Eletto Bardone con 6247 voti
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Eletto Bardone con 6247 voti

Il rappresentante del centro sinistra vince con il 58,99% dei voti. Giuseppe Bottazzi, candidato del centro destra è stato votato dal 4343 persone

Il rappresentante del centro sinistra vince con il 58,99% dei voti. Giuseppe Bottazzi, candidato del centro destra è stato votato dal 4343 persone

 TORTONA – 00:44 Gianluca Bardone è il nuovo sindaco 

Eletto con 6247 voti (il 58,99%) il rappresentante del centro-sinistra tortonese. Giuseppe Bottazzi, candidato del centro-destra si aggiudica il 41,01% con 4343. 



23:00 Chiuse le votazioni, inizia lo scrutinio 
Si chiudono i seggi e inizia lo scrutinio delle schede elettorali. A Tortona l’affluenza è stata del 51,32%.
 

Mille voti da difendere, un margine del 7 per cento da colmare. Si gioca su queste cifre l’esito del ballottaggio da cui nella notte uscirà il nome del nuovo sindaco di Tortona, successore del neoeletto in consiglio regionale Massimo Berutti. Il margine può essere rassicurante per chi è davanti, ma nemmeno incolmabile per chi segue. A rendere però incerto l’esito di quanto avvenuto al primo turno quindici giorni or sono concorrono però due fattori: l’ordine in cui si sono classificate le due coalizioni e i veleni dell’ultima settimana di campagna elettorale.

Al primo turno per la prima volta da quando si vota con sistema maggioritario è risultato primo classificato il centrosinistra. Questo dato è un inedito per i rapporti di forza in città, dove è sempre stata netta la predominanza della coalizione e del partito di Berlusconi. L’unica eccezione di governo per il centrosinistra risale a metà degli anni Novanta, ma era determinante la presenza della Lega Nord. Ora il cambiamento è stato evidenziato anche da sorpasso del Pd nei confronti di Forza Italia, ma occorrerà che queste posizioni si consolidino anche al secondo turno e non è scontato, visto che determinante è stato l’esito delle liste civiche. Il Pd ha solo sfiorato il 25 per cento, Fi è sotto il 19. Gianluca Bardone, per il centro sinistra, ha conseguito 6.117 voti pari al 42,44 per cento del totale dei voti del primo turno, Giuseppe Bottazzi del centro destra ha ottenuto 5109 suffragi, ovvero il 35,4 per cento. Se dovesse vincere il centro sinistra, potrebbe esserci la portata id una svolta storica per la città ma solo fino a un certo punto: dei famosi mille voti di vantaggio, tanta parte è connessa a liste o esponenti che sono trasmigrati da una coalizione all’altra. E’ il caso dei 707 voti dei Moderati, cui pare abbia dato consistente apporto pur non figurando ufficialmente Paolo Ronchetti, già An e lista civica personale, oppure dei 585 voti della lista civica SiAmo Tortona, di cui sono promotori Antonio Zanardi, la scorsa tornata con la propria lista civica nel centrodestra, e persone come Corrado Bonadeo e Orlando De Luca che non facevano parte del centro sinistra. C’è poi la lista Insieme per Tortona, 594 voti, che oltre a esponenti socialisti e espressioni civiche include di fatto l’Udc, ma il partito dello scudo crociato era già con il centrosinistra nel 2009, per cui si può ormai considerare che ciò avvenga in virtù di un progetto politico consolidato, cui però va aggiunta la presenza di un centinaio di consensi personali per Franco Carabetta, presidente del consiglio comunale uscente, fondatore della sezione tortonese di Forza Italia, poi uscito pochi mesi per visioni e scelte differenti dalla coalizione in cui ha militato per vent’anni. In sostanza il travaso di voti da una coalizione all’altra al primo turno pare avvenuto più sommando l’apporto di voti di transfughi che non per un mutamento di opinione tra i cittadini.

Al tempo stesso il centro destra accusa il forte calo dei suoi partiti trainanti, Forza Italia e Lega Nord, scesi rispettivamente sotto il 20 e intorno al 4 per cento, segno che un certo disincanto ha prevalso nell’animo dell’elettorato e quindi potrebbe essere anche domanda da parte dei votanti di un centro destra rinnovato che, al di là del candidato sindaco inedito, non pare essere stato messo in atto. Ma proprio questi risultati non consolidati nel panorama politico locale fanno capire che la partita sarà ancora apertissima. Al secondo turno è fisiologico un calo dei votanti, non ci sarà un effetto traino di altre consultazioni come le europee, in cui il centrosinistra ha avuto vento in poppa in virtù della proposta renziana di discontinuità con metodi politici antecedenti e che appaiono ancora dominanti a livello locale.

E qui si arriva all’altro fattore che rende incerto l’esito, ovvero i veleni di campagna elettorale dell’ultima settimana: dopo mesi di correttezza esemplare, in cui la politica locale ha mostrato un grado di civiltà e maturità di gran lunga superiore a quanto messo in atto dai leader nazionali, una volta ridotti a due i contendenti, destra e sinistra si sono rifugiati nei vecchi metodi, ovvero avviare la macchina del fango in forma di lettere inviate ai cittadini con offese e insinuazioni personali da destra, ritorno nel recinto della propria riserva indiana rifuggendo da occasioni di pubblico confronto a sinistra. Come dire che entrambe le coalizioni hanno puntato su programmi e contenuti quando poco contava, ovvero nei confronti del primo turno quando tutto sommato ognuno poteva dire ciò che voleva senza molto peso di responsabilità, salvo poi dedicarsi a mezzucci poco ortodossi e onorevoli o puntare a concretizzare la filiera di “ditta” e capibastone in vista del secondo turno, quando cioè il rischio di perdere qualche appoggio determinante ha portato a parlare o alla pancia dell’elettorato da un lato o a non rischiare di scontentare qualche sponda dall’altro. Secondo gli esopnenti delle coalizioni, questo atteggiamento ha compattato maggiormente le fila, ma non è scontato che il cittadino meno impegnato abbia apprezzato e circolano voci di parecchie astensioni in più rispetto al primo turno proprio in virtù di atteggiamenti poco edificanti negli ultimi giorni di campagna da parte dei politici.

A questo poi occorre aggiungere il comportamento delle forze escluse dal ballottaggio: M5S, con il 13,5 per cento e due consiglieri sicuramente eletti, la lista di sinistra, con l’,17 ed esclusa in ogni caso dal consiglio, hanno prevedibilmente deciso di non schierarsi con nessuno dei contendenti, mentre la lista civica Nuova Tortona, che ha conseguito ll 7 per cento e un consigliere comunale, ha invitato clamorosamente all’astensione, rinunciando alla neutralità e spiazzando un po’ le due coalizioni, che visti gli assalti vani a un apparentamento, puntavano ciascuna sui singoli elettori del gruppo di Fabio Morreale, che guarda caso ha un pacchetto di giusto mille voti che facevano gola a entrambi. Per tutti questi fattori, nessun vantaggio va dato per scontato, nessun ritardo è incolmabile. Si annuncia una notte di passione.

 

 

 
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