Arrestato latitante di ‘nrangheta a Castelnuovo Scrivia
L'arresto di Sebastiano Strangio portato a termine dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Alessandria, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. L'uomo era pedinato e osservato già da giorni dagli uomini della Mobile che stamattina lo hanno fermato all'uscita di un bar del paese
L'arresto di Sebastiano Strangio portato a termine dagli agenti della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Alessandria, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato. L'uomo era pedinato e osservato già da giorni dagli uomini della Mobile che stamattina lo hanno fermato all'uscita di un bar del paese
CRONACA – Erano le 9.20 di oggi, sabato 20 aprile, quando gli uomini della Squadra Mobile di Reggio Calabria e di Alessandria, coordinati dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, hanno catturato il latitante di ‘ndrangheta Sebastiano Strangio, a Castelnuovo Scrivia. L’uomo, il cui arresto si inserisce nelle articolate attività investigative, coordinate dal Procuratore della Repubblica Dr. Cafiero De Raho, dal Procuratore Aggiunto Dr. Nicola Gratteri e del Sostituto Procuratore Dr. Francesco Tedesco della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, è nayo a Locri (in provincia di Reggio Calabria) il 13 febbraio del 1975, e appartiene alla famiglia Stragio di San Luca, contrapposta a quella dei Pelle-Vottari.
Il latitante è stato riconosciuto dagli investigatori della Squadra Mobile di Alessandria, unitamente a quella di Reggio Calabria, coordinate dallo S.C.O. di Roma, con l’ausilio del personale del Servizio Polizia Scientifica del Dipartimento, mentre era all’interno di un bar di Castelnuovo Scrivia a bere un caffé, e proprio all’uscita del bar, senza consentirgli alcuna possibilità di fuga, i poliziotti lo hanno fermato. Sono stati giorni di appostamenti e pedinamenti per gli uomini della Mobile di Alessandria.
Al momento del controllo, l’uomo non era armato e non ha opposto alcuna resistenza, ma ha tentato di nascondere la sua vera identità esibendo agli agenti una patente di guida falsa. Successivamente, di fronte all’evidenza, una volta portato in Questura ad Alessandria non gli è rimasta alcuna possibilità se non quella di ammettere chi fosse realmente. “Si sono io” avrebbe ammesso alla fine, dichiarando la propria identità successivamente riscontrata con le impronte digitali, come ha spiegato il capo della Squadra Mobile Domenico Lopane. “Le indagini non si sono mai fermate da quando l’uomo era scomparso – ha sottolineato il questo Filippo Dispenza – Sono giorni che i nostri uomini con l’appoggio della sezione di Reggio Calabria erano sulle tracce di Strangio, un po’ più snello e un po cambiato dal 2007 ad oggi”. Con ogni probabilità il boss in questi giorni ha trovato rifugio a Castelnuovo Scrivia, ma le indagini sono ancora in corso per avere una panoramica più chiara su quale fosse la rete protettiva che lo ha portato nel territorio della provincia.
Nei confronti del boss Sebastiano Strangio pendevano una “miriade” di custodie cautelari, che nel mese scorso sono tutte decadute. “Anche per questi aspetti le indagini proseguono” ha ribadito Lopane. Ad oggi l’ordinanza a suo carico è di un anno di reclusione per “inosservanza delle norme sulle misure di prevenzione”.

Come si ricorderà, la tragica scomparsa di STRANGIO Maria, evento eccezionale mai avvenuto in contesti di ‘ndrangheta in cui le donne sono protette da un alone di “sacralità”, causò la tremenda reazione della cosca NIRTA – STRANGIO che, da quel momento in poi, scatenò una vera e propria escalation criminale, culminata nella nota “Strage di Duisburg (D)” del Ferragosto 2007.
L’odierno catturato è stato destinatario dell’O.C.C.C. nr. 1895/07 R.G.N.R. D.D.A. e nr. 3440/07 R.G. G.I.P. e nr. 56/07 C.C. D.D.A. emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria in data 17.09.2007 (Operazione “FEHIDA I”), successivamente revocata dalla Corte di Assise presso il Tribunale di Locri nel luglio 2011. In tale procedimento, al momento pendente in secondo grado, egli era imputato, unitamente a NIRTA Giuseppe, NIRTA Giovanni Luca, ROMEO Sebastiano e NIRTA Francesco, per aver per avere fatto parte dell’associazione di tipo mafioso armata denominata “Cosca NIRTA Versu”, operante in San Luca e zone limitrofe associazione mafiosa, nonché, in concorso morale e materiale con gli altri soggetti sopra citati (NIRTA Giovanni Luca quale concorrente morale mediante istigazione), per aver cagionato la morte di PIZZATA Bruno, nato a San Luca il 24.08.1947, ritenuto organico alla cosca denominata “VOTTARI-PELLE-ROMEO”, nei cui confronti, in data 04.01.2007, venivano esplosi numerosissimi colpi di arma da fuoco.
Rendendosi irreperibile, lo STRANGIO si sottraeva agli obblighi della Sorveglianza Speciale di P.S. ai quali era sottoposto. Per tale violazione, veniva condannato, in via definitiva, alla pena di anni uno di reclusione per violazione dell’art. 9, comma 2, della legge nr. 1423 del 1956 (Ordine di esecuzione per la carcerazione n° SIEP 93/2011, emesso dalla Procura della Repubblica di Locri in data 15.12.2011), reato per quale, in data odierna, è stato assicurato alla Giustizia.
La cattura di STRANGIO segue quella del cognato GIORGI Salvatore, nato a Locri (RC) il 28.08.1974, residente a San Luca (RC) in via SS Apostoli n. 6, rintracciato da questa Squadra Mobile a Cervia (RA) in data 19.10.2012. In quella occasione, le ricerche condotte nei giorni precedenti alla cattura, avevano documentato che GIORGI Salvatore era stato ricoverato in una clinica della riviera adriatica per sottoporsi ad un intervento chirurgico al cuore.