Leddi, addio al Parlamento: “ora lavoro, famiglia e volontariato”
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Leddi, addio al Parlamento: “ora lavoro, famiglia e volontariato”

Due mandati come senatrice nelle fila del Pd per la tortonese Maura Leddi che straccia per noi un bilancio della sua attività parlamentare. E per il futuro ha già la sua "agenda" personale

Due mandati come senatrice nelle fila del Pd per la tortonese Maura Leddi che straccia per noi un bilancio della sua attività parlamentare. E per il futuro ha già la sua "agenda" personale

TORTONA – A conclusione della legislatura, si chiude anche l’esperienza parlamentare di Maura Leddi, senatrice tortonese eletta nelle fila del Partito Democratico, che dopo due mandati, il primo dei quali interrotto per la conclusione anticipata della legislatura, non sarà più tra i candidati. Di seguito opinioni, storie, prospettive e racconto di un’esperienza, partendo dai dati politici per arrivare alle visioni personali.

Si chiude una legislatura piuttosto complicata e travagliata. Quali sono stati i momenti e gli argomenti più difficili da affrontare per il parlamento e quali invece le situazioni per cui avrebbe auspicato sviluppi diversi?

“Questa legislatura ha visto la crisi economica e finanziaria più pesante dal dopoguerra, Una crisi mondiale che la caduta di confini prodotta dalla globalizzazione ha reso più insidiosa di quella del 1929. I governi occidentali, l’Europa in particolare hanno dovuto affrontare con strumenti di vigilanza e prevenzione vecchi ed inadeguati una situazione alla cui continua evoluzione negativa non erano preparati. Il nostro Paese in particolare ha sofferto più di altri perché da 20 anni aveva una crescita più lenta del resto d’ Europa e un debito pubblico tra i più alti al mondo.
Quindi gli interventi a cui si è stati obbligati ci hanno ulteriormente indeboliti, si è contratto il potere d acquisto, si sono fermati i consumi avviando una spirale negativa a cui si sta aggiungendo l ‘inflazione.
Anche le riforme strutturali di cui tutti affermano l’ineludibilità non sono state fatte, neppure dal Governo in carica che pure, un anno , ha avuto carta bianca, in condizioni senza precedenti, dal Parlamento.
Vero è che in poche settimane ha fatto la riforma pensionistica, l’unica riforma in effetti portata a termine, per quanto fatta col machete.
Aver sottovalutato l’impatto della crisi sull’ Italia e non aver adottato per tempo i provvedimenti per frenarla e preparare il rilancio è stato il limite grande di questa legislatura.

In due legislature si è trovata con il Pd in maggioranza  e all’opposizione. Quale differenza ha percepito tra le due esperienze? 
Soggettivamente nessuna: ho lavorato tuti i giorni in aula, nelle commistioni permanenti, nelle bicamerali di cui ero componente.
La prima legislatura, durata poco meno di un biennio, ha scontato una maggioranza estremamente eterogenea che essendo in bilico al Senato ha avuto rallentamenti e ostacoli alla realizzazione del programma. Ho lavorato bene con il ministro Padoa Schioppa, uomo di grande livello e con il gruppo di parlamentari con me nella commissione Finanze e Tesoro e nella Bilancio.
Ho avuto l’onore di essere relatore di importanti provvedimenti nel settore del credito, con riguardo in particolare all’entrata in vigore della Mifid , strumento europeo che profondamente ha inciso sulla organizzazione.
In questa legislatura ho proseguito con lo stesso metodo: studiare gli atti, parlare solo dopo aver ben capito ed avendo qualcosa da dire, provare ad usare le energie e soprattutto le conoscenze che una più lunga esperienza di dà per risolvere problemi. E in qualche caso mi è anche riuscito.

