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Le primarie ribaltano il risultato del primo turno: il Pd si compatta, spaccatura nel Psi
Le ripercussioni locali sul voto delle primarie di centrosinistra. La minoranza Pd tortonese non vede confermati gli auspici del primo turno e cede il passo , nel Psi Caldone tiene posizioni autonome
Le ripercussioni locali sul voto delle primarie di centrosinistra. La minoranza Pd tortonese non vede confermati gli auspici del primo turno e cede il passo , nel Psi Caldone tiene posizioni autonome
TORTONA – Le primarie a Tortona ribaltano il risultato rispetto al primo turno, allineandosi con il quadro provinciale e nazionale. L’attribuzione a Pierluigi Bersani di 646 voti e a Matteo Renzi di 573, contro i 607 del sindaco di Firenze e 526 del segretario Pd conseguiti al primo turno fanno comprendere come la rimonta di Bersani sia arrivata sopratutto ad opera del centinaio di voti raccolto al primo turno dal trio Vendola – Puppato – Tabacci, anche se il calo delle preferenze convogliate su Renzi lascia intendere che non tutto l’elettorato del primo turno si è confermato al secondo. Esattamente un centinaio di votanti si è perso infatti tra primo e secondo turno (1322 contro 1220) e a risentire della mancanza di questi voti pare essere la candidatura Renzi. Proiettando i dati su scala locale, cioè considerando le possibili ricadute sugli assetti interni al Pd tortonese, viene meno l’argomento della minoranza interna che si raccoglieva attorno alla candidatura Renzi: il capogruppo Pd in consiglio comunale Marco Picchi, esponente dei comitati pro Renzi, dopo l’esito positivo del primo turno aveva lasciato intendere che al prossimo congresso si sarebbe dovuto tenere conto di un eventuale risultato differente da quanto sostenuto dai vertici della segreteria (il segretario Alessandro Torlasco appoggiava Bersani e con lui molta parte dello stato maggiore interno). Il congresso non è vicinissimo nel tempo e dovrebbe svolgersi in contemporanea a quello nazionale nell’autunno 2013, dopo le elezioni politiche e in vista delle comunali 2014, ma una forte affermazione dei “renziani” avrebbe segnato anche un nuovo assetto interno. Così non sarà, visto che il risultato ha poi mutato segno, e si spengono sul nascere anche eventuali polemiche interne, visto che le dichiarazioni sono di compattezza, come conferma lo stesso Picchi: “Avevamo un’idea di partito differente da quella maggioritaria in segreteria, l’esito delle primarie non ha però premiato la nostra linea e quindi ci alleniamo sulle posizioni del partito. Toccherà a chi governa gli organi interni a Tortona tenere comunque in considerazione la pluralità delle posizioni anche in vista del congresso, ma continueremo compattamente a lavorare come fatto finora”. Il Pd si compatta, quindi, mentre le varie articolazioni del centro sinistra coinvolte dalle primarie hanno altri fronti intenri su cui riflettere. Una consistente diatriba si è aperta nel Psi, dopo che il sindaco di Volpedo Giancarlo Caldone aveva annunciato di avere votato per Vendola al primo turno e invitato a fare convergere i voti su Renzi invece che su Bersani, come proposto dal Psi a livello nazionale e condiviso dal segretario tortonese Gianluca Chiesa. Caldone ha preso posizione differente, in aperto dissenso con il segretario nazionale Nencini, da lui accusato di subalternità e annessione nei confronti del Pd. Caldone, che alle precedenti elezioni provinciali era stato eletto in un cartello elettorale che unificava Psi e Sel, mantiene quindi posizioni autonome rispetto alla segreteria locale del suo partito.