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Disturbi dell’apprendimento infantile: la Provincia in linea con i dati nazionali
Statistiche nazionali dimostrano che dal 2 al 10 per cento della popolazione infantile soffre di disturbi dell'apprendimento scolastico. Per questo motivo l'ASL sostiene il progetto "I disturbi dell'apprendimento e le difficoltà scolastiche", finalizzato a prevenire e curare questo tipo di deficit
Statistiche nazionali dimostrano che dal 2 al 10 per cento della popolazione infantile soffre di disturbi dell'apprendimento scolastico. Per questo motivo l'ASL sostiene il progetto "I disturbi dell'apprendimento e le difficoltà scolastiche", finalizzato a prevenire e curare questo tipo di deficit
PROVINCIA – Le statistiche nazionali sui disturbi dell’apprendimento stimano che una media di 2-5 bambini per classe soffrano di difficoltà scolastiche, equivalente a percentuali che vanno dal 2 al 10 per cento della popolazione infantile. Questi disturbi rappresentano un grave fattore di rischio sia per quanto riguarda l’abbandono scolastico che per le potenziali ripercussioni sullo sviluppo sociale ed emotivo del bambino e sulla perdita dell’autostima e della motivazione a studiare.Per questo motivo a partire dallo scorso anno scolastico il Servizio di Neuropsichiatria Infantile diretto dalla dottoressa Emanuela Cordella e quello di Psicologia dell’Età Evolutiva, del quale è responsabile la dottoressa Anna Ferri, hanno elaborato insieme un progetto di durata triennale finalizzato a prevenire e intervenire su queste problematiche.
L’iniziativa, “I disturbi dell’apprendimento e le difficoltà scolastiche“, coinvolge tre istituti primari (“Gianni Rodari” di Tortona, “Giovanni Pascoli” di Novi Ligure e “Nicola Montemanni” di Cassano Spinola) ed è stata avviata dall’ASL di Alessandria grazie al finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria che ha destinato a questo scopo un contributo di 30.000 euro in tre anni, al fine di consentire alle scuole di avvalersi della collaborazione di un esperto in disturbi specifici dell’apprendimento che si occupi direttamente del progetto.
L’intervento, giunto ormai al secondo anno di attuazione, a maggio dell’anno scorso ha previsto la somministrazione, da parte della dottoressa Valeria Cantù, di una batteria di screening ai bambini frequentanti il primo anno delle elementari, test che si ripeteranno a maggio di quest’anno e infine a maggio 2014. L’obiettivo dei test è proprio quello di osservare nel tempo l’andamento di ogni singolo alunno, per evidenziarne i miglioramenti o sottolinearne difficoltà relative all’apprendimento mai emerse in precedenza. I bambini risultati positivi ai test di maggio 2012 hanno quindi potuto beneficiare di un approfondimento diagnostico presso l’ASL del territorio e, quando ritenuto necessario, di uno specifico iter ri-abilitativo.
Ad oggi i dati risultanti dallo screening di maggio 2012 hanno confermato le statistiche nazionali sui disturbi dell’attenzione, identificando 24 alunni con necessità di un approfondimento specialistico, fondamentale per tutelare i bambini e prevenire i disagi psicologici che tali deficit potrebbero indurre, gravi al punto da risultare tra le prime cause di abbandono degli studi durante la scuola secondaria.