Le nuove frontiere della bioplastica al Parco Scientifico e Tecnologico
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
21 Settembre 2013
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Le nuove frontiere della bioplastica al Parco Scientifico e Tecnologico

I brevetti e le nuove frontiere della bioplastica sono state illustrate martedì scorso settembre al Parco Scientifico e Tecnologico di Rivalta, durante un convegno organizzato da Proplast: le applicazioni e i nuovi materiali nel settore del bio

I brevetti e le nuove frontiere della bioplastica sono state illustrate martedì scorso settembre al Parco Scientifico e Tecnologico di Rivalta, durante un convegno organizzato da Proplast: le applicazioni e i nuovi materiali nel settore del bio

TORTONA – I brevetti e le nuove frontiere della bioplastica sono state illustrate martedì scorso settembre al Parco Scientifico e Tecnologico di Rivalta, durante un convegno organizzazto da Proplast.

Come per le scorse edizioni del Bioplastic Conference, la partecipazione è stata numerosa, confermando un grande interesse verso le bioplastiche, i suoi utilizzi e sviluppi.
Dopo una breve introduzione da parte del direttore di Proplast, Giorgio Ramella, è intervenuta Kristy – Barbara Lange, responsabile della Comunicazione dell’Associazione European Bioplastics, la quale ha presentato un’analisi del mercato europeo delle bioplastiche e alcuni dati sulla disponibilità di terreni e biomasse, per capire se anche in futuro ci saranno terreni e biomasse a sufficienza per la produzione sia alimentare sia di bioplastiche.
Le tematiche affrontate durante la conferenza sono state poi suddivise in due sessione principali: la sessione dedicata ai compostabili e quella dedicata ai biomonomeri.
Zanardi del Consorzio Italiano Compostatori ha aperto la prima sessione presentando le nuove tendenze ed evoluzioni del marchio “Compostabile CIC”. Il marchio certifica oggi tutti i prodotti che si decompongono naturalmente nel processo di compostaggio e che hanno caratteristiche ben definite di biodegradabilità e disintegrabilità, secondo tutti i requisiti delle norme specifiche europee (UNI EN 13432:2002) e italiane (art. 182 D.Lgs 152/2006). Compostabile CIC vuole essere uno strumento nelle mani di tutti gli stakeholders che vogliano fare una scelta di sostenibilità, inclusi produttori e consumatori.
Ha proseguito Paolo Serafin dell’azienda Taghleef Industries SpA che insieme a Paola Gilardi di Bio4Pack Italy ha mostrato alcune applicazioni del film in Pla bi orientato abbinato ad altre bioplastiche nel settore dell’imballo flessibile barriera. Sono state illustrate 3 diverse strutture e applicazioni che abbinano Pla ed altre bioplastiche: Pla vs Pet nell’imballo della carne, packaging per caffè e packaging per cereali, muesli, frutta secca.
Anche Marco Meneghetti di ApI ha presentato due casi di studio nei settori calzature e attrezzature sportive, realizzati con i biopolimeri: Apinat, prodotto riciclabile e biodegradabile in condizione aerobiche secondo le norme EN 13432, EN 14995 e ASTM D6400 e APILON 52 BIO, un TPU bio-based con un contenuto da risorse rinnovabili apri al 30 – 60%.
La sessione mattutina è stata conclusa dall’intervento di Roberto Marangon di Novamont, che ha elencato caratteristiche e applicazioni della IV generazione di Mater-bi che integra le due tecnologie consolidate degli amidi complessati e dei poliesteri da oli con tecnologie di recente sviluppo.
Nel pomeriggio si sono alternati altri sei interventi, tra cui: Jean-Marie Raquez di Materia Nova il quale ha illustrato le novità in materia di nuovi monomeri derivati da risorse rinnovabili e dei relativi sviluppi industriali, Petra Michiels di Vincotte, azienda belga che nel 2009 ha lanciato la certificazione OK biobased per materiali biobased e prodotti conformi alla norma ASTM D 6866; Cecile Bourland di Mossi & Ghisolfi e Patrizia Ferrante di Beta Renewables.
Durante l’intervento di Cecil Bourland è stato presentato lo stato dell’arte della domanda mondiale di bioPET da parte delle aziende maggiori players del settore oltre ai i gradi bioMEG e bioPX, messi a punto da M&G, realizzati attraverso l’utilizzo della tecnologia Proessa e sono state illustrate le prossime fasi verso la produzione di un Pet 100% bio (tempistiche da 3 a 5 anni).
Per Beta Renewables invece è stata illustrata la tecnologia Proesa e il concetto di Bioraffineria di Seconda Generazione, che possa porre rimedio alla dipendenza forte del mercato dai combustibili fossili.
Anche l’azienda tedesca FkuR Kunstoff è intervenuta presentando i gradi oggi a disposzione di polietilene bio “Green Pe” (prodotto da Braskem) e di Terralene.
A concludere la conferenza Paolo Rossi di DSM Engineering ha presentato i gradi EcoPaxx ad oggi disponibili, che coniugano le performance di una poliammide 410 ad un’elevata sostenibilità e applicabilità a diversi settori.

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