Cronaca
Giustizia
Cade l'accusa di tentato omicidio, riqualificata in maltrattamenti in famiglia e lesioni volontarie. L’uomo ha risarcito i familiari e la pena è stata sospesa a condizione che segua un percorso di sostegno psicologico.
16 Ottobre 2026
ore
11:00
TORTONA - Accoltellò moglie e figlio, patteggia due anni: cade l’accusa di tentato omicidio. Si è chiuso con un patteggiamento a due anni il procedimento a carico di Cristian Mihai Amariei, il pizzaiolo di 46 anni arrestato dopo l’aggressione alla moglie e al figlio. L’originaria contestazione di tentato omicidio è caduta: i fatti sono stati riqualificati nei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni volontarie. L’uomo ha inoltre risarcito i familiari. La pena è sospesa a condizione che segua il percorso di sostegno psicologico previsto per questa tipologia di reati. Il procedimento Si chiude con un patteggiamento a due anni di reclusione il procedimento giudiziario nei confronti di Cristian Mihai Amariei , 46 anni, accusato di avere aggredito con un coltello la moglie e il figlio all’interno dell’abitazione di famiglia. E' difeso dall'avvocato Davide Bianchi . Il procedimento era iniziato con un’ipotesi accusatoria ben più grave. Dopo l’arresto, infatti, all’uomo era stato contestato anche il tentato omicidio . Nel corso dell’iter giudiziario, però, questa accusa è caduta e la vicenda è stata riqualificata nei reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni volontarie . Il risarcimento alla famiglia Nel corso del procedimento il 46enne ha anche risarcito la famiglia , elemento che ha contribuito alla definizione complessiva della vicenda giudiziaria. La pena concordata è stata sospesa , subordinatamente però al rispetto di una precisa condizione: Amariei dovrà intraprendere e seguire il percorso di sostegno psicologico previsto per gli autori di questa tipologia di reato . Si tratta dunque di un epilogo molto diverso rispetto al quadro accusatorio delineato nelle prime ore successive all’aggressione, quando la Procura aveva ipotizzato che le coltellate inferte alla moglie e al figlio potessero integrare il tentativo di ucciderli. L’aggressione nell’abitazione I fatti risalgono a una domenica pomeriggio, quando nell’abitazione della famiglia era scoppiata una violenta aggressione. A dare l’allarme erano state le urla e le richieste di aiuto della figlia più giovane, che avevano attirato l’attenzione dei vicini. Da lì era partita la chiamata al 112. All’arrivo dei carabinieri di Tortona, i militari avevano trovato una situazione particolarmente concitata. La moglie e il figlio 23enne dell’uomo erano rimasti feriti e avevano dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Il giovane, nel tentativo di proteggere la madre e la sorella, avrebbe anche utilizzato uno spray urticante. Entrambi erano stati dimessi dall’ospedale nei giorni successivi, mentre la figlia minore, trasportata al pronto soccorso in stato di shock, aveva potuto fare ritorno a casa già nella stessa serata. Il «vuoto» nel racconto dell’uomo Davanti al Gip, durante l’udienza di convalida dell’arresto, Amariei aveva parlato per oltre due ore assistito dal proprio difensore. Sul momento più grave della vicenda, però, aveva sostenuto di non ricordare quanto accaduto. Aveva riferito di ave...