Economia
La raccolta
Nei primi sette mesi del 2026 consegnate quasi 792mila tonnellate. Confagricoltura Piemonte: «Il recupero delle quotazioni deve arrivare fino alle stalle»
5 Ottobre 2026
ore
15:23
TORINO – Aumenta la produzione di latte in Piemonte , mentre i prezzi mostrano segnali di ripresa dopo la forte flessione della primavera, pur rimanendo inferiori ai livelli dello scorso anno. Un quadro sul quale Confagricoltura Piemonte richiama l'attenzione, soprattutto per quanto riguarda la remunerazione degli allevatori. Nei primi sette mesi del 2026 le consegne di latte vaccino nella regione hanno raggiunto 791.782 tonnellate, il 5,82% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Una crescita che, secondo i dati riportati dall'organizzazione agricola, risulta superiore a quella nazionale: nei primi quattro mesi dell'anno l'incremento italiano indicato da Ismea è stato del 3,5%. Prezzi in ripresa dopo il crollo primaverile Sul fronte delle quotazioni, durante l'estate sono arrivati segnali di recupero. Il latte spot nazionale quotato a Milano , dopo essere sceso a marzo a 21,60 euro per 100 litri, a settembre è tornato intorno ai 47 euro. Il valore rimane però al di sotto di quello registrato nello stesso periodo del 2025. Confagricoltura evidenzia inoltre che ad agosto l'indice Ismea dei prezzi alla produzione del latte vaccino risultava inferiore del 21,1% su base annua . «Il recupero delle quotazioni – spiega Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte – è un segnale positivo, ma dobbiamo verificare quanto di questo miglioramento arrivi effettivamente alle aziende». «Pesano i costi degli allevamenti» Il punto, secondo Allasia, resta il rapporto tra quanto viene incassato dagli allevatori e le spese necessarie per mantenere in attività le aziende. «Gli allevamenti piemontesi stanno aumentando la produzione, ma devono contemporaneamente sostenere costi importanti per mangimi, energia, carburanti, lavoro e investimenti . Il riferimento resta quindi il rapporto tra il prezzo incassato e i costi sostenuti». Confagricoltura ricorda anche l'accordo raggiunto a giugno al Masaf , che ha definito per il Nord Italia un percorso del prezzo base dai 48 centesimi al litro di luglio e agosto fino ai 50 centesimi di novembre e dicembre , entro i volumi di riferimento. «L'aumento della produzione può essere un punto di forza soltanto se la filiera riesce ad assorbire e valorizzare questi volumi – conclude Allasia –. Serve un equilibrio tra produzione, trasformazione e mercato che garantisca alle stalle condizioni economiche adeguate a continuare a produrre e investire».