Braccianti sfruttati: si cerca una soluzione
Per la mattinata di ieri, sciopero e presidio a tutela dei 40 lavoratori marocchini in condizione di schiavitù. Nei prossimi giorni in questura un incontro per regolarizzare la questione permessi di soggiorno
Per la mattinata di ieri, sciopero e presidio a tutela dei 40 lavoratori marocchini in condizione di schiavitù. Nei prossimi giorni in questura un incontro per regolarizzare la questione permessi di soggiorno
15:20 I braccianti non mollano, prosegue il presidio e nei prossimi giorni l’incontro in questura
E’ slittato l’incontro tra il legale che segue la vicenda dei braccianti in sciopero a Castelnuovo Scrivia e gli ufficiali preposti in questura. L’incontro era finalizzato a fare ottenere il permesso agli irregolari mentre si lavora parallelamente anche con le organizzazioni agricole per ottenere un anticipo di parte delle spettanze ai lavoratori. Intanto, questa mattina è proseguito il presidio davanti alla cascina.
Oggi i passaggi in Questura, domani probabilmente la formulazione delle accuse per l’imprenditore agricolo che impiegava 40 lavoratori di nazionalità marocchina nei campi e nella lavorazione di prodotti agricoli nel disprezzo delle regole sulla legislazione del lavoro. Per la mattinata di ieri, presso l’azienda agricola Lazzaro è proseguito il presidio dei lavoratori in sciopero, con il supporto della Cgil, di cui i responsabili provinciali del Tortonese e per le politiche migratorie sono stati a dare man forte ai braccianti, aiutandoli anche materialmente a superare le difficoltà legate alla fame e al caldo. “Abbiamo registrato irregolarità di ogni genere, 13 ore al giorno di lavoro a un euro l’ora nemmeno pagato regolarmente, contratti incerti, molti in nero; i permessi di soggiorno erano stati assegnati solo ad alcuni e dietro il pagamento di forti somme, 16 non sono in regola”, conferma Sabatino Saggese della Camera del Lavoro di Tortona. “Ora saranno compiute tutte le verifiche del caso e il nostro sindacato si è messo a disposizione per ogni forma di tutela legale, oltre che con attività di mediazione linguistica. Già da lunedì saremo al fianco di queste persone quando saranno chiamate a presentarsi in questura per le verifiche”.
Alcuni di questi lavoratori erano ospitati presso la medesima cascina: non potendo chiaramente più risiedere lì, si è attivata l’amministrazione mediante il sindaco Pierangelo Luise e l’assessore Gianni Girani, che ha individuato una soluzione per le persone, tutte donne che risiedevano nel medesimo luogo in cui il loro lavoro veniva ampiamente sfruttato.