Un piano B se non andrà venduta l’Asmt
La proroga del bando per la vendita Asmt e reti del gas fa pensare alla difficoltà di una risposta positiva dal mercato. Il sindaco ha più volte dichiarato di avere un piano B: se le cose non dovessero evolvere positivamente sarà opportuno renderlo noto e metterlo in atto entro fine anno
La proroga del bando per la vendita Asmt e reti del gas fa pensare alla difficoltà di una risposta positiva dal mercato. Il sindaco ha più volte dichiarato di avere un piano B: se le cose non dovessero evolvere positivamente sarà opportuno renderlo noto e metterlo in atto entro fine anno
TORTONA – Occorre un piano B per il comune di Tortona, per considerare alte soluzioni per reperire entrate straordinarie nel caso il bando per la vendita dell’Asmt e delle reti per la distribuzione del gas andasse nuovamente deserto. La proroga al 14 ottobre dei tempi lascia intendere che finora nessuna offerta è pervenuta in comune e siccome tale fatto è già avvenuto due volte nel giro di pochi mesi, non è malaugurio ma prudenza immaginare che l’asta deserta possa verificarsi una terza volta. Il 18 ottobre l’amministrazione aveva pubblicato per la terza volta, dopo due aste andate deserte, i bandi per la vendita del pacchetto delle partecipazioni azionarie , costituito da 758.530 azioni (98,35% del capitale) a prezzo base rimasto invariato rispetto al bando di settembre, 7,9 milioni. Le offerte di acquisto dovevano pervenire all’ufficio protocollo del Comune entro le 12 di lunedì, ma il termine è stato prorogato al 17 dicembre. Stessa procedura e stessi tempi per le reti del gas, il cui prezzo base è stato ribassato al valore di cespite iscritto nel patrimonio Atm, cioè 3,6 milioni. I tempi però stringono e potrebbe farsi concreto il rischio di trovarsi a fine anno senza la certezza di entrate indispensabili a chiudere il bilancio e scongiurare il dissesto, senza considerare poi che la vendita delle reti del gas andrebbe a finanziare la liquidazione di Atm e il pagamento dei fornitori, altra situazione cui fare fronte indipendentemente dal bilancio dell’ente pubblico. Il sindaco ha più volte affermato di avere pronto un piano B, sia pure senza finora rivelarlo, nel caso la strategia di vendita di quote e reti non desse risultati. il cosiddetto piano B dovrà essere un processo di attuazione certa e rapida nel giro di un paio di settimane, quanto meno per avere la certezza dell’entrata (per la liquidazione della cifra si potrà ancora attendere qualche tempo). Altrimenti il pericolo del dissesto finanziario si fa molto più concreto di quanto non si astato finora.