Sciopero al Centro Paolo VI
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Sciopero al Centro Paolo VI

Agitazione sindacale al Centro Paolo VI di Casalnoceto, in merito all'accordo nazionale di categoria

Agitazione sindacale al Centro Paolo VI di Casalnoceto, in merito all'accordo nazionale di categoria

CASALNOCETO – Struttura di proprietà della diocesi di Tortona, una delle principali realtà socioassistenziali del nord Italia: i lavoratori non gradiscono alcune condizioni del nuovo contratto nazionale, che  la Cgil non ha ratificato, e tale sindacato, che rappresenta la principale organizzazione rappresentata tra i dipendenti della struttura, chiede un confronto con l’azienda, finora senza risultati positivi. La prima iniziativa è prevista per il giorno 15 dicembre con una giornata di sciopero, volantinaggio e presidio davanti alla struttura, poi proseguirà con assemblee dei lavoratori e ulteriori scioperi “fino a quando l’azienda non modificherà il suo atteggiamento e si siederà al tavolo delle trattative con l’intento di capire e trovare soluzioni ai problemi che i lavoratori hanno evidenziato”.

Le principali criticità dell’accordo riguardano l’allungamento dell’orario di lavoro da 36 a 38 ore settimanali a parità di salario e la diversificazione del trattamento delle indennità di turno per i nuovi lavoratori, che a parità di mansioni percepiranno meno salario di coloro che già sono assunti. “L’azienda ha provocatoriamente deciso di applicare il nuovo contratto a partire da gennaio 2013 facendo intendere che il confronto lo avrebbe fatto con i firmatari del contratto, cioè Cisl e Uil che ad oggi non hanno rappresentanza in azienda, poichè la maggioranza dei lavoratori è iscritta con delega alla Fp Cgil”, ribatte la sindacalista Francesca Voltan, responsabile di zona Fp Cgil.. “Per questo motivo l’assemblea dei lavoratori ha dato mandato alla Cgil di verificare con l’ufficio legale la possibilità di procedere legalmente nei confronti dell’ azienda, di mettere in campo una serie di iniziative che portino all’evidenza della pubblica opinione e degli utenti della struttura l’arroganza e la superficialità dell’azienda nei confronti dei lavoratori e di chi li rappresenta”. 

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