Economia
Agricoltura
Dieci miliardi in più per il settore primario: “Un risultato impensabile che ribalta la linea Von der Leyen. Ora servono certezze normative e meno burocrazia”
9 Gennaio 2026
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07:21
ALESSANDRIA - Un risultato definito “impensabile” fino a pochi mesi fa, che riporta 10 miliardi di euro in più nelle casse del settore agricolo italiano rispetto all’attuale programmazione. È il giudizio di Coldiretti sull’annuncio relativo alle risorse destinate alla Pac 2028-2034 . "Frutto - sottolinea l’organizzazione - di mesi di mobilitazioni in Italia e a Bruxelles. Compresa quella dello scorso 18 dicembre nella capitale belga , alla quale ha partecipato anche una numerosa delegazione della provincia di Alessandria ". "L’incremento di un miliardo rispetto alla programmazione in corso segna - secondo Coldiretti - un netto passo indietro rispetto al tentativo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di ridurre i fondi agli agricoltori ". Scelta definita “folle” dall’organizzazione. Parallelamente, Coldiretti ribadisce la richiesta di " azzerare il dazio sui fertilizzanti introdotto attraverso il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Cbam) . Che pesa sui costi di produzione delle imprese agricole". "Ora atti chiari e vincolanti" “Ora agli annunci devono seguire atti legislativi chiari e vincolanti – afferma Mauro Bianco , presidente di Coldiretti Alessandria –. Atti che garantiscano senza discrezionalità che queste risorse siano realmente destinate alla difesa del reddito degli agricoltori. È inoltre molto importante la modifica che consente di utilizzare per gli agricoltori il 10% del Fondo unico , pari a circa 48 miliardi di euro . Un punto che Coldiretti ha posto fin dall’inizio al centro del confronto con il Governo italiano e nelle sedi europee”. “La Pac non è fatta solo di risorse, ma anche di regole – aggiunge Roberto Bianco , direttore di Coldiretti Alessandria –. Per questo va sventato ogni tentativo di rinazionalizzazione della politica agricola comune. Continueremo a vigilare affinché non vengano introdotti ostacoli tecnici e burocratici che impediscano il pieno utilizzo dei fondi assegnati alle imprese agricole. La nostra diffidenza verso l’alta tecnocrazia di Bruxelles resta alta”.