Home
Ospedale: ancora tanti dubbi
L'ospedale cittadino è al centro delle attenzioni, sia della politica che della cittadinanza nelle ultime settimane: ecco cosa si teme sia a rischio per la struttura cittadina dal punto di vista di reparti e servizi
L'ospedale cittadino è al centro delle attenzioni, sia della politica che della cittadinanza nelle ultime settimane: ecco cosa si teme sia a rischio per la struttura cittadina dal punto di vista di reparti e servizi
TORTONA –
L’ospedale cittadino è al centro delle attenzioni, sia della politica che della cittadinanza nelle ultime settimane, e non potrebbe essere altrimenti, visti gli ultimi incerti sviluppi e le reticenze comunicative dei decisori. E incominciano, parlando informalmente con la politica locale e gli addetti, a insinurarsi altri dubbi che non sono legati alla sola chiusura di un reparto. Il timore, manifestato anche in pubblico dal sindaco Massimo Berutti, è la politica del carciofo, secondo cui piano piano si indebolirebbero vari reparti con l’obiettivo ben celato ma chiaro di giungere a spogliare l’ospedale della sua essenza.
A Tortona è stato confermato il Dea di primo livello, fatto che comporta anche il mantenimento di tutti i reparti essenziali. Il timore è la revisione di questa decisione che diverrebbe la scusa per svuotare i reparti di chirurgia, ortopedia, cardiologia, pediatria, medicina ecc. Il tutto poi senza dimenticare molti temi sollevati nella riunione pubblica della settimana scorsa e a cui il direttore Asl Paolo Marforio non ha fornito risposta, come la continuità assistenziale e il mancato trasferimento della riabilitazione da Ovada, che spinge i pazienti tortonesi o a lunghi trasferimenti in località della Provincia non agevoli da raggiungere o a curarsi fuori provincia, con notevole esborso ai danni dell’Asl AL. Oppure l’ampliamento di cardiologia, per la quale i nuovi locali sono inutilizzati tuttora. Oppure il taglio ai fondi per il Cisa, il consorzio socio assistenziale che si vede costretto ad alzare la quota pro capite a carico della fiscalità dei singoli comuni per sostenere i servizi. Oppure alle continue riduzioni di organico del personale ospedaliero, che costringono a turni pesanti o continui straordinari. Insomma, i temi aperti sono ancora moltissimi e le risposte tardano ad arrivare. Dal punto di vista sanitario, economico, degli equilibri politici o degli assetti interni manageriali all’azienda sanitaria? Anche queste domande meritano risposta
L’ospedale cittadino è al centro delle attenzioni, sia della politica che della cittadinanza nelle ultime settimane, e non potrebbe essere altrimenti, visti gli ultimi incerti sviluppi e le reticenze comunicative dei decisori. E incominciano, parlando informalmente con la politica locale e gli addetti, a insinurarsi altri dubbi che non sono legati alla sola chiusura di un reparto. Il timore, manifestato anche in pubblico dal sindaco Massimo Berutti, è la politica del carciofo, secondo cui piano piano si indebolirebbero vari reparti con l’obiettivo ben celato ma chiaro di giungere a spogliare l’ospedale della sua essenza. A Tortona è stato confermato il Dea di primo livello, fatto che comporta anche il mantenimento di tutti i reparti essenziali. Il timore è la revisione di questa decisione che diverrebbe la scusa per svuotare i reparti di chirurgia, ortopedia, cardiologia, pediatria, medicina ecc. Il tutto poi senza dimenticare molti temi sollevati nella riunione pubblica della settimana scorsa e a cui il direttore Asl Paolo Marforio non ha fornito risposta, come la continuità assistenziale e il mancato trasferimento della riabilitazione da Ovada, che spinge i pazienti tortonesi o a lunghi trasferimenti in località della Provincia non agevoli da raggiungere o a curarsi fuori provincia, con notevole esborso ai danni dell’Asl AL. Oppure l’ampliamento di cardiologia, per la quale i nuovi locali sono inutilizzati tuttora. Oppure il taglio ai fondi per il Cisa, il consorzio socio assistenziale che si vede costretto ad alzare la quota pro capite a carico della fiscalità dei singoli comuni per sostenere i servizi. Oppure alle continue riduzioni di organico del personale ospedaliero, che costringono a turni pesanti o continui straordinari. Insomma, i temi aperti sono ancora moltissimi e le risposte tardano ad arrivare. Dal punto di vista sanitario, economico, degli equilibri politici o degli assetti interni manageriali all’azienda sanitaria? Anche queste domande meritano risposta