Asmt potrebbe intervenire per salvare Atm
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Stefano Brocchetti - redazione@tortonaonline.net  
14 Novembre 2012
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Asmt potrebbe intervenire per salvare Atm

Se il comune non riuscirà a vendere Asmt e le reti del gas, potrebbe andare in porto una nuova operazione tra le partecipate per finanziare la liquidazione di Atm

Se il comune non riuscirà a vendere Asmt e le reti del gas, potrebbe andare in porto una nuova operazione tra le partecipate per finanziare la liquidazione di Atm

 TORTONA – Se il comune non venderà l’Asmt, la strategia alternativa prevede la spalmatura del disavanzo di bilancio sui prossimi tre anni e la dismissioni di altri immobili. Per le reti del gas invece l’obiettivo sarebbe di coinvolgere la stessa Asmt a farsi carico di una operazione necessaria a finanziare la liquidazione di Atm. Oggi il disavanzo del bilancio comunale ammonta a 6 milioni circa; è aperto fino al 17 dicembre il bando per la vendita della società Asmt Servizi Industriali, per cui se si trovassero acquirenti il comune potrebbe incassare 4 milioni e mezzo di euro e abbattere sensibilmente il debito. Ma non è semplice che ciò avvenga, anche perchè per due volte l’asta è andata deserta e il recente prolungamento dei tempi di apertura del bando non lascia presagire una risposta concreta da parte del mercato. Se così non sarà è opportuno adottare per l’amministrazione un piano B, attraverso altre dismissioni e contenimento delle spese. Parallelamente però è aperto anche il bando per la vendita delle reti di distribuzione del gas, operazione che il comune svolge per conto di Atm, altra società partecipata posta in liquidazione: l’operazione finaizierebbe la stessa liquidazione, con tre milioni di euro che verrebbero utilizzati per pagare i fornitori. Visto che questo bando ha incontrato le medesime difficoltà di quello per Asmt, si pensa a una soluzione alternativa, se entro il 17 dicembre non arriveranno riscontri positivi. E la soluzione potrebbe essere di indurre Asmt Servizi Industriali a farsi carico dell’acquisto delle reti, se tale azienda riuscirà nel frattempo in alcune operazioni strategiche finanziarie di cessione di partecipazioni varie. Si arriverebbe così a un intervento di una partecipata nei confronti di un’altra partecipata, in una sorta di reductio ad unum di quegli asset, come le reti, che furono spacchettate una decina di anni fa dalla stesa Asmt ai tempi della parziale privatizzazione. E ora si ritroverrebbe a riacquistarli e gestirli direttamente. 

 

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