In vendita il 53 per cento delle quote Asmt
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In vendita il 53 per cento delle quote Asmt

A breve partirà l'asta, Iren ha diritto di prelazione

A breve partirà l'asta, Iren ha diritto di prelazione

 L’approvazione in consiglio comunale è stato il definitivo via libera al primo punto concreto della strategia varata dalla giunta per chiudere il disavanzo di bilancio, ovvero la messa in vendita della totalità delle quote Asmt in capo al comune, pari al 53 per cento della società. La formulazione del bando avverrà nelle prossime settimane e la vendita andrà in atto a forma di gara, con il diritto di prelazione a favore del socio privato minoritario ovvero l’Iren, che già inglobò le azioni che il comune circa dieci anni fa vendette all’Amga di Genova. Dalla giunta non possono arrivare conferme, ma è scontato che siano stati messi in atto contatti informali tra il sindaco Massimo Berutti e i dirigenti Iren per verificare l’interesse per rilevare tali quote. A tale proposito, l’assessore agli enti partecipati Daniele Calore ha affermato in consiglio comunale che la vendita Asmt è “Una scelta obbligata, in quanto è l’unico elemento del patrimonio del comune ad essere sicuramente appetibile sul mercato”, segno che le informazioni in possesso del comune parlano di positive possibili reazioni da parte di potenziali acquirenti. Dalla perizia effettuata, il valore è stimato in 5 milioni e mezzo di euro, da verificare però se tale cifra entrerà poi nelle casse comunali. In ogni caso sarebbe un entrata consistente, da utilizzare per chiudere buona parte del disavanzo degli esercizi pregressi. Su tale argomento la maggioranza si è divisa, per l’astensione del presidente del consiglio comunale Franco Carabetta (Pdl), che ritiene l’operazione di vendita “un errore che priverà il comune di controllare tariffe per servizi fruiti dai cittadini”. Critica, in merito la minoranza: “Asmt è sempre stata un fiore all’occhiello per la città, un’azienda che non ha mai prodotto perdite e ha permesso al comune negli anni di fare investimenti di rilievo. Non credo la cessione fosse l’unica possibilità”, ha dichiarato Giorgio Bailo (Udc). “Non c’è una strategia, l’obiettivo è solo fare cassa. E in questo modo il comune perderà il controllo sulla determinazione di tariffe e sull’erogazioni di servizi fondamentali per i cittadini come acqua, gas, raccolta rifiuti”, ha specificato Gianluca Bardone (Pd). “E’ una svolta epocale in negativo per la città, la responsabilità di una scelta che sarà penalizzante per comune e cittadini è solo dell’incapacità di questa amministrazione”, ha rincarato Paolo Ronchetti (Idv).
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