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Nel palazzo di giustizia per dire “no” ai tagli
Un presidio a difesa del tribunale di Tortona, che ha finito per rientrare nei presidi di giustizia che il governo ha deciso di chiudere applicando la spending review, sarà allestito oggi
Un presidio a difesa del tribunale di Tortona, che ha finito per rientrare nei presidi di giustizia che il governo ha deciso di chiudere applicando la spending review, sarà allestito oggi
Dalle 9 di lunedì mattina si terrà un presidio all’interno del palazzo di giustizia, cui parteciperanno il sindaco Massimo Berutti e il presidente dell’ordine degli avvocati di Tortona Enrico Zani, per dimostrare contro la chiusura della struttura tortonese e avviare una raccolta firme. Il tribunale di Tortona non ha mostrato segni di inefficienza: è sede autonoma e non distaccata, dove i magistrati e il personale lavorano volentieri. Non ci sono sedi vacanti, con sei magistrati titolari, il processo penale raramente cade in prescrizione, i tempi di conclusione del processo civile mediamente sono di due anni, cioè meglio della media nazionale, anche per il protocollo di udienza civile sperimentato felicemente a Tortona e poi adottato anche dalla corte d’appello a Torino, che ha velocizzato i riti. “Chiudere il tribunale a Tortona è una follia”, commenta il sindaco, Massimo Berutti: “Non tutte le zone e le aree sono uguali e come tale andava fatta un’azione di analisi reale e concreta. E non è una consolazione il fatto che possano venir tagliati tutti quelli in previsione ma è la dimostrazione del sempre maggior distacco tra la politica nazionale e gli enti locali che sono in prima linea a cercare di tutelare il territorio. Purtroppo, questo, è il sistema peggiore per tagliare. ”. “La struttura del tribunale funziona”, ha specificato il presidente degli avvocati Enrico Zani, “ed ha anche tempi molto snelli per le procedure e per lo svolgimento dei processi”.