Controlli a professionisti: 350 mila euro nascosti al fisco
La Guardia di Finanza: L'obiettivo non è quello di penalizzare categorie già messe a dura prova dalla crisi economica ma di isolare i comportamenti scorretti dal punto di vista tributario
La Guardia di Finanza: ?L'obiettivo non è quello di penalizzare categorie già messe a dura prova dalla crisi economica ma di isolare i comportamenti scorretti dal punto di vista tributario?
TORTONA – I Finanzieri del Gruppo locale hanno avviato un monitoraggio dei contribuenti, che dichiarano redditi derivanti da attività professionistiche e hanno già individuato alcune situazioni interessanti dal punto di vista tributario. L’attività ispettiva è partita dall’incrocio di informazioni presenti nelle banche dati fiscali, da cui sono emerse le dichiarazioni dei redditi presentate, in particolare, da due professionisti, evidenzianti ricavi esigui a fronte di un’elevata capacità contributiva dimostrata dall’elevato tenore di vita degli stessi.
I successivi accertamenti bancari hanno consentito di rilevare movimenti annuali di rilevante entità, non transitati in contabilità, che gli interessati non sono stati in grado di giustificare. In tal modo, inoltre, sono stati individuati costi ritenuti non deducibili perché non inerenti all’attività svolta. In totale, nei confronti dei due professionisti, è stata ripresa a tassazione materia imponibile per oltre 350 mila euro.
Gli atti sono stati trasmessi all’Agenzia delle Entrate che potrà comminare, ad ognuno, una sanzione amministrativa dal 100% al 200% delle imposte evase, per infedele presentazione della dichiarazione dei redditi. “L’obiettivo di queste mirate attività non è, naturalmente, quello di penalizzare categorie già messe a dura prova dalla crisi economica e che svolgono, su moltissimi fronti, un’indispensabile funzione di supporto pubblico, bensì di isolare i comportamenti scorretti dal punto di vista tributario, a tutela della maggioranza assoluta di quei contribuenti che si attengono alle regole e non penalizzano la collettività” concludono dalla Guardia di Finanza.