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Vendita immobili e tagli alle spese se non si venderà Asmt
Il sindaco rende note le strategie che il comune intende percorrere se i bandi di vendita non troveranno acquirenti
Il sindaco rende note le strategie che il comune intende percorrere se i bandi di vendita non troveranno acquirenti
TORTONA –
Se non si venderanno le quote Asmt, dalla cui bendita il comune conta di incassare circa quattro milioni e mezzo di euro, occorre un piano B, i cui contenuti sono già definiti dall’amministrazione ma non erano ancora stati resi noti. in dettaglio, se il 17 dicembre il bando dovesse andare deserto per la terza volta, si pensa a spalmare il disavanzo restante sui tre anni successivi e poi a cedere ulteriori immobili e contenere le spese, da valutare mediante una nuova spending review. Oggi sono 6 milioni di euro circa a costituire l’ammontare del disavanzo, parte dei dieci iniziali è stata coperta dalla vendita dell’ex mercato coperto e sdello stabile di piazza Leardi. Se si vende Asmt, il deficit si riduce a un paio di milioni. Il sindaco spiega possibili conseguenze alternative. “Innanzi tutto occorre sottolineare che in caso di mancata vendita Asmt non salta per aria nulla. Ci sarebbe solo una questione di ridotta liquidità da gestire e dovremo governare in modi diversi, ma si potrà rientrare nel patto di stabilità. Occorrerà tagliare ancora due milioni di spese, per il cui obiettivo ho chiesto agli uffici di redigere un piano complessivo. Ma l’obiettivo non è tagliare servizi. Ci sono contratti in essere precedenti. Nel 2013 vanno a scadere quello per illuminazione pubblica e per gestione calore, ci vuole una razionalizzazione dei servizi più deboli per garantire il massimo servizio ai cittadini il resto è già all’osso, già quest’anno la spesa è stata ridotta di due milioni”. per gli immobili che potrebbero finire sul mercato, le priorità paiono essere l’area ex Orsi, piazzale Piemonte e la sede del bar Gambrinus e del giudice di pace.
Se non si venderanno le quote Asmt, dalla cui bendita il comune conta di incassare circa quattro milioni e mezzo di euro, occorre un piano B, i cui contenuti sono già definiti dall’amministrazione ma non erano ancora stati resi noti. in dettaglio, se il 17 dicembre il bando dovesse andare deserto per la terza volta, si pensa a spalmare il disavanzo restante sui tre anni successivi e poi a cedere ulteriori immobili e contenere le spese, da valutare mediante una nuova spending review. Oggi sono 6 milioni di euro circa a costituire l’ammontare del disavanzo, parte dei dieci iniziali è stata coperta dalla vendita dell’ex mercato coperto e sdello stabile di piazza Leardi. Se si vende Asmt, il deficit si riduce a un paio di milioni. Il sindaco spiega possibili conseguenze alternative. “Innanzi tutto occorre sottolineare che in caso di mancata vendita Asmt non salta per aria nulla. Ci sarebbe solo una questione di ridotta liquidità da gestire e dovremo governare in modi diversi, ma si potrà rientrare nel patto di stabilità. Occorrerà tagliare ancora due milioni di spese, per il cui obiettivo ho chiesto agli uffici di redigere un piano complessivo. Ma l’obiettivo non è tagliare servizi. Ci sono contratti in essere precedenti. Nel 2013 vanno a scadere quello per illuminazione pubblica e per gestione calore, ci vuole una razionalizzazione dei servizi più deboli per garantire il massimo servizio ai cittadini il resto è già all’osso, già quest’anno la spesa è stata ridotta di due milioni”. per gli immobili che potrebbero finire sul mercato, le priorità paiono essere l’area ex Orsi, piazzale Piemonte e la sede del bar Gambrinus e del giudice di pace.