Dopo il primo turno, le previsioni e gli assetti verso il ballottaggio
Chi ha vinto e chi ha perso, le ragioni per cui non vi sono apparentamenti, le strategie e le difficoltà di Bardone e Bottazzi, il confronto pubblico previsto giovedì
Chi ha vinto e chi ha perso, le ragioni per cui non vi sono apparentamenti, le strategie e le difficoltà di Bardone e Bottazzi, il confronto pubblico previsto giovedì
TORTONA – Smaltito il risultato del primo turno, le attenzioni sono concentrate sul ballottaggio di domenica prossima e la scena politica in città verrà occupata in settimana dai vari appuntamenti che le forze politiche allestiranno. Lo spazio ora è per gli schieramenti classici, centro destra contro centro sinistra, visto che le soluzioni alternative, come il M5S o le liste civiche sono state relegate in secondo piano dall’esito del primo turno.
Un secondo piano che tuttavia non risulta deludente, per i diretti interessati: i grillini nutrivano qualche ambizione verso il ballottaggio, prova ne sia anche il passaggio in città di Beppe Grillo a sostenere la campagna, si sono fermati su un risultato elettorale non eclatante, con il 13,5 per cento, ma hanno pur sempre la consolazione di rappresentare un gruppo consistente di opposizione, con due consiglieri eletti chiunque vinca il ballottaggio. Così come Nuova Tortona, che dopo la delusione del 2009 in cui sfiorò di pochi voti l’ingresso in consiglio, ora ha superato il risultato dell’altra volta e chiuso al 7 per cento, portando Fabio Morreale di sicuro in consiglio comunale. Nulla da fare invece per la sinistra radicale, che esce di scena con un misero 1,7 per cento e non rinnova la presenza in consiglio comunale di Stefanella Ravazzi, che peraltro nel 2009 aveva raggiunto l’obiettivo in virtù della coalizione con una lista vicina a Beppe Grillo.
Questa dissertazione tra gli esclusi del ballottaggio non è una ripetizione dei risultati fine a se stessa, ma vuole essere un modo anche per spiegare le ragioni per cui non vi sarà alcuna forma di apparentamento tra nessuna di queste liste e i due sfidanti al ballottaggio. Tali decisioni sono state da tutti i contendenti annunciati in tempi non sospetti, ma i risultati circa l’accesso al consiglio di due dei tre schieramenti rimasti fuori dalla sfida finale rendono superflui apparentamenti vari: i 5 Stelle sono per definizione e per scelta lontani dalle coalizioni tradizionali, la lista civica di sinistra Tortona in Comune non avrebbe alcun riscontro pratico nell’avvicinarsi al centro sinistra, a Nuova Tortona conviene maggiormente tenersi stretta l’immagine indipendente che non apparentarsi, visto che non aumenterebbe i consiglieri e difficilmente avrebbe accesso a ruoli di governo, anche perchè con la prossima giunta che verrà ridotta a cinque assessori, se una delle due coalizioni dovesse promettere un posto a una lista con cui apparentarsi, dovrebbe escludere dall’esecutivo una delle liste coalizzate fin dal primo turno, rischiando poi di perderne i voti al ballottaggio decisivo, per cui il gioco non varrebbe la candela, come si suol dire.
Mille voti costituiscono un margine consistente e non facile da colmare, ma anche una massa volatile che va verificata al di là dei cacciatori di preferenze del primo turno. La sfida è naturalmente in salita per Bottazzi, che parte come sfidante, ma non è in discesa nemmeno per Bardone, visto che per la prima volta in città da oltre vent’anni il centro sinistra si trova a chiudere davanti al primo turno e il Pd ad essere primo partito,avendo scavalcato Forza Italia. Finora l’esito dei ballottaggi ha sempre rispecchiato la graduatoria al termine del primo turno, mentre i margini di vantaggio sono quasi sempre rimasti inalterati; solo nel 2004 Marco Balossino del centro sinistra fece un prodigioso recupero nei confronti di Francesco Marguati ma si fermò a 35 persone dal sorpasso, visto che chiuse con un distacco di 70 voti, per cui la vittoria arrise comunque al centro destra.
Ecco perchè lo sforzo sarà da un lato concentrato sul riportare i propri elettori al voto difendendo le posizioni, come farà Gianluca Bardone del centro sinistra, dall’altro di andare a caccia di voti lasciati in libertà, senza accordi politici quindi ma facendo leva su contatti individuali e sui programmi, come farà Giuseppe Bottazzi del centro destra. Il calendario degli eventi si annuncia molto fitto per questa settimana, ma con tanta informalità più che con i comizi, proprio per guardare negli occhi gli elettori. Unica occasione di confronto pubblico in programma tra i due contendenti, giovedì 5, alle 17,30 in piazza Malaspina, dove si terrà un dibattito condotto da scrive queste righe, un dibattito giornalistico non sponsorizzato da testate, associazioni o da parti politiche, per conoscere meglio le differenze di sensibilità e di programma.