Società
La decisione
Garantita la continuità delle attività di prevenzione e contenimento per tutelare allevamenti, economia e patrimonio zootecnico regionale.
22 Giugno 2026
ore
20:22
TORINO - Peste suina africana , il Piemonte proroga per 60 giorni le misure di contrasto : continua il controllo dei cinghiali . Nessuna interruzione nelle attività di prevenzione e contenimento della Peste suina africana (PSA) in Piemonte. Il presidente della Regione Alberto Cirio ha firmato un’ordinanza che entra immediatamente in vigore e conferma per i prossimi 60 giorni le misure di eradicazione e sorveglianza già previste dall’Ordinanza n. 7/2025 del Commissario straordinario nazionale, garantendo così la continuità degli interventi sul territorio. Il provvedimento consente di proseguire le attività di prevenzione, controllo ed eradicazione della malattia , evitando interruzioni in una fase ritenuta particolarmente delicata. Tra le misure confermate vi è l’attività di abbattimento in controllo del cinghiale da parte delle Province, con il contributo del mondo venatorio, ritenuta necessaria e urgente alla luce dell’evoluzione epidemiologica registrata sul territorio regionale e della necessità di tutelare il patrimonio zootecnico piemontese e l’intera filiera suinicola. « Di fronte a una minaccia come la Peste suina africana non possiamo permetterci alcuna interruzione delle misure di prevenzione e contenimento», dichiarano l’assessore regionale al Commercio, Agricoltura, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi Paolo Bongioanni e l’assessore alla Sanità, Prevenzione e sicurezza sanitaria Federico Riboldi. «Con questa ordinanza il Piemonte garantisce continuità alle attività di sorveglianza e contrasto già in essere, tutelando un comparto strategico per l’economia piemontese e salvaguardando il lavoro di allevatori, operatori e istituzioni che in questi anni hanno affrontato con responsabilità una sfida complessa». Il depopolamento Bongioanni sottolinea come l’ordinanza permetta di proseguire «in modo deciso il depopolamento del cinghiale in aree che si stanno pericolosamente avvicinando al distretto suinicolo cuneese», già messo in sicurezza in passato attraverso le cosiddette fasce franche. «La filiera suinicola rappresenta un patrimonio economico e produttivo di primaria importanza – aggiunge –. In una fase delicata come quella attuale era indispensabile assicurare la piena continuità delle misure previste , evitando qualsiasi interruzione o incertezza applicativa». L’assessore evidenzia inoltre il lavoro condiviso con allevatori, associazioni di categoria, Ambiti territoriali di caccia, Province e mondo venatorio, il cui contributo viene definito fondamentale nel contrasto alla diffusione della malattia. Riboldi ricorda invece che «la Peste suina africana non rappresenta un rischio per la salute umana, ma costituisce una grave emergenza di sanità animale che richiede il massimo livello di attenzione e coordinamento tra istituzioni». Con l’ordinanza, spiega, restano pienamente operative le misure di biosicurezza, controllo e sorveglianza sul territorio regionale. L’assessore ha inoltre rivolto un ringraziamento ai servizi ve...