Economia
Il report
Fatturato nazionale in calo del 2,8%: export ancora trainante, ma pesano instabilità e nuovi equilibri globali
5 Aprile 2026
ore
15:04
TORINO - Il settore calzaturiero italiano chiude il 2025 con un fatturato di 12,84 miliardi di euro , in calo del -2,8% rispetto all’anno precedente. A incidere è stata soprattutto la forte instabilità dei mercati internazionali , che ha condizionato l’andamento complessivo del comparto. A sostenere il sistema resta però l’export, che assorbe circa l’85% della produzione nazionale , attestandosi a 11,5 miliardi di euro e limitando la flessione al -1,1% . Il saldo commerciale si conferma positivo, pari a 4,8 miliardi , segno della centralità del settore per il Made in Italy. In controtendenza rispetto al dato nazionale, il Piemonte registra una crescita dell’export del +11,2% nel 2025 , evidenziando una buona capacità di tenuta sui mercati internazionali. Le principali destinazioni sono Francia (+10,2%), Germania (+1,6%), Spagna (+29,2%), Emirati Arabi Uniti (+40,5%) e Stati Uniti (-0,9%) . Che insieme coprono il 63,9% delle esportazioni regionali . Un dato che conferma il ruolo strategico della regione nella filiera calzaturiera e nella componentistica. Imprese e lavoro in lieve calo Nonostante la buona performance dell’export, il tessuto produttivo piemontese registra segnali di difficoltà. Nel 2025 si contano 4 imprese in meno tra industria e artigianato e un saldo occupazionale negativo di -28 addetti . In calo anche le ore di cassa integrazione nella filiera pelle, scese del -19,4% rispetto al 2024 . Tuttavia il livello resta elevato, con circa 408mila ore autorizzate , ancora molto superiore ai livelli pre-Covid. “A livello internazionale l’export resta il nostro polmone vitale, ma la geografia dei mercati sta cambiando rapidamente”, spiega Giovanna Ceolini , presidente di Assocalzaturifici. Nel 2025 la tenuta dell’Europa e la crescita del Medio Oriente hanno compensato il rallentamento del Far East, in particolare della Cina. Mentre emergono nuove criticità legate al contesto geopolitico e alle politiche protezionistiche. Particolare attenzione è rivolta agli Stati Uniti, dove possibili restrizioni commerciali potrebbero incidere su un mercato chiave per il settore.