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Derthona salvo dopo il play out
Vittoria per 2-0 in gara secca e retrocessione scongiurata. Cornice di pubblico strepitosa, gara di ottima cifra tecnica. Squadra impeccabile nella partita decisiva
Vittoria per 2-0 in gara secca e retrocessione scongiurata. Cornice di pubblico strepitosa, gara di ottima cifra tecnica. Squadra impeccabile nella partita decisiva
TORTONA – Il Derthona è salvo e chiude in maniera positiva una stagione tribolatissima vissuta tra incertezze societarie e cambi tecnici inopportuni. La gara decisiva ai play out contro la Pro Dronero vinta per 2-0 nella cronice di uno stadio gremito e festante, con una tifoseria al massimo del calore e della passione, tra bandiere, cori e striscioni, rende giustizia alla genuinità del presidente Flavio Tonetto, nonostante qualche scelta rivelatasi disastrosa a cui c’è stata da ambo le parti intelligenza nel porre rimedio, alla caparbietà, competenza, passione, infaticabilità del direttore sportivo Lele Balsamo, alla preparazione tecnica e capacità gestionale dell’allenatore Roberto Scarnecchia, alla compattezza di un grupop di giocatori che molto ha patito i continui disorientamenti da cambi tecnici ma che negli ultimi mesi ha conquistato quella serenità, maturità autostima che fanno pensare che con pochi ritocchi questo gruppo potrebbe ambire a ben altri livelli. La partita è stata ottima, buona cifra tecnica, ottimo ritmo, Derthona che non ha mai sepculato sul risultato anche quando in vantaggio netto, sempr ecercando possesso palla e gioco, non rinunciando a sortite offensive anche nel finale, non indugiando in perdite di tempo. E in serie D e per giunta ai play out è roba rara e onorevole.
Senza punte per via degli infortuni e con il difensore Stankovic affetto da pubalgia, il Derthona gioca con un’attenta difesa a 3 e Chirico come qualitativo ed efficace falso nove, con uno strepitoso e generoso Temperino a supporto. ma è il centorcampo il cuore del gioco, a coprire la difesa, imperniata su Priolo in regia impeccabile e Zefi e Dell’Aera ottimi marcatori. Necessario fare bene le due fasi, con Gilio abilissimo a impostare e correre e Montingelli e La Caria inesauribili. Fasce a santuffo con Mazzocca che non accenna a cali nonostante gli acciacchi e Serra che in un’ora dà tutto se stesso.
Vantaggio al 16′ quando nel tentativo di contenere Serra, Mancini cade e nasconde volontariamente il pallone ocn la mano. Rigore trasformato da Chirico. Poi raddoppio al 44′ con fuga di Mazzocca a sinistra, saltando in area due uomini, centro per tre giocatori sulla linea di cui il più lesto a toccare in modo decisivo è Gilio. Ripresa con qualche sfuriata cuneese ma con ottima guardia in difesa, una doppia parata di Ferraroni nel finale su due tiri ravvicinati di De Peralta e persino il lusso di un rigore sbagliato al 43′ da Mazzocca. Partita giocata da squadra che strada facendo si è fatta matura, che pochi ritocchi e continuità tecnica sarebbe pronta per altri livelli che non la mera salvezza all’ultimo tuffo. Ma il futuro societario è un’altra partita. Con il vantaggio, pur minimo, di potere contare su un gruppo tecnicamente già fatto e sull’avere mantenuto una categoria dignitosa, unica possibilità per avvicinare nuove forze per affiancare Flavio Tonetto nella gestione o per rilevare la società.