C’è L’accordo per il Coppi: anche il Derthona giocherà, contribuendo alle spese
Home

C’è L’accordo per il Coppi: anche il Derthona giocherà, contribuendo alle spese

Il Derthona potrà giocare al Coppi le partite interne. A giorni la definizione dell'accordo e la fine di una telenovela stucchevole e poco edificante per tutte le parti coinvolte

Il Derthona potrà giocare al Coppi le partite interne. A giorni la definizione dell'accordo e la fine di una telenovela stucchevole e poco edificante per tutte le parti coinvolte

TORTONA – Il Derthona potrà giocare al Coppi le partite interne. Per ora non sono ancora state definite le modalità complessive dell’accordo tra comune, Derthona e Tortona Villalvernia, ma le parti hanno dichiarato piena disponibilità e si vedranno nei prossimi giorni per stendere nero su bianco i dettagli. La certezza assoluta è che Derthona – Chieri si disputerà normalmente domenica 7 ottobre al Fausto Coppi, evitando così di recarsi ad Acqui Terme, dove peraltro il Derthona aveva già l’accordo con la società locale per avere lo stadio Ottolenghi. Il Derthona quindi resterà in città per l’intera stagione, evitando così a tifosi, amministrazione comunale, città una brutta figura e inutili chilometri. Lo stadio verrà gestito dal Tortona Villalvernia, il Derthona pagherà a sua volta una quota per contribuire alle spese, quota inferiore ai 20.000 inizialmente richiesti, per il comune non ci saranno oneri di sorta.

Vista la rapidità con cui è stato facile trovare un accordo, non appena le volontà si sono manifestate, viene da domandarsi se tutto ciò non sarebbe stato possibile qualche mese fa. Forse no, magari perchè erano in gioco interessi più grossi, che la sopravvivenza del Derthona grazie alla tenacia del rpesidente Flavio Tonetto ha paradossalmente fatto saltare. Ma se il comune avesse atteso quei due giorni in più prima di giungere ad accordi con il Villalvernia, verificando poi l’effettiva iscrizione del Derthona alla serie D, si sarebbero evitate tante liti, carte bollate, accordi disattesi, invidie personali, che hanno avuto il solo risultato di tenere l’attenzione sulla Tortona calcistica in maniera non propriamente edificante, attirando sulla vicenda del Derthona l’attenzione dell’opinione pubblica che meno frequenta l’ambito calcistico, con la complicità di alcuni media che hanno cavalcato l’argomento in maniera poco approfondita o superficiale forse per arraffare qualche contatto in più facendo finti scandali e tentando di gettare discredito soltanto per alimentare confusione. La vicenda non ha gioato a nessuno: al comune, perchè ha faticato a dimostrare come la politica possa svolgere un ruolo di mediazione senza per forza fare prevalere le ragioni di una parte sull’altra. Al Derthona, che si è trovato messo a nudo in certe ondivaghe decisioni e costretto a sbandierare alcune difficoltà che probabilmente rimanendo meno diffuse si sarebbero potute risolvere con più facilità, finendo per buttare in secondo piano il coraggio e la generosità di una gestione finalmente economincamente sana e che si è accollata un carico debitorio pregreso non indifferente; al Villalvernia, perchè con questa vicenda ha finito per trovarsi avversa parte della tifoseria che avrebbe potuto invece seguire con rispetto il progetto di una società nata dal nulla e arrivata alla massima categoria dielttanti. Ora a Tortona possono coesistere due società e questo fatto deve essere, prima che una rivalità, un’opportunità per Tortona. Tra persone per bene, come si è visto, l’accordo si trova sempre. L’auspicio è che la vicenda serva di lezione per una pacifica e proficua coesistenza futura e per rasserenare i rapporti tra la politica e l’associazionismo, non solo sportivo; e all’associazionismo stesso, che negli altri campi, dall’assistenziale, al culturale, al civile, non ha saputo mostrare la grinta e la tenacia di DErthona e Villalvernia nel difendere uno spazio e un sostegno essenziale per il benessere della citttà. 

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione