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Imprenditore sotto sorveglianza speciale per rapporti con la malavita
Un imprenditore tortonese è stato sottoposto alla misura di sorveglianza speciale con obbligo di dimora per legami con la malavita organizzata. Le indagini condotte da Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia di Stato
Un imprenditore tortonese è stato sottoposto alla misura di sorveglianza speciale con obbligo di dimora per legami con la malavita organizzata. Le indagini condotte da Guardia di finanza, Carabinieri e Polizia di Stato
TORTONA – Obbligo di soggiorno per tre anni e versamento di una cauzione da 10 mila euro a carico di Francesco Ruberto, imprenditore tortonese titolare o socio maggioritario di un gruppo aziendale nel settore edile e smaltimento rifiuti. Il decreto di prevenzione di sorveglianza speciale ai sensi dell’articolo 4 del decreto 159 del 2011 (codice leggi antimafia e misure di prevenzione), è stato emesso dal tribunale di Alessandria accogliendo la richiesta del Questore. La misura cautelare è frutto di un’indagine condotta dalla guardia di finanza, carabinieri e polizia di stato, prendendo le mosse da un’operazione delle fiamme gialle le quali avevano identificato in Ruperto il soggetto “prestanome” per l’intestazione beni acquistati da malavitosi.
Ulteriori indagini e intercettazioni telefoniche hanno fatto ritenere che Ruperto sia in rapporti con persone legate al mondo della malavita organizzata: per l’imprenditore tortonese lavorò infatti Antinino Ditto, a sua volta legato al nome di Giuseppe Strangio, e Carmine Giuseppe Verterame, che sta scontando una pena detentiva nel carcere di Novara.
“E’ ormai evidente che l’organizzazione criminale non è più quella della coppola e lupara, ma ha ramificazioni nel tessuto economico piemontese”, hanno detto nel corso di una conferenza stampa congiunta i comandanti della guardia di finanza e dei carabinieri e il Questore di Alessandria.