I titolari della Lazzaro: “Le scelte imprenditoriali spettano solo a noi”
Dall'azienda agricola rispondono a chi parla di un'azienda "furbesca". Intanto continua la mobilitazione dei lavoratori agricoli migranti impiegati in condizioni di sfruttamento presso l'azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia. Tutte le sere, i migranti si riuniscono in assemblea nei locali del Comune di Castelnuovo Scrivia
Dall'azienda agricola rispondono a chi parla di un'azienda "furbesca". Intanto continua la mobilitazione dei lavoratori agricoli migranti impiegati in condizioni di sfruttamento presso l'azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia. Tutte le sere, i migranti si riuniscono in assemblea nei locali del Comune di Castelnuovo Scrivia
15:30 Parlano i titolari della Lazzaro
“Come Confederazione – interviene Carlo Ricagni, presidente provinciale della Cia di Alessandria – ribadiamo che le scelte imprenditoriali, fatte nel pieno rispetto dell’accordo sindacale firmato, non possono sempre essere strumentalizzate, così come riportare sempre in primo piano il fatto che le aziende Lazzaro facevano lavorare in nero: saranno altre sedi competenti che decideranno se i Lazzaro sono più o meno colpevoli di questo”.
Continua la mobilitazione dei lavoratori agricoli migranti impiegati in condizioni di sfruttamento presso l’azienda Lazzaro di Castelnuovo Scrivia. E se per qualche momento pareva calata l’attenzione sulla vicenda dei braccianti in condizione di semischiavitù, quando è arrivata la notizia dell’accordo sindacale per fare arrivare loro parte delle spettanze, ci pensa l’attivazione di uno stato di assemblea permanente a non fare dimenticare la situazione, a raccogliere solidarietà.
Sulla vicenda, pochi giorni fa, è stato raggiunto un accordo in sede sindacale tra la Cgil e la Cia (Confederazione italiana agricoltori), secondo il quale i titolari della Lazzaro s’impegnavano a versare acconti salariali a tutti i lavoratori, ad avviare un confronto di merito per il recupero delle somme arretrate e a riprendere l’attività lavorativa con i 26 lavoratori già regolarizzati, seppur divisi in due squadre. “E’ stato questo un primo passo importante che doveva dar luogo ad una, seppur parziale, normalizzazione ma non è del tutto avvenuto”, riferiscono tramite una nota dall’assemblea dei lavoratori . I lavoratori che hanno ripreso l’attività lavorativa sono costretti a stare nei campi senz’acqua, se non quella che si portano da casa, a lavorare senza guanti, né scarpe ; anche gli orari di lavoro sono stati ridimensionati – la settimana scorsa, una squadra ha lavorato per 12 ore settimanali e l’altra squadra ha lavorato 18 ore – ben al di sotto delle 39 ore contrattuali settimanali.
Anche le lavoratrici che fino al giorno dello sciopero abitavano in cascina, in un alloggio insalubre e fatiscente, non hanno ancora trovato una sistemazione abitativa per trasferirsi; a tutt’oggi, sono ospitati presso un centro di Solero gestito da una cooperativa alessandrina che si è fatta carico del problema. Chiediamo alle Istituzioni e a tutti i cittadini solidali di Castelnuovo Scrivia e dintorni di aiutarci a trovare una sistemazione per queste due donne che rischiano un domani di trovarsi in strada”. Manca ancora la soluzione sui permessi di soggiorno per gli irregolari , per i quali prosegue in magistratura la denuncia penale patrocinata dall’avvocato Trucco dell’Asgi di Torino. L’assemblea dei migranti dell’azienda Bruno Lazzaro si riunisce tutte le sere, alle ore 20.00, nei locali del Comune di Castelnuovo Scrivia, per: stare insieme e fare il punto della situazione, discutere dei problemi e decidere come proseguire la lotta.
Chi volesse può versare un contributo sul conto postapay della Cassa di Resistenza al seguente numero: 4023600623581008