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Caccia rinviata, Caldone critica la decisione
La caccia inizierà in Piemonte il prossimo 30 settembre. Fino ad allora non sarà possibile per i cacciatori dedicarsi nemmeno ad alcune specie, come inizialmente ipotizzato in Regione
La caccia inizierà in Piemonte il prossimo 30 settembre. Fino ad allora non sarà possibile per i cacciatori dedicarsi nemmeno ad alcune specie, come inizialmente ipotizzato in Regione
La caccia inizierà in Piemonte il prossimo 30 settembre. Fino ad allora non sarà possibile per i cacciatori dedicarsi nemmeno ad alcune specie, come inizialmente ipotizzato in Regione. Sono le conseguenze del ricorso pendente presso il Tar per il mancato referendum sul tema. La decisione di una apertura ritardata non è condivisa dall’assessore provinciale alla caccia e pesca Giancarlo Caldone (primo a sinsitra nella foto), che ribadisce la sua contrarietà al provvedimenti. “La soluzione adottata in Regione mi vede contrario e auspico un ripensamento. Nel Tortonese le associazioni agricole hanno manifestato la loro preoccupazione che avrebbe come conseguenza inevitabile la moltiplicazione delle specie faunistiche, con l’aumento dei danni alle colture agricole e quindi con forti ripercussioni anche per le finanze regionali chiamate a risarcire tali danni. Inoltre nelle valli Tortonesi l’inevitabile aumento di fauna selvatica ungulata come caprioli e cinghiali comporterebbe problematiche per l’incolumità pubblica e pericoli per la sicurezza delle strade, con il rischio continuo di gravi incidenti, come già si è verificato più volte in passato sia pure in condizioni di caccia aperta. Non va poi trascurato che sia i concessionari degli istituti privati di caccia che hanno già pagato le tasse di concessione regionale, sia gli allevatori di selvaggina, le armerie e l’indotto, nonchè gli oltre 30.000 cacciatori piemontesi hanno già provveduto a pagare tasse varie ed assicurazione e verrebbero penalizzati dall’applicazione di tale provvedimento. Per questo auspico che le ragioni prevalgano su uno stop generalizzato in attesa della pronuncia del giudice”.