Punto politico: dopo le elezioni, le mosse della politica in città
Centro sinistra alle prese con le nomine in giunta, tra dubbi nei ruoli assessorili, liste da accontentare e regie occulte. Centro destra vicino alla resa dei conti dopo la sconfitta elettorale. Cosa fanno gli esponenti delle liste escluse dal ballottaggio
Centro sinistra alle prese con le nomine in giunta, tra dubbi nei ruoli assessorili, liste da accontentare e regie occulte. Centro destra vicino alla resa dei conti dopo la sconfitta elettorale. Cosa fanno gli esponenti delle liste escluse dal ballottaggio
TORTONA – Un dato è certo: i politici sono scomparsi dalle vie cittadine. Concluse le elezioni, passata la festa, gabbato lu santo (e speriamo solo il santo e non i cittadini), non si riesce più ad incontrare manco per sbaglio, fatta eccezione per qualche passeggiata domenicale a fini familiari, nessuno dei protagonisti dell’ultima campagna elettorale, né vincitori né vinti. E l’auspicio è che non accada la solita solfa, di politici che incontrano e diventano amiconi soltanto in piena campagna elettorale, per poi essere reperibili con fatica per i cinque anni successivi, con le liste civiche che si disperdono e i partiti che svolgono solo incontri al chiuso delle segreterie, senza minimamente consultare né coinvolgere i cittadini elettori.
Mentre fino ad appena una settimana fa il giornalista non poteva azzardare una passeggiata per una commissione sotto i portici di via Emilia senza prolungarla per ore, per via delle numerose persone che avevano costante piacere di intrattenersi con lui, finendo il giro pellegrinando tra i gazebo con il crampo alla mano per i numerosi e calorosi saluti, ora questo pericolo, per lati umani talvolta persino piacevole, non esiste più. E in verità per una delle due parti politiche, quella poi risultata vincitrice, il pericolo non esisteva nemmeno nei tre giorni precedenti il ballottaggio, poiché era diffuso ordine di scuderia che incontrare i giornalisti non fosse molto conveniente, men che mai con chi avesse l’ardire di organizzare un dibattito per permettere ai cittadini di confrontare le due proposte per il futuro della città, all’insegna del “tanto ormai il nostro programma è noto e chi volesse approfondire può partecipare a incontri diretti con il candidato nelle piazze” e