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Basket - Supercoppa Lba
Bianconeri brillanti in attacco nei primi venti minuti, ma nella ripresa la pressione orogranata ribalta il match. L'analisi di Fioretti e Spahija
19 Settembre 2026
ore
20:33
TORTONA - Si ferma a un passo dall'ultimo atto la corsa della Bertram Derthona di Fioretti nella semifinale di Supercoppa. A staccare il pass per la finale è l'Umana Reyer Venezia, che si impone 98-90 al termine di una sfida intensa, caratterizzata da ritmi elevati e continui ribaltamenti di fronte. I tortonesi hanno tenuto testa agli orogranata per oltre trenta minuti, guidando il punteggio anche al termine della terza frazione dove erano avanti di tre lunghezze, prima di cedere nell'ultimo quarto alla maggiore fisicità dei veneti. Attacco brillante, poi la morsa di Venezia La gara ha mostrato due volti ben distinti per la squadra di Tortona: grande fluidità e vena realizzativa nella prima metà di gara, seguite da una crescente fatica nella ripresa sotto l'urto della retroguardia avversaria. Nel dopopartita Mario Fioretti ha fotografato con lucidità l'andamento del match: «Abbiamo giocato due quarti offensivi davvero importanti, ma ci siamo fatti male con delle palle perse incredibili che hanno permesso canestri in campo aperto. Nel secondo tempo abbiamo fatto veramente fatica a leggere la loro pressione e a muovere la palla. Ci sono stati tanti errori, sia forzati sia non forzati. Ci abbiamo provato, siamo rimasti lì e alla fine del terzo quarto eravamo avanti di tre punti, ma alla lunga abbiamo pagato troppa fatica contro la loro fisicità». L'analisi di Fioretti: rotazioni, quintetti e spirito di squadra Sollecitato dai cronisti in sala stampa, il tecnico bianconero ha approfondito la gestione dei singoli e le scelte tattiche, a partire dall'impiego degli esterni e dall'impatto di Webb: «Durham ha avuto un infortunio a inizio preparazione e si è allenato in gruppo solo nell'ultima settimana, quindi non c'erano dubbi sul minutaggio e sulla gestione per stasera. Su Webb penso che anche gli altri abbiano fatto il loro dovere, ma siamo rimasti condizionati dai suoi falli: dovendo ruotare gli esterni ho dovuto concedergli minuti nonostante avesse già due falli nei primi due quarti, e spendendo il terzo fallo la sua presenza in campo è rimasta inevitabilmente limitata». Fioretti ha chiarito anche lo schieramento di partenza e le prospettive tattiche con quintetti più pesanti: «Jallow è partito in quintetto. L'assetto con lui insieme a Gorham e Olejniczak è una soluzione su cui stiamo lavorando: in termini di presenza fisica e di attitudine è sicuramente una combinazione che intendiamo riproporre ed esplorare». Un passaggio ha riguardato pure Giordano Bortolani, protagonista di un avvio ad alto punteggio prima di subire la marcatura lagunare: «Nel secondo tempo gli hanno incollato addosso il miglior difensore, mettendogli grandissima pressione. Ha fatto più fatica trovando conclusioni più complicate e qualche palla persa, ma sta lavorando bene». In chiusura, coach Fioretti ha tracciato il bilancio complessivo della trasferta: «Cosa mi porto di positivo? La capacità di tutti di darsi da fare per la squadra e la disponibilità ad adattarsi anche fuori r...