Economia
L'iniziativa
Nuove regole per l’uso delle denominazioni: “artigianale” solo per chi è iscritto all’Albo. Confartigianato: “Svolta per trasparenza e concorrenza”
5 Aprile 2026
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09:34
TORINO - Scatta dal 7 aprile una stretta attesa da anni. Le denominazioni “artigianato” e “artigianale” potranno essere utilizzate solo dalle imprese iscritte all’Albo delle imprese artigiane. La novità è contenuta nella Legge annuale per le Pmi , che introduce un vero e proprio giro di vite contro gli utilizzi impropri di termini legati al mondo artigiano. Per chi viola la norma sono previste sanzioni pesanti , fino all’1% del fatturato, con un minimo di 25mila euro. Per Confartigianato Imprese Piemonte si tratta di un passaggio strategico, capace di incidere sia sulla correttezza del mercato sia sulla tutela del Made in Italy. “La norma segna un punto di svolta – sottolinea Giorgio Felici , presidente regionale –. Perché introduce finalmente un presidio giuridico contro pratiche ingannevoli che hanno alimentato per anni una concorrenza sleale”. Il provvedimento punta infatti anche a contrastare il fenomeno del falso Made in Italy , che continua a sottrarre valore alle imprese autentiche. Piemonte tra le regioni più esposte I dati confermano un quadro delicato. Secondo il Rapporto Iperico 2024, il Piemonte è la quinta regione italiana per merce sequestrata , con oltre 6,3 milioni di pezzi e un aumento del +553% rispetto all’anno precedente. Un segnale d’allarme che evidenzia la necessità di rafforzare legalità e trasparenza lungo tutta la filiera produttiva . Nonostante le difficoltà degli ultimi anni, l’artigianato italiano mostra segnali di tenuta: nel 2025 le imprese attive sono state 1,23 milioni , con un saldo positivo tra aperture e chiusure. Tutela per imprese e consumatori In Piemonte operano oltre 113mila imprese artigiane , una componente fondamentale dell’economia regionale e dell’export di qualità. “La possibilità di distinguere ciò che è autenticamente artigiano rafforza la credibilità del sistema”, evidenzia Felici. “È una tutela per i consumatori – conclude – ma anche un riconoscimento concreto del valore delle nostre imprese. Si chiude la stagione dei ‘furbetti’ e si apre una nuova fase di trasparenza e correttezza del mercato ”.