Peano e Marconi: l’orientamento al lavoro “e’ propaganda politica”
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Peano e Marconi: l’orientamento al lavoro “e’ propaganda politica”

Non ci sarà la collaborazione delle scuole superiori locali alla serie di incontri pubblici dedicati all'inserimento nel mondo del lavoro: il patrocinio dell'evento da parte della Lega Nord e non istituzionale del comune fa temere sia campagna elettorale

Non ci sarà la collaborazione delle scuole superiori locali alla serie di incontri pubblici dedicati all'inserimento nel mondo del lavoro: il patrocinio dell'evento da parte della Lega Nord e non istituzionale del comune fa temere sia campagna elettorale

TORTONA – Non ci sarà la collaborazione delle scuole superiori locali alla serie di incontri pubblici dedicati all’inserimento nel mondo del lavoro, organizzati con il supporto del gruppo al Senato della Lega Nord e in svolgimento da venerdì prossimo presso la sala convegni della Fondazione CrTortona. I presidi del liceo Peano, Carlo Buscaglia, e dell’istituto Marconi, Guido Rosso, hanno preferito rinunciare a proporre direttamente l’iniziativa nelle loro scuole, proprio per il patrocinio di un gruppo parlamentare, che implica la presenza del simbolo del partito sui volantini e la presenza di politici alle sedute, un fatto che collima anche con il periodo di campagna elettorale. La gestazione del progetto è stata piuttosto complicata. Inizialmente sarebbe dovuto essere il comune, su proposta del consigliere della Lega Nord Andrea Golinelli, ad organizzare e patrocinare l’evento e in autunno lo stesso Golinelli aveva proposto l’iniziativa ai presidi, ottenendone interesse e disponibilità. Successivamente il progetto si è poi arenato, a causa della mancanza di fondi disponibili da parte dell’amministrazione, salvo poi riemergere grazie al contributo ottenuto, per coinvolgimento della senatrice leghista Rossana Boldi, dal gruppo Lega Nord in Senato. Da qui la presenza del simbolo del partito e i due presidi, consultandosi, hanno preferito astenersi da un diretto coinvolgimento dei loro studenti, lasciando come normale piena libertà di partecipazione agli studenti ma senza ospitare i politici a scuola per le presentazioni né esponendo manifesti dell’iniziativa. In buona sostanza, ben vengano le opportunità di informazione e formazione per gli studenti, ma i politici se ne stiano fuori dalle aule scolastiche, soprattutto in campagna elettorale; e se questi ragionamenti venissero seguiti più spesso, anche l’educazione civica non sarebbe la cenerentola del programmi scolastici.

 

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