“Anche le istituzioni devono sostenere i servizi”
Il 3 per cento dei tortonesi assistito dai servizi sociali. Il presidente del consorzio servizi assistenziali Pierpaolo Cortesi commenta i dati e valuta possibili soluzioni
Il 3 per cento dei tortonesi assistito dai servizi sociali. Il presidente del consorzio servizi assistenziali Pierpaolo Cortesi commenta i dati e valuta possibili soluzioni
TORTONA – I servizi assistenziali sul territorio sono la testimonianza del disagio e della necessità di sostegno per utenti e famiglie, in ambito sanitario e in ambito economico. Alla luce dei dati significativi dell’ultima assemblea del consorzio che si incarica di tali servizi, il Cisa, alcuni approfondimenti con il presidente Pierpaolo Cortesi:Dai dati forniti risulta che quasi il 3 per cento dei tortonesi si rivolge ai servizi sociali. è un dato allarmante?Sicuramente la situazione si è aggravata in questi ultimi due anni a seguito della profonda crisi economica che ha coinvolto molte famiglie anche non considerate fino a qualche anno fa come indigenti e che di recente sono entrate nel circuito della fragilità. Voglio sottolineare che quando si parla di fragilità non si intende soltanto quella di tipo materiale, cioè la mancanza di sicurezza economica, ma pensiamo a tante persone che, a seguito dell’instabilità finanziaria ha subito un crollo anche a livello psicologico, come per esempio stati di depressione, che hanno trascinato la persona in situazioni di isolamento, di rottura dei rapporti, di contrasti con le altre persone, anche quelle del proprio contesto familiare. Posso sottolineare che, se si considerano i dati a partire dal 2010, a distanza di 4 anni, il numero di cittadini del tortonese in carico al CISA è percentualmente passato dall’1,7% al 2,8% del 2013, cioè la popolazione che si è rivolta al Servizio Sociale è pressoché raddoppiata. Il tutto a fronte di un bilancio che non ha visto un aumento di entrate, semmai ha subito una riduzione che ha reso faticoso mantenere invariati i livelli assistenziali a favore dei cittadini tortonesi.
Quali sono le condizioni di disagio più emergenti e le situazioni che fino a qualche anno fa non erano contemplate?
Le condizioni di disagio più emergenti oggi colpiscono i padri di famiglia che non hanno più una occupazione stabile e vivono in una condizione di completa incertezza. Fino a qualche anno fa erano le donne separate con i figli a carico che risentivano maggiormente della precarietà lavorativa. Oggi, invece, si rivolgono al CISA le cosiddette famiglie normali che sono precipitate in una situazione da cui non riescono ad intravvedere un minimo di spiraglio positivo se non gli aiuti, seppur esigui, da parte del nostro Ente. Queste situazioni di disagio diventano ancora più difficili da gestire quando subentrano anche problemi sanitari e di relazioni a livello familiare che fanno letteralmente “saltare” gli equilibri all’interno del nucleo familiare. Penso alla ricaduta negativa della crisi attuale anche su situazioni a rischio di violenza e di maltrattamento sia nei confronti delle donne che dei bambini, problema estremamente complesso da affrontare che sta diventando una vera e propria emergenza sociale.
I rapporti istituzionali hanno garantito il funzionamento dei servizi?
Sicuramente i rapporti istituzionali sono fondamentali per la vita democratica di un Ente come il CISA dove il colore politico non trova nessun spazio in quanto il benessere dei nostri cittadini deve essere un bene da tutelare in qualsiasi modo.
Vorrei sottolineare comunque quanto sia stato fondamentale in questi anni da parte mia far conoscere il CISA anche a quella parte di politici che spesso sono molto lontani dai temi come quello della sofferenza. Tengo a precisare che i rapporti con i Comuni consorziati in questi anni sono stati ottimi e estremamente costruttivi e partecipati. Anche con l’Asl AL, altro soggetto con cui il Consorzio ha un rapporto importante, molti sono stati gli incontri,i confronti e le collaborazioni su problematiche socio-sanitarie dove è fondamentale l’intervento sia del sociale che del sanitario. In particolare con l’Asl Al si è insistito molto sulla possibilità di avere più posti letto convenzionati nelle Case di Riposo del territorio tortonese con il risultato di raggiungere quanto prima i 245 posti letto convenzionati contro i 215 attuali. Quando parliamo di istituzioni non posso mancare di sottolineare il significativo contributo che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Tortona ha riconosciuto in questi anni, che auspico possa continuare anche nel futuro, al Consorzio . La Fondazione ha dimostrato di essere molto sensibile ai problemi sociali e grazie ai contributi ricevuti il CISA è riuscito ad incrementare il fondo a disposizione per l’aiuto economico alle famiglie in crisi.
Cosa manca perchè una copertura dei bisogni sia completa?
Sicuramente in momenti come questi il CISA è ben consapevole di non essere in grado di soddisfare tutti i bisogni, tenuto conto che oggi il problema della casa e del lavoro, ritenuti tra quelli prioritari, non possono essere affrontati soltanto dal punto di vista assistenziale, ma occorre una programmazione più ampia che veda coinvolti i diversi soggetti istituzionali presenti nel territorio. Penso sicuramente ai Comuni piccoli e grandi, alle Associazioni di categoria presenti nel territorio, penso al Centro per l’impiego, all’Azienda territoriale per la casa e a tutti quei soggetti che sono operanti nel tortonese anche a livello di volontariato. Soltanto se si raggiunge un livello di concertazione, di intesa, di condivisione da parte di tutti sull’ obiettivo fondamentale che per me è quello di garantire la dignità al cittadino, possiamo dire di fare politica in modo serio e responsabile. E’ sicuramente più difficile realizzare un lavoro di rete che agire ognuno per proprio conto, ma come amministratore non ho bisogno di cercare visibilità ma devo farmi carico insieme agli altri amministratori locali dei problemi dei nostri cittadini. Non possiamo pensare di “scaricare” soltanto sul sociale problemi così complessi nè pensare di trovare soluzioni semplicistiche.
Con la scadenza dell’amministrazione si chiude la sua presidenza del Cisa. che esperienza è stata?
Innanzitutto devo riconoscere che sono stato coinvolto in una esperienza dal punto di vista umano ricchissima di emozioni e di stimoli. Ho avuto la fortuna di vivere in prima persona e di “toccare con mano” un mondo estremamente difficile e delicato in quanto si entra nella vita anche intima delle persone.
Mi riferisco al disagio sociale, alla sofferenza di persone disabili, alla non autosufficienza di anziani e di giovani, di famiglie multiproblematiche, di bambini da tutelare.
Probabilmente buona parte dei cittadini tortonesi non sa nulla di questa realtà. C’è troppa superficialità e poca sensibilità, c’è distrazione nella quotidianità anche da parte dei politici o presunti tali. Non possono mettere la “ testa sotto la sabbia come gli struzzi” per non vedere la sofferenza che anche in un territorio come quello del tortonese è presente. Al tempo stesso ho imparato a pesare le parole, a saper ascoltare, a mettermi nei panni di chi in quel momento sta male, ma al tempo stesso ho anche imparato che non sempre basta dire, a fronte di una giusta causa, “ci penso io”, “non si preoccupi” in quanto devo partire dall’idea che non sempre e non subito posso avere la risposta giusta ed essere in condizioni di garantirla.
Questo ritengo sia stato l’insegnamento che più mi ha arricchito “dentro” in questi 5 anni di presidenza.
