Politica, Società
La decisione
L'amministrazione comunale formalizza la decadenza dall'assegnazione dopo i controlli sui canoni non pagati. Gli inquilini avranno sessanta giorni di tempo per lasciare gli appartamenti
18 Luglio 2026
ore
10:00
TORTONA - Il Comune di Tortona stringe le maglie sui requisiti di permanenza negli alloggi di edilizia pubblica residenziale: quattro nuclei familiari perderanno a breve il diritto di abitare nelle rispettive case popolari a causa del prolungato mancato pagamento del canone di locazione. L’Amministrazione comunale ha infatti formalizzato la decadenza delle assegnazioni dopo una serie di rigorose verifiche, intimando agli inquilini morosi la riconsegna delle chiavi. Il provvedimento, firmato dal Settore Servizi alla Persona e alla Comunità, arriva al termine di un iter avviato su segnalazione dell'Agenzia Piemonte Sud, l'ente che gestisce il patrimonio immobiliare pubblico del territorio. La legge regionale in materia parla chiaro e stabilisce la decadenza automatica dall’assegnazione per chi accumula una morosità superiore alle tre mensilità. Verificate dai Servizi sociali le situazioni delle famiglie coinvolte Prima di deliberare la revoca dei contratti, gli uffici comunali hanno comunque analizzato a fondo ogni singola situazione. In stretta sinergia con i Servizi sociali del territorio, l'ente ha esaminato la condizione dei quattro nuclei per capire se vi fossero gli estremi della "morosità incolpevole", ovvero legata a improvvise e gravi difficoltà economiche o di salute. L'iter ha previsto la regolare comunicazione di avvio del procedimento alle famiglie interessate, che hanno avuto quindici giorni di tempo per presentare le proprie giustificazioni o concordare un piano di rientro. Gli incontri e l'esame dei documenti non hanno però fatto emergere elementi utili a sospendere o revocare il provvedimento di decadenza. I tempi per lo sgombero dei locali di edilizia pubblica e i ricorsi Ora scatta la fase operativa per la restituzione degli immobili all’Agenzia Piemonte Sud. Le famiglie coinvolte dovranno lasciare gli appartamenti entro sessanta giorni dalla notifica dell'atto, riconsegnandoli completamente vuoti e liberi da persone o cose. Qualora non si giunga a un rilascio spontaneo delle abitazioni, l'Amministrazione comunale potrà procedere con l’esecuzione forzata ricorrendo alla forza pubblica. I destinatari della revoca mantengono comunque la facoltà di opporsi alla decisione nelle sedi opportune: la legge garantisce loro la possibilità di presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (Tar) del Piemonte entro sessanta giorni dalla notifica, oppure un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi giorni.