Cultura & Spettacoli
Pinacoteca Civica
Il figlio dell'artista ha consegnato all'assessore Morreale due oli su tela degli anni Ottanta a tema mistico-religioso, pronti a trovare spazio accanto ai grandi maestri tortonesi
4 Novembre 2026
ore
16:30
TORTONA - Il patrimonio artistico cittadino custodito a Palazzo Guidobono compie un nuovo, prezioso passo avanti nel segno della memoria e dell'identità locale. La Pinacoteca Civica di Tortona accoglie nella propria collezione permanente due nuovi dipinti firmati da Carlo Bottiroli (1927-2005), tra le figure più originali e riconoscibili del panorama pittorico tortonese del secondo Novecento grazie alle sue geometrie. L'ufficializzazione dell'ingresso delle opere è avvenuta durante una cerimonia di consegna che ha visto il figlio dell'artista, Angelo Bottiroli, affidare i quadri all'assessore alla Cultura Fabio Morreale come dono rivolto all'intera comunità. Fede e scomposizione delle geometrie negli oli degli anni Ottanta La donazione comprende due oli su tela di formato 50x70 centimetri risalenti agli anni Ottanta, decennio in cui l'autore raggiunse una piena maturità espressiva. I due dipinti, intitolati "Trinità" e "Resurrezione", esplorano il filone mistico-religioso che ha accompagnato gran parte del percorso di Bottiroli, caratterizzato da un'intensa ricerca spirituale tradotta sulla tela attraverso campiture nette, forti contrasti cromatici e una personale scomposizione geometrica dei volumi. Entrambe le creazioni troveranno presto collocazione nella sezione della Pinacoteca dedicata ai pittori locali, offrendo al pubblico uno spaccato significativo della pittura tortonese del dopoguerra. Da via Margutta alla scuola di pittura in città Nato a Tortona nel 1927 e avviato alla pittura da autodidatta sin dai primi anni giovanili, Bottiroli mise in mostra per la prima volta i suoi lavori nel 1948, per poi compiere nel 1954 il salto verso la capitale. A Roma frequentò il vivace ambiente artistico che ruotava attorno a via Margutta, unendosi al gruppo dei "Pennellacci" e arrivando a esporre in contesti di primo piano come Palazzo Barberini e il Palazzo delle Esposizioni. Il richiamo delle radici lo riportò stabilmente a Tortona nel 1958. Da allora continuò a esporre le proprie opere tra Piemonte e Lombardia, affiancando alla produzione personale un'appassionata attività didattica: alla fine degli anni Settanta aprì infatti una scuola d'arte nel proprio studio, formando con dedizione generazioni di nuovi talenti locali. Un patrimonio condiviso accanto ai grandi maestri Con questo lascito la Pinacoteca consolida il racconto del patrimonio artistico del territorio, ponendo le tele di Bottiroli in un ideale dialogo con le opere di altri celebri maestri dell'area tortonese come Pellizza da Volpedo, Angelo Barabino e Cesare Saccaggi. L’amministrazione comunale ha espresso ad Angelo Bottiroli una sincera gratitudine per una donazione che non solo preserva la memoria del padre, ma rende fruibile a tutti i cittadini la bellezza e l'eredità spirituale della sua pittura.