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L’Asl non fornisce dettagli sul futuro dell’ospedale
La riunione pubblica sul futuro dell'ospedale è un appuntamento molto atteso e partecipato, ma il direttore Marforio ha fornito informazioni confuse e non ha fatto alcuna chiarezza. Delusione generale dei presenti, la politica annuncia azioni a difesa dell'ospedale e sollecita la dirigenza Asl
La riunione pubblica sul futuro dell'ospedale è un appuntamento molto atteso e partecipato, ma il direttore Marforio ha fornito informazioni confuse e non ha fatto alcuna chiarezza. Delusione generale dei presenti, la politica annuncia azioni a difesa dell'ospedale e sollecita la dirigenza Asl
TORTONA – All’ospedale di Tortona chiuderà il blocco parto, per essere trasferito a Novi Ligure, mentre pe rla continuità assistenziale non arriverà il reparto riabilitazione dall’ospedale di Ovada ma si pensa piuttosto a ripristinare convenzioni. Sono informazioni ormai note, ma sono anche gli unici arogmenti che sono stati ribaditi dal direttore generale Asl Paolo Marforio nella conferenza aperta al pubblico lunedì sera. un appuntamento molto atteso e partecipato, in verità più da dipendenti e medici ospedalieri e da politici che da cittadini, per quella che doveva essere una riunione in cui fare chiarezza sul futuro dell’ospedale cittadino, organizzata dal sindaco Massimo Berutti e dal presidente del consiglio comunale Franco Carabetta. Nulla che però abbia soddisfatto la platea, perchè le informazioni o sedicenti tali riferite dal dirigente Asl sono state confuse ed evasive e a poco è valso l’apertura del dibatitto, che ha visto il pubblico intervenire e incalzare il direttore a fornire informazioni più precise. Dichiarazioni evasive e nessun chiarimento, prolusione prolissa e fumosa, come per non dare informazioni chiare circa le decisioni in atto: Marforio si è spesso trincerato dietro i passaggi obbligatori che vanno fatti con i sindaci e con la politica regionale, dichiarando che nessuna ufficializzazione è stata finora presa e lasciando comunque intendere che la razionalizzazione imposta dal piano sanitario regionale viaggerà più su principi legati all’economicità che non alla parte scientifica e medica. Troppo poco. E il cittadino, abitualmente informato a decisioni avvenute come da cattio costume dei politici e dei dirigenti, rischia di rimanere nell’incertezza ancora a lungo.