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Caldone: “Ingroia non usi nel simbolo il Quarto Stato”
Il sindaco di Volpedo non può impedire l'uso dell'icona artistica del Socialismo in maniera legale, ma "il sindaco di Volpedo può moralmente farlo", dice Caldone. Oggi contatto con Pisapia: possibile un'azione legale nei confronti della lista di Ingroia
Il sindaco di Volpedo non può impedire l'uso dell'icona artistica del Socialismo in maniera legale, ma "il sindaco di Volpedo può moralmente farlo", dice Caldone. Oggi contatto con Pisapia: possibile un'azione legale nei confronti della lista di Ingroia
VOLPEDO – Il sindaco socialista di Volpedo Giancarlo Caldone non condivide l’utilizzo da parte della lista “Rivoluzione Civile” a sostegno della candidatura a premier di Antonio Ingroia una immagine stilizzata che ricorda l’icona del quadro di Pellizza simbolo del socialismo; per questa ragione sta valutando anche l’avvio di un ricordo che potrebbe impedire al candidato premier Ingroia l’uso di tale simbolo alle prossime elezioni politiche. E oggi ci sarà un passaggio definitivo per comprendere possibili sviluppi alla vicenda, dovrebbe esserci un contatto, non si sa se telefonico o di persona tra lo stesso Caldone e il sindaco di Milano Giuliano Pisapia proprio nel nome del Quarto Stato, essendo il comune di Milano il proprietario dell’opera pellizziana.Caldone ha inviato una lettera al diretto interessato Ingroia chiedendo “di non utilizzare come simbolo il quadro di Pellizza da Volpedo. Detta decisione non nasce da una motivazione politica ma dal fatto che, come sindaco del paese del “Quarto Stato”, sono veramente disgustato dell’utilizzo indebito che si è fatto in questi anni di questa icona. Uno stilizzato poi veramente orrendo, a differenza dell’utilizzo fatto dal suo ex collega e futuro compagno di partito Antonio Di Pietro con il quale mi sono complimentato tramite e-mail. Un minimo di classe e di buona educazione consiglierebbe di comunicare e di informare il Comune di provenienza circa la volontà di utilizzare detto simbolo, anche se il Comune di Volpedo non è proprietario del quadro ma il Comune di Milano che lo acquistò tramite una sottoscrizione popolare. Il Comune e il paese che rappresento forse legalmente non possono proibire l’uso ma moralmente si”. Caldone ne ha anche per il suo partito, il Psi del segretario Riccardo Nencini. il quale, sostiene Caldone “ha solo fatto un uno scarno, tardivo e banale comunicato, in cui contestava l’utilizzo del quadro da parte del suo movimento. Con il mio partito è un motivo strettamente politico. Infatti, come può un partito che non fa le primarie per la scelta dei candidati e che si è venduto per un piatto di lenticchie al Pd di permettersi di parlare del quadro “Il Quarto Stato”, del suo autore Pellizza da Volpedo e del paese di Volpedo?”. La protesta di Caldone è finita anche su televisioni nazionali e sul web ha scatenato molto dibattito, con commenti in genere positivi alla volontà di non associare un’opera artistica a un simbolo politico. E la sponda di Pisapia potrebbe essere una carta in più, data l’amicizia che lega i due sindaci (Caldone fu primo firmatario pe rla candidatura di Pisapia alle primarie milanesi e Pisapia fece visita a Volpedo un anno fa) e dato che Pisapia ha abbandonato il progetto della lista “arancione” non condividendo il personalismo di Ingroia e la mancata alleanza con il Pd.