Politica
Il caso
Dopo le polemiche dei sindacati, l'assessore Federico Riboldi chiarisce: «Nessuna sospensione del reclutamento. Avviata una ricognizione per programmare le future assunzioni in base ai reali fabbisogni»
12 Luglio 2026
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10:01
TORINO – Nessun blocco delle assunzioni nella sanità piemontese. La Regione Piemonte interviene per chiarire il contenuto della nota inviata alle Aziende sanitarie dopo le polemiche degli ultimi giorni. Precisando che il provvedimento non sospende il reclutamento del personale . Ma avvia una ricognizione straordinaria finalizzata a programmare in modo più efficace le future assunzioni. La precisazione arriva dopo le critiche rivolte da alcune organizzazioni sindacali, che avevano interpretato la comunicazione come uno stop alle nuove assunzioni nel Servizio sanitario regionale. Secondo la Regione, la nota trasmessa alle Aziende sanitarie ha l'obiettivo di aggiornare il fabbisogno di personale. Verificando quindi la distribuzione delle risorse già presenti e la coerenza tra organici, modelli organizzativi ed esigenze assistenziali dei territori. Nello stesso documento, sottolinea l'Amministrazione regionale, viene specificato che la ricognizione «non deve essere intesa come blocco generalizzato e indistinto». Ma rappresenta uno strumento di programmazione. «Nessun blocco delle assunzioni» «Chi parla di blocco delle assunzioni racconta una realtà che non esiste – dichiara l'assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi –. La lettera inviata alle Aziende chiede esclusivamente ai direttori di fare una fotografia della situazione esistente. Non soltanto sotto il profilo numerico, ma anche delle competenze assegnate e della distribuzione del personale tra le diverse strutture». L'obiettivo, aggiunge Riboldi, è «rilanciare un piano assunzionale sempre più mirato alle esigenze reali, effettive e attuali dei pazienti piemontesi». La Regione ricorda inoltre che, secondo l'ultimo Osservatorio regionale sul personale, dal 2019 gli organici del Servizio sanitario regionale sono aumentati di 4.200 unità , di cui 2.260 dal giugno 2023, tra personale del comparto e dirigenti. «Una ricognizione non è un blocco – conclude Riboldi –. È una scelta di responsabilità che punta a garantire a tutte le strutture sanitarie del Piemonte le stesse opportunità di rispondere ai bisogni dei cittadini. Valorizzando gli oltre 4.200 professionisti assunti in questi anni e continuando a investire sulla sanità pubblica. Assumere è fondamentale, ma è altrettanto importante fare in modo che ogni professionista sia impiegato dove serve davvero ai cittadini».