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Farmacom: in settimana una soluzione
Una lettera inviata dal segretario comunale Alessandro Parodi ha evidenziato come la perdita sia ingente, un passivo superiore ai cento milioni di euro, quindi a ben più del capitale sociale
Una lettera inviata dal segretario comunale Alessandro Parodi ha evidenziato come la perdita sia ingente, un passivo superiore ai cento milioni di euro, quindi a ben più del capitale sociale
Sulla società Farmacom emergono altre difficoltà. Oltre alla necessità di sanare l’illegittimità della sua costituzione, che dovrebbe risolversi con la cessione sul mercato delle farmacie, in forma di titolarità o di gestione, ora è stata resa nota l’entità dell’ingente debito accumulato in poco più di un anno di attività di tale società, nata con l’impegno di cedere al comune un canone molto elevato ottenuto mediante l’impegno delle banche per contribuire alla copertura del disavanzo. Una lettera inviata dal segretario comunale Alessandro Parodi ha evidenziato come la perdita sia ingente, un passivo superiore ai cento mila euro, quindi a ben più del capitale sociale. “Il bilancio 2011 della Farmacom srl, secondo quanto riferito dall’amministratore unico della società Sandro Tortarolo dovrebbe riportare una perdita consistente, superiore addirittura al capitale sociale”. Le previsioni fatte al momento della costituzione della società, secondo quanto riferisce il segretario, sono state sovrastimate dal consulente Corrado Bonadeo, da cui studio “risultava che la società non sarebbe mai andata in perdita ma che l’attivo sarebbe aumentato esponenzialmente”. Se questi sono i dati, conclude il segretario, “anche se tale società fosse stata costituita con i crismi di legge, non poteva essere mantenuta in vita”. La situazione si fa complicata, perchè con questi numeri la cessione sul mercato della società mantenendo in capo al comune la titolarità delle farmacie risulterebbe pressochè impossibile, mentre dalla cessione della singole farmacie si rischia di ricavare meno del previsto, anche perchè nel frattempo le disposizioni di legge intercorse permettono l’apertura di una nuova farmacia, svalutando così il valore. Il comune era al corrente dei fatti: “Abbiamo dato mandato ad Assofarma di indicare la strada migliore per la soluzione dell’illegittimità, mediante la nomina di un consulente idoneo”, aveva anticipato alla nostra testata l’assessore agli enti partecipati Daniele Calore. Ora tale soluzione è quanto mai attesa, anche in vista della redazione di un bando che si annuncia molto delicata. E sopratutto va ricordato che quattro milioni che verranno ricavati da tale vendita dovranno servire anche a restituire nel tempo concordato la cifra anticipata dalle banche pe ril debito del comune, che passava attraverso la stessa Farmacom.