Anche la Provincia grida “Cociv, fermati!”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
7 Settembre 2013
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Anche la Provincia grida “Cociv, fermati!”

L'ente torna a chiedere che venga data priorità alle opere compensative, che venga attivato il punto informativo individuato dall'Osservatorio Ambientale, che Rfi si pronunci sull'effettiva utilità e necessità dell'opera

L'ente torna a chiedere che venga data priorità alle opere compensative, che venga attivato il punto informativo individuato dall'Osservatorio Ambientale, che Rfi si pronunci sull'effettiva utilità e necessità dell'opera

TERZO VALICO – “La Giunta Provinciale invita il Cociv a soprassedere dall’avviare qualsiasi opera di scavo in territorio alessandrino prima che siano portati a termini gli studi in merito al rischio Amianto e all’asseto idrogeologico, all’approvazione del Piano di Reperimento dei Materiali Litoidi e relativo piano del traffico, all’Approvazione del Piano di Utilizzo dei Terreni da scavo non sussistendo alcuna motivazione tangibile e credibile che possa richiedere un avvio anticipato di lavori e che costituirebbe solamente una evidente forzatura da parte del concessionario quasi a rappresentare un atto di dimostrazione di forza totalmente inutile e dannoso per il clima che potrebbe instaurare tra il territorio e il Cociv medesimo”.
Queste le parole che si leggono nel testo della Delibera emanata dalla Provincia venerdì 6 settembre. 

All’interno del documento l’ente provinciale ricorda la necessità, prioritaria rispetto all’avvio deli lavori, della realizzazione dell’adeguamento delle strade sulle quali aumenterà significativamente il transito dei mezzi pesanti che accederanno ai cantieri del Terzo Valico – le provinciali 160 e 163, la galleria della Crenna e tutti i tratti prescritti nell’approvazione del Piano di Reperimento dei materiali Litoidi in istruttoria presso la Regione Piemonte. 
E nella stessa delibera la Provincia chiede che venga definito il  progetto di sviluppo del polo logistico alessandrino quale naturale “RetroPorto” di Genova e si dia corso all’esecuzione dei lavori previsti negli Accordi di Programma per la Permeabilità;  che venga attivato il punto informativo individuato dall’Osservatorio Ambientale – tramite il quale divulgare tutte le tematiche ambientali e costruittive dell’opera -; che Rfi si  pronunci definitivamente sulla effettiva utilità e necessità dell’opera in riferimento agli attuali e futuribili scenari di trasporto merci su rotaia.

“Gli uffici provinciali competenti – si legge ancora nella notta inviata dal Presidente della Provincia Paolo Filippi – hanno operato, anche coordinando le esigenze e le preoccupazioni segnalate dai comuni del territorio, richiedendo prescrizioni costruttive di tutela ambientale e di miglioramento della viabilità coinvolta e la realizzazione di opera compensative che sono state recepite dalle prescrizioni operative dettate nella deliberazione CIPE di approvazione del progetto definitivo e dalla sottoscrizioni di accordi di programma per la permeabilità e per lo sviluppo della logistica dell’area alessandrina per giungere finalmente alla realizzazione del cosiddetto progetto di “Retro Porto” di Genova.
Queste esigenze sono state più volte evidenziate quali elementi essenziali per l’accettazione di un’opera così importante non appena si è venuti a conoscenza della definitiva sottoscrizione dell’Atto Integrativo tra RFI e COCIV general contractor dell’opera in quanto atto fondamentale che consentiva definitivamente di avviare le procedure per l’inizio dei lavori, in tutele riunione svolte sia con il soggetto attuatore che con il Commissario delegato Ing Lupi.
Oggi nonostante nessuna delle condizioni soprariportate sia stata non solo ultimata ma in alcuni casi ben lungi dall’essere anche iniziata il COCIV intende avviare un primo stralcio di lavori del 1° lotto anche in pendenza dell’approvazione del Piano di Reperimento dei Materiali Litoidi ai sensi della L.R. 30/99 e del Piano di Utilizzo delle Terre da scavo.
Quanto sopra disattendendo completamento le richieste del territorio, che non hanno con posizioni preconcette opposto un diniego acritico al lavoro ma bensì richiesto di fornire chiare ed inamovibili certezze alla popolazione in ordine alla sicurezza degli scavi rispetto al rischio di intercettazione di materiali contenenti amianto, al rischio di isterilimento delle sorgenti e delle fonti di alimentazione dei pubblici acquedotti, alla sicurezza del transito su strade comunali e provinciali che verranno interessate da un ingentissimo incremento di traffico pesante e che necessitano di cospicue opere di adeguamento.
Considerato inoltre che nonostante tutti gli Enti Territoriali e la Regione Piemonte abbiano più volte evidenziato la necessità che RFI ribadisca dettagliatamente l’attualità della necessità e utilità dell’opera in funzione delle evoluzioni degli scenari trasportistici occorsi dagli inizi degli anni 2000, se non della metà degli anni 90, periodo in cui è stato sviluppata l’idea progettuale del Terzo Valico, la suddetta società RFI non abbia ad oggi fornito alcuna indicazione in merito lasciando trasparire invece quasi un disinteresse per quest’opera rispetto ad altri investimenti”.

 

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