L’Arena dà appuntamento all’anno prossimo
Home

L’Arena dà appuntamento all’anno prossimo

Dopo i due pianoforti di Bollani e Corea, De Gregori e i Casino Royal per chiudere il festival musicale che ha animato piazza del Duomo

Dopo i due pianoforti di Bollani e Corea, De Gregori e i Casino Royal per chiudere il festival musicale che ha animato piazza del Duomo

Dopo l’evento con i due pianoforti di Stefano Bollani e Chick Corea, altre due serate per chiudere l’edizione 2012 di Arena Derthona, il festival in piazza Duomo che ha ospitato giovedì Francesco De Gregori, in una piazza Duomo gremita di spettatori muniti di biglietto, con presenze superiori alle due migliaia di unità, e venerdì sera con i Casino Royale, in esibizione gratuita che ha visto l’afflusso di un folto pubblico, in continuo movimento anche per la compresenza dei negozi aperti fino all’1,30 per l’avvio dei saldi. Il concerto del “Principe” a Tortona ha rappresentato un altro evento nel segno della terza edizione del Festival allestito da Charly Bergaglio. Data zero del suo Factory Tour pensato per gli spazi più piccoli, De Gregori si presenta sul palco puntando soprattutto sulla musica: band affiatata ed energica, pochissime parole, flusso di musica costante, spaziando tra tutto il repertorio di 40 anni e dando anche la giusta visibilità ai pezzi degli ultimi quindi anni, che in dimensione live acquistano una dimensione rock molto efficace. Pubblico composto ma non freddo, anche se debole nel chiedere i bis, forse perchè deluso, almeno nella sua componente più tradizionale, per non avere trovato in scaletta alcuni numeri nati come brani d’autore e poi diventati malgrado tutto nazional popolari, quali “La donna cannone”, “Alice”, “Ma come fanno i marinai”, “Il bandito e il campione” (quest’ultima sarebbe stata anche opportuna, nella terra dei grandi del ciclismo, ma non va trascurato il fatto che l’autore non è De Gregori ma il fratello Luigi Grechi, ndr). Il pubblico si scalda per “Viva l’Italia” o “Titanic”, proposte in maniera fedele all’originale, per un De Gregori che a dispetto del carattere schivo e di molte occasioni del passato, appare disposto a concedersi anche ai cori del pubblico, cura molto l’intonazione e l’aspetto musicale, accompagnandosi alla chitarra per quasi tutto il tempo e lasciando ampie parti solistiche a un violino che diventerà a lungo un po’ stucchevole. Solo voce per lui invece nella ricca orchestrazione del “Cuoco di Salò”, seguita da numeri più rock, ad alternare così ballate e pezzi ritmati, poi due momenti acustici di sola voce e piano, per i classici “Pablo” e “La Storia”, penalizzati in parte da un’acustica rimbombante che ha soffocato i testi. Poi tante citazioni dai modelli americani, nei nuovi arrangiamenti dei pezzi più famosi: affiora “Human Wheels” di John Mellencamp a fare da base a un brano dall’album “Pezzi”, in “Generale” introdotta da un basso in stile “Dock of the bay” viene eliminato il celebre e abusato riff di pianoforte (che il pubblico continuerà comunque a cantare per tutto il tempo), nel finale “Rimmel” diventa un luminoso gradevole reggae e si chiude con “Buonanotte fiorellino” letteralmente stravolta a ritmo di pizzica e sull’andamento di “Rainy day woman”dell’amato (da De Gregori) Bob Dylan.

Poi venerdì il concerto gratuito dei Casino Royale: attesi da un pubblico di giovani di quindici anni fa e gradevole sorpresa per i giovani di oggi: Alioscia e company hanno tantissima energia, scelta di suoni magnifica, cura dell’uscita audio live eccellente: altro che revival anni novanta, per una reunion di una formazione che sperimentava tra reggae. Rock ed elettronica un lustro prima della nascita dei pur benemeriti Subsonica. Il ritmo non si ferma mai, il groove intenso, il pubblico inizialmente diffidente ai lati della piazza si avvicina man mano fino ad arrivare sotto il palco, mentre sfilano brani come “Sempre più vicino”, “Suona ancora”, “Crx”. Poi il set cambia atmosfera lasciando spazio ai brani più recenti, ma dopo il nuovo singolo “Io e la mia ombra” le sonorità si fanno più elettroniche e cupe e le ritmiche dal levare passano a un battere molto più ossessivo e meno coinvolgente. Nel frattempo è partita la corsa al saldo e i bar, fino oltre la mezzanotte pieni, accolgono anche pubblico del concerto, mentre lo struscio in attesa di entrare nei negozi per gli sconti si fa incessante. E l’Arena dà appuntamento all’anno prossimo; sarà in piazza Duomo o sul Castello?

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione