento credere non basta. Vuole sapere. Vuole vedere. Così insegue il giudice che ha in mano il foglio con i risultati. «Ho voluto vederlo scritto». 44”8. Adesso sì. Le ragazze della staffetta vanno alle Olimpiadi. «La conquista del minimo fu un'impresa stoica, eroica». Monaco, finalmente. Poi arriva la pista. La staffetta italiana corre in 44”62. Ancora record italiano. Il sesto. Ma non basta per entrare in finale. Eppure di quella semifinale non conserva il sapore della sconfitta. «Siamo uscite a testa altissima. Fare il record italiano in quel momento non era poca cosa». Di lei, a proposito della staffetta di Monaco, la Gazzetta dello Sport del 12 settembre 1972 scriveva: "La Grassano ha trovato l'occasione più importante per compiere una frazione capolavoro, q...