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Poche entrate per coprire il debito, tanti disagi alle famiglie
La Cgil chiede di non aumentare le tariffe dei servizi comunali
La Cgil chiede di non aumentare le tariffe dei servizi comunali
“Ha senso aumentare le tariffe col rischio che si abbandoni il servizio?” è il dubbio espresso dalla Cgil in occasione di un incontro avuto nei giorni scorsi in comune con l’assessore alle politiche sociali e i dirigenti. I timori riguardano il ventilato aumento delle tariffe per i servizi, che a una famiglia con figli potrebbero costare circa 400 euro annui, a fronte di un’entrata per il comune di circa 300.000 euro, tutto sommato di poco conto rispetto ai dieci milioni di euro di deficit. “La prossima settimana avremo un ulteriore incontro. Continueremo in quella sede a ripetere le nostre ragioni contrarie agli aumenti delle tariffe dei servizi , così come delle nostra contrarietà all’applicazione con le aliquote al massimo dell’Imu”. “E’ opportuno ragionare sulla necessità di adottare un nuovo Isee, più aderente alle reali situazioni delle famiglie. Inoltre occorrono maggiori controlli sulle dichiarazioni, visto che dedicare il 15% del tempo di lavoro di due addetti come avviene oggi è totalmente privo di efficacia. Servono forme efficaci di una concreta lotta all’evasione fiscale che si può fare anche riorganizzando i servizi comunali”, concludono alla Cgil.