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Università tortonese al capolinea
L'esperienza dell'università a Tortona è ormai prossima alla conclusione. Come già annunciato da oltre un anno, i corsi andranno in esaurimento, senza l'inserimento di nuove matricole dal prossimo anno accademico
L'esperienza dell'università a Tortona è ormai prossima alla conclusione. Come già annunciato da oltre un anno, i corsi andranno in esaurimento, senza l'inserimento di nuove matricole dal prossimo anno accademico
L’esperienza dell’università a Tortona è ormai prossima alla conclusione. Come già annunciato da oltre un anno, i corsi andranno in esaurimento, senza l’inserimento di nuove matricole dal prossimo anno accademico. Nessun problema per gli studenti attualmente in corso, che potranno concludere nella sede tortonese il loro percorso di studi, ma la facoltà di scienze infermieristiche è destinata a non avere futuro. Così come l’intero progetto di fare di Tortona una sede di facoltà. Recentemente la notizia è assurta agli onori delle cronache, causa di alcune assemblee universitarie in cui la quesitone è stata dibattuta, ma l’attenzione delle cronache su questo tema risale allo scorso anno, quando su alcune testate giornalistiche apparvero le prime indiscrezioni secondo cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona non avrebbe più inteso finanziare le borse di studio per i docenti e i ricercatori. L’operazione università fu uno dei traguardi più prestigiosi, come prospettiva, raggiunti dalla giunta Marguati, ma negli anni non ha poi avuto il seguito che inizialmente era ipotizzato. L’avvio della sede universitaria a Tortona, in zona Dellepiane, fu avviata con grandi speranze: il comune aveva messo a disposizione i locali ristrutturando l’area postindustriale in zona Dellepiane con l’intento di creare un vero polo culturale e per il tempo libero, tra università, teatro, sedi di attività sportive, locali serali, centro congressi e pertinenze varie in divenire; si creò il rapporto con l’Asl per laboratori e tirocini e con la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona per i contributi all’attività didattica e le borse di studio per i docenti e i ricercatori, mentre l’università del Piemonte Orientale Amedeo Avogadro, che ha portato l’attività di insegnamento. Negli accordi era inserita la clausola secondo cui al termine del primo triennio di attività, l’università avrebbe dovuto crescere da semplice sede decentrata di corsi a sede di facoltà vera e propria a Tortona; così non è stato e i laureati che usciranno continueranno ad avere sul curriculum il titolo di un ateneo che non ha sede in città, sostenendo esami fuori sede e trovandosi la concorrenza della medesima facoltà ad Alessandria. Da questi fatti sono quindi partite le riflessioni tra gli enti sostenitori, che hanno deciso che in questi termini l’investimento non sarebbe utile per il territorio. Ora il comune sta pensando a una nuova destinazione d’uso per una capiente e funzionale struttura; così come la Fondazione cercherà di dirottare altrove le ingenti risorse messe a disposizione in questo triennio e l’Asl penserà ad altre forme per mettere a disposizione le opportunità formative.