Farmacom: illlegittimità ancora da sanare
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Farmacom: illlegittimità ancora da sanare

Ancora irrisolta l'illegittimità dell'azienda che gestisce le farmacie comunali, ma il bilancio viene raddrizzato rispetto all'anno scorso. Le soluzioni in campo

Ancora irrisolta l'illegittimità dell'azienda che gestisce le farmacie comunali, ma il bilancio viene raddrizzato rispetto all'anno scorso. Le soluzioni in campo

TORTONA –  Vendere le farmacie e chiudere la società o cedere l’intera azienda? Sono queste le prosspettive che il comune sta considerando per sanare l’illegittimità della ditta Farmacom, la società che gestisce le farmacie comunali. Sempre che non si riesca, ma appare ormai improbabile, a trovar eun comune partner che entri in società, fatto che pemretterebbe di continuare nella gestione in mano pubblica del servizio. Si ragiona su possibili alternative, propugnate dall’assessore alle partecipate Daniele Calore o dal sindaco Massimo Berutti o dall’amministratore dell’azienda Cesare Rossini e le parti valuteranno quale delle soluzioni sarà più proponibile, anche se la prima scelta potrebbe essere la vendita della società, se il mercato permetterà di reperire un compratore, direzione su cui si è attivato da mesi il legale alessandrino Cesare Rossini in qualità di ad della società. Nel frattempo la settimana scorsa è stato approvato il bilancio 2012 di Farmacom, che ha chiuso in pareggio, con una consistente differenza rispetto alle ingenti perdite dell’esercizio 2011.  lo scorso anno l’esercizio aveva evidenziato perdite consistenti, per oltre 225.000 euro, a fronte di un capitale sociale di circa 100.000. 
. La società era stata costituita nel dicembre 2010 per la gestione delle due farmacie comunali e per necessità di cassa è stato fatto versare anticipatamente per i primi dieci anni dalla società al comune, soldi ottenuti mediante un prestito bancario. Poche settimane dopo però ìc’è stata la notifica dell’illegittimità della Farmacom, dal momento che una disposizione intercorsa nella legge finanziaria pochi giorni prima della creazione della società faceva divieto ai comuni con meno di 30.000 abitanti di costituire nuove società strumentali. 
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