Expo 2015 opportunità da non perdere per il Tortonese. Ma le risposte….
Romeo Ferretti, giornalista tortonese specializzato in enogastronomia e territorio e referente di vari progetti promozionali anche connessi ad Expo, racconta il lavoro svolto finora per legare il Tortonese all'esposizione universale milanese del prossimo anno, ma anche l'indifferenza dei produttori per un'occasione che non andrebbe persa: problema antropologico e di mentalità locale, più che di imprenditoria o di qualità?
Romeo Ferretti, giornalista tortonese specializzato in enogastronomia e territorio e referente di vari progetti promozionali anche connessi ad Expo, racconta il lavoro svolto finora per legare il Tortonese all'esposizione universale milanese del prossimo anno, ma anche l'indifferenza dei produttori per un'occasione che non andrebbe persa: problema antropologico e di mentalità locale, più che di imprenditoria o di qualità?

L’opportunità Expo per il Tortonese in cosa può consistere? Visibilità, promozione, occasioni di lavoro? Per il territorio nell’insieme o solo per l’alimentare o per il turismo?
L’Expo per il tortonese è una grossa opportunità. Preso atto dell’importanza strategica del territorio sull’asse Milano-Genova è facile comprendere come non sia poi così difficile giungere dalle nostre parti sia su gomma sia rotaia. In entrambi i casi intorno all’ora di viaggio. In un breve lasso di tempo il turista può raggiungere un ambiente a misura d’uomo dove si trovano vini e ricchezza enogastronomica, quest’ultima emblema del buongusto e del buonsenso a tavola, storia e civiltà, cultura di salumi, carni, latte, formaggi, legumi, ortaggi, frutta, grano, pane, prelibatezze dolciarie. Grazie a tutto ciò, le nostre terre hanno l’occasione irripetibile di promuoversi rendendosi visibile a migliaia di turisti italiani e stranieri. Forse questa opportunità non sarà il toccasana per il lavoro ma certo ne allevierà il malessere, in particolare nei comparti dell’ agroalimentare e dell’enoturismo.
I presupposti per questo genere di sviluppo nel Tortonese esistono? Quali sono? E in cosa invece andrebbero create opportunità da zero?
I presupposti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. Le opportunità si possono trovare nell’agricoltura biologica, nella coltivazione delle erbe officinali, della frutta e nella preparazione delle conserve. Dagli allevamenti di ovini e caprini per il loro latte all’allevamento dei bovini e suini, dai caseifici ai panifici. Gran parte del successo di alcuni imprenditori agricoli è dovuto al fatto che hanno creduto nelle materie prime prodotte dal territorio. Da qui il timorasso, il montebore, la fragola profumata di Tortona, il mais 8 file, formaggi speciali ottenuti con il caglio dal lievito di birra così come il pane. Per non dimenticare le diverse forme dell’oggettistica artigianale. Non credo che si possano creare opportunità da zero. Si dice che nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma. Allora guardiamoci attentamente intorno…smettiamola di piangerci addosso.
Come sta rispondendo il territorio, inteso come produttori o imprenditori della ricettività alle proposte formulate dagli operatori nell’ambito dei pacchetti connessi all’Expo? cosa si può fare per sollecitare maggiormente?
Al momento le risposte pervenute sono poche. Onestamente ci aspettavamo qualcosa di più, in particolar modo da istituzioni di prestigio (locali e provinciali). Per il momento ci stiamo muovendo grazie all’intervento del Comune di Tortona, del Comune di Valenza, dell’Hotel Diamante e del complesso Bellavita di Spinetta Marengo, del Designer Seravalle Outlet, dell’Associazione Pellizza da Volpedo e alla buona volontà di una decina di volenterosi operatori (tra ristoratori, albergatori e vignaioli). Certo di contatti ne abbiamo avuti tanti, ma le risposte tardano ad arrivare. Purtroppo per noi l’Expo è dopodomani. In qualunque caso andremo avanti integrando i pacchetti con realtà vicine. Del resto Monferrato, Langhe e Roero, Oltregiogo e Liguria, Oltrepo e Lomellina non sono molto lontani.
La risposta blanda è un segno di mentalità insita? Da tortonese che ha lavorato in tante altre realtà del settore a livello nazionale e internazionale, pensi sia questione per così dire antropologica di chi vive e lavora in queste zone?
Direi di si. Del resto molti operatori sono stati abituati ad avere dal pubblico e non si sono mai impegnati a muoversi con le proprie forze. Per intenderci quando si ha il vento a favore, la barca va da sola, basta saperla governare; ma nel momento in cui viene a mancare, il timoniere non basta più e allora ci si accorge che a bordo non ci sono ne i rematori ne i remi.
C’è vita oltre l’Expo? nel senso che le opportunità create potrebbero dare luogo a una stabile realtà turistica e promozionale del Tortonese?
“UnPOperExPO2015®©” è stato pensato come un “Fuorisalone Nazionale”, un unico progetto-programma di ambiente geografico unico, una rete di distretti produttivi di pregio e alta sicurezza, un sistema integrato in cui l’enogastronomia deve essere “motore di ricerca” di un soggiorno, o vacanza, o puntata, o curiosità durante Expo2015. In questa occasione attorno al prodotto d’eccellenza agro-alimentare, al piatto e ricetta tipica, all’ambiente, agli eventi enogastronomici esistenti lungo l’asse del Po che “unisce” 4 Regioni, si realizzano pacchetti turistici “ad hoc” per il visitatore o turista, italiano e straniero. Il tutto dovrà restare per il dopo-Expo2015, momento ben più importante per l’economia locale e quella italiana.