Si sente colpita dal discredito verso la politica che viene avvertito nella società ? Cosa pensa di chi spara nel mucchio sulla “casta” senza valutare l’operato dei singoli partiti o l’onesta intellettuale dei vari esponenti?
Non mi stupisce. E’ sempre successo. Le caste esistono in tutti i settori e sparare nel mucchio è la risposta semplificata e sommaria ad un malessere che discende dalla indifferenza o dalla incapacità che si percepisce da parte di chi, avendone la responsabilità, deve dare soluzione ai problemi.
Sparare su tutto è una risposta semplice a un problema complesso: ora ci sono le elezioni, è un buon momento per dare al bisogno di protestare un obiettivo certo più proficuo dello sparo alzo zero

Una panoramica sul suo operato nelle commissioni e sul suo rapporto con il territorio di elezione.
In questa legislatura ho lavorato quotidianamente e con un impegno che mi ha gratificato; vedermi riconoscere nella Commissione Finanze e Tesoro, nella Commissione antimafia, nella Giunta delle elezioni e delle Immunità, nella bicamerale per la semplificazione amministrativa.
Sono commissioni in cui è richiesto un notevole impegno professionale. In giunta delle Elezioni e delle immunità avuto assegnanti fascicoli di grande delicatezza. Tra tutti mi è stata assegnata la prima richiesta di arresto di un senatore della repubblica (esclusi gli arresti per fatti di sangue del dopoguerra e degli anni 70) . Le relazioni che ho prodotto sono state frutto di un lavoro accurato e credo che potranno reggere il vaglio della Corte Costituzionale nel caso in cui vengano sollevati conflitti d attribuzione.
In Commissione Antimafia, per me una vera scoperta come settore di criticità del nostro Paese, ho prodotto con tre colleghi la prima relazione che il Senato ha discusso ed approvato sul contrasto al gioco d azzardo ed allo sviluppo esponenziale che ha avuto nell’ ultimo decennio, il nostro gruppo di lavoro sull ‘ntiriciclaggio ha dato un buon contributo al contrasto del gioco illegale.
Inoltre per 4 anni ho seguito costantemente le problematiche delle infiltrazioni della ndrangheta nelle regioni del nord, con particolare riguardo al territorio del Piemonte e della Liguria e Lombardia, il lavoro fatto, che ritengo importante ed utile sta per essere pubblicato in un libro sul fenomeno delle mafie al di fuori dei territori di tradizionale insediamento.
Nelle Commissioni economiche ho lavorato prevalentemente su due fronti: i tardati pagamenti della pubblica amministrazione (il primo disegno di legge per dare soluzione la problema è mio) e per introdurre l’educazione finanziaria nelle scuole.
Questo mio disegno di legge per promuovere la cittadinanza economica e aiutare a prevenire i danni da cattiva conoscenza di questi aspetti della quotidianità ha avuto la sottoscrizione di autorevoli colleghi, da Lamberto Dini, a Nicola Rossi, a Pietro Ichino e Tiziano Treu; si era a buon punto di discussione in Commissione quando la legislatura si è interrotta. Spero che altri lo facciano proprio nella prossima tornata.
Inoltre per la semplificazione amministrativa devo dire che, sia pure nel finale di legislatura, ho ottenuto un buon risultato : 55.000 promotori finanziari erano costretti ad iscriversi, per mancanza di volontà delle autorità vigilanti di trovare loro una comune operatività, a 3 albi diversi per poter esercitare la loro professione; con un mio emendamento a fine dicembre questa stortura è stata rimedita: la categoria avrà i dovuti vagli d accesso, la dovuta vigilanza, ma non più inutili vessazioni.

Per il futuro non risulta una sua candidatura: scelta personale o concordata con il partito? 
E’ una scelta precisa e maturata da parecchio tempo : già dallo scorso anno ho comunicato al mio consiglio di amministrazione che avrei ripreso il lavoro al più tardi al termine della legislatura.
E’ giusto che chi lavora nel istituzioni lo faccia per il tempo utile per imparare ed impiegare ciò che ha imparato, ma non deve essere un tempo troppo lungo o diventa un mestiere: e non deve essere un mestiere.

Per il suo futuro personale è considerata un’eventualità di fare politica a livello tortonese, esprimendo magari una candidatura autorevole per il centro sinistra alle prossime comunali? 
Nel mio futuro ci sono 3 cose: il mio lavoro, che mi ha sempre riservato ottime gratificazioni e credo me ne riserverà ancora, la mia famiglia da cui l’attività professionale piuttosto impegnativa mi ha tenuta spesso lontana e a cui è venuto il tempo di dedicare più tempo, ed il volontariato: c è una stagione nella vita in cui si sente il bisogno di occuparsi non solo della risoluzione dei problemi di ordine generale, ma anche della risoluzione dei problemi della quotidianità, dando aiuto ai chi ha bisogno e confida di poter contare sugli altri.

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