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Vicenda braccianti Lazzaro: a che punto sono i diritti
Dopo mesi dallo sviluppo della vicenda dei braccianti della ditta Lazzaro, sta calando l'attenzione. Significativo quindi fare, con gli esponenti del presidio permanente che difende i lavoratori nordafricani, un punto della situazione
Dopo mesi dallo sviluppo della vicenda dei braccianti della ditta Lazzaro, sta calando l'attenzione. Significativo quindi fare, con gli esponenti del presidio permanente che difende i lavoratori nordafricani, un punto della situazione
CASTELNUOVO SCRIVIA – Dopo mesi dallo sviluppo della vicenda dei braccianti della ditta Lazzaro, che si erano ribellati a una condizione di semischiavitù, qualche passo avanti è stato fatto sulla regolarizzazione ma sulla vicenda sta calando l’attenzione. Significativo quindi fare, con gli esponenti del presidio permanente che difende i lavoratori nordafricani, un punto della situazione. Ci sono indagini ancora in corso alla Procura di Torino, sono stati concessi i primi permessi di soggiorno ottenuti dai clandestini sfruttati, ma al momento, terminati i tre mesi di proroga previsti dall’ex- assessore regionale al lavoro, i braccianti della ex Lazzaro non stanno lavorando, a parte l’unico rimasto da Lazzaro ed i tre ora impiegati presso ditte logistiche a Rivalta Scrivia. “Gli altri sopravvivono grazie alla Cassa di Resistenza del presidio, a donazioni di terzi ed aiuti di amici e parenti, alcuni sono tornati in Marocco per trascorrere i mesi invernali e rientreranno in primavera per cercare lavoro nelle aziende agricole”, commenta Daniela Cauli, del presidio. “Nel frattempo, la ditta Lazzaro ha pagato solo acconti di importo minimo, si attendono risposte dalle istituzioni, Provincia e Prefettura in primis, il sindacato va avanti con le vertenze per il recupero degli arretrati che spettano ai lavoratori. Su questa vicenda sta calando un clima di omertà che non fa onore”.