Commercianti: “Se la città è in crisi è colpa del comune!”
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Commercianti: “Se la città è in crisi è colpa del comune!”

Il commercio tortonese non si sente adeguatamente supportato dall'amministrazione comunale e accusa il sindaco Massimo Berutti di non avere svolto azioni efficaci per la promozione della città e avere affossato le attività culturali

Il commercio tortonese non si sente adeguatamente supportato dall'amministrazione comunale e accusa il sindaco Massimo Berutti di non avere svolto azioni efficaci per la promozione della città e avere affossato le attività culturali

TORTONA – Il commercio tortonese non si sente adeguatamente supportato dall’amministrazione comunale e accusa il sindaco Massimo Berutti di non avere svolto azioni efficaci per la promozione della città e avere affossato le attività culturali. Molte proposte della categoria sono state rigettate dalla giunta e troppo poco è stato fatto, secondo il direttivo dell’Unione Commercianti, per sostenere turismo e cultura in città.
Una nota diffusa dal direttivo Unicom respinge alcune critiche che velatamente circolavano in questi giorni: “In questi anni il nostro dialogo con l’amministrazione comunale è sempre stato da noi incentivato, sia per quanto riguarda le problematiche cittadine, sia per l’organizzazione di eventi e manifestazioni tesi a valorizzare la nostra città. Non è mancata progettualità e volontà da parte nostra: in diversi casi siamo riusciti a realizzare eventi e manifestazioni, come la Festa del cioccolato, Pesce d’Aprile, due edizioni raduno della Vespa, tre edizioni dello sbarazzo, ecc. che hanno animato le vie del centro storico con il contributo dei commercianti e senza alcun tipo di ausili da parte dell’ente pubblico. Quando portavamo al sindaco e agli assessori le nostre proposte puntualmente venivano rifiutate”.
I commercianti inoltre lamentano scarsa prospettiva nella politica di incentivo al turismo e la riduzione ai minimi termini delle attività culturali in città: “Dimostrazioni della gestione della scarsa capacità attrattiva in città da parte delle iniziative dell’amministrazione sono sotto gli occhi, o meglio sconosciute a tutti perchè poco visibili o utili: esempio principe è lo Iat, il punto di informazione e accoglienza turistica della città di Tortona, situato in un punto inaccessibile per i turisti e senza i fondi necessari per un suo anche minimo funzionamento. Per non parlare della cultura, che se non fosse stato per l’ottimo lavoro della Fondazione Cr Tortona, sarebbe stata ampiamente trascurata dimostrando, come in molti altri ambiti, la latitanza dell’amministrazione comunale”.
Il direttivo Unicom respinge ogni critica: “Non si possono sempre addossare le colpe ai commercianti. Da anni chiediamo non solo un aiuto per migliorare la visibilità della nostra città per attrarre turismo sul territorio, ma anche per migliorare la vita dei cittadini. Abbiamo ripetutamente lamentato la carenza di illuminazione pubblica in città: nelle ore serali i lampioni si accendono quando le vie sono buie già da tempo. Il risparmio sul consumo di energia vale forse la minor sicurezza delle persone? Abbiamo chiesto il dimezzamento del tempo minimo di sosta nelle aree blu in Piazza Duomo, per incidere meno sul cittadino che arrivando in città deve sostare per commissioni o effettuare piccoli acquisti. Non è questo un modo per dimostrare sensibilità verso le esigenze del cittadino? Abbiamo dialogato per comprendere perché la tassa sui rifiuti a Tortona è doppia rispetto alle località limitrofe e non ci sono state fornite risposte soddisfacenti, ma continuiamo a sborsare cifre irragionevoli per un servizio base al cittadino e all’impresa. Inoltre è stata deliberata l’applicazione dell’aliquota massima per l’IMU, l’imposta sugli immobili, che grava in modo pesante sui cittadini, sull’impresa con conseguente minor capacità di spesa nei nostri punti vendita. Sarebbe opportuno che la politica non cerchi in noi il colpevole esterno cui attribuire responsabilità che per opportunità politica non si vogliono ammettere”.  
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