Quale futuro per Me.dea? Convocato un tavolo con i comuni
A Palazzo Ghilini si è svolto un importante incontro, fortemente voluto dall'assessore Moro, per discutere della sussistenza del Centro Antiviolenza Me.dea, attivo da cinque anni e il cui futuro appare compromesso. Tra le soluzioni possibili c'è il coinvolgimento dei comuni centri zona e di un loro contributo
A Palazzo Ghilini si è svolto un importante incontro, fortemente voluto dall'assessore Moro, per discutere della sussistenza del Centro Antiviolenza Me.dea, attivo da cinque anni e il cui futuro appare compromesso. Tra le soluzioni possibili c'è il coinvolgimento dei comuni centri zona e di un loro contributo
PROVINCIA – Lo scorso 14 aprile presso la Sala giunta del Palazzo della Provincia di Alessandria si è svolto un importante incontro, fortemente voluto dall’assessore Graziano Moro, per discutere della sussistenza del Centro Antiviolenza Me.dea. Il tavolo rientra nell’ambito delle iniziative volte a sensibilizzare il tessuto cittadino e le istituzioni sulla difficile situazione economica del Centro, attivo da cinque anni sul territorio provinciale e il cui futuro appare oggi seriamente compromesso a causa del mancato stanziamento di fondi pubblici.
L’assessore Moro, insieme alla presidente di Me.dea Onlus, Sarah Sclauzero, e alla vice presidente Monica Milano, ha incontrato i rappresentanti dei comuni centri zona. Erano presenti gli assessori Mauro Cattaneo del Comune di Alessandria, Federico Riboldi di Casale Monferrato, Felicia Broda del Comune di Novi Ligure e l’assessore Federico Chiodi del Comune di Tortona.
Il confronto è stato utile per ribadire la mission dell’associazione e il suo intenso operato di questi anni. Insieme si è, poi, ragionato sulle possibili soluzioni da adottare per finanziare l’attività di Me.dea ed evitare la chiusura di un servizio, divenuto di importanza strategica per il territorio. La violenza di genere è un costo sociale e sanitario, è certo che freni lo sviluppo economico delle società, sia in termini di spreco del potenziale femminile, impedendo la piena partecipazione delle donne alla vita sociale, economica e politica del proprio paese, sia in termini di costi che il sistema deve sostenere per arginare gli effetti negativi (sanitari e psicologici) dei maltrattamenti contro le donne, e ancora in termini di disagio delle future generazioni, nel caso di bimbi e adolescenti spettatori della violenza familiare, vittime cioè della cosiddetta violenza assistita.
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L’auspicio è di proseguire su questa strada. La promessa di un sostegno concreto da parte della Provincia e la disponibilità riscontrata negli assessori presenti fa ben sperare. A loro, e in particolare all’assessore Moro, “va fin d’ora il grazie dell’associazione”.