castelnuovo scrivia
Il professore e storico avrebbe compiuto 82 anni a novembre. Lascia una sterminata eredità culturale e il ricordo delle storiche lotte a difesa del torrente e della terra d'origine
22 Ottobre 2026
ore
11:00
CASTELNUOVO SCRIVIA - Castelnuovo Scrivia e l'intero territorio provinciale perdono una delle loro figure più limpide, colte e appassionate. Martedì 20 ottobre si è spento all'età di 81 anni Antonello Brunetti, uomo che avrebbe festeggiato a novembre l'ottantaduesimo compleanno. Per decenni docente stimato e amatissimo alle scuole medie del paese, ha formato intere generazioni educandole alla curiosità, allo spirito critico e al rispetto per il luogo d'origine. Il maestro di scuola e il custode della memoria locale L'attività didattica si affiancava a una vocazione rigorosa per la ricerca storiografica. Brunetti ha indagato con pazienza d'altri tempi le vicende umane, religiose e sociali della Bassa Valle Scrivia, convinto che una comunità senza radici perda la capacità di orientarsi nel presente. Da questo amore infinito sono nate opere cardine per la cultura locale: i lavori dedicati alle radici popolari e al dialetto raccolti nel prezioso compendio "Cui ad Castarnöv", oltre al fondamentale volume "SCRIVIAmo di SCRIVIA", tributo sincero al corso d'acqua che ha accompagnato tutta la sua esistenza. Con straordinaria lungimiranza, aveva saputo sfruttare le potenzialità del digitale promuovendo il portale storiabassavallescrivia.it, un grande archivio aperto dove studiosi, curiosi e studenti trovano documenti, archivi e testimonianze salvate dall'oblio. Le lotte ecologiste di Brunetti e lo sguardo profetico sulle grandi opere Accanto all'archivista e al professore conviveva l'attivista intransigente, capace di anticipare temi e urgenze quando l'ecologia sembrava ancora una parola marginale. Già a partire dagli anni Settanta, Brunetti denunciò senza mezzi termini i guasti causati dallo smaltimento illecito dei rifiuti e dall'inquinamento delle falde nella valle. Negli anni Novanta, forte anche dell'esperienza maturata sui banchi del Consiglio comunale, divenne la voce più autorevole e documentata contro il progetto del "Supertreno" tra Milano e Genova, trasformato poi nel Terzo Valico ferroviario dei Giovi. Insieme a tecnici ed esperti come Stefano Lenzi, smontò punto per punto i dati ufficiali, opponendo ai facili slogan della politica uno studio meticoloso costi-benefici che evidenziava sprechi economici e impatti ambientali devastanti. Fondatore nel 2004 dell'Associazione Amici delle Ferrovie e dell'Ambiente, coordinò i ricorsi legali autofinanziati dai cittadini. La sua fermezza gli costò perfino una querela per diffamazione da parte dei vertici del consorzio Cociv per aver denunciato le ombre sull'opera; una querela finita nel nulla dopo che gli stessi accusatori vennero arrestati per vicende corruttive. Una voce autorevole che lascia una lezione di coerenza civile L'integrità morale e la tenacia sul campo gli valsero attestati di stima nazionali, culminati nella menzione speciale del premio "Luisa Minazzi - Ambientalista dell'Anno", oltre a frequenti interventi televisivi e pubblici in cui spiegava con disarmante chiarezza la complessità delle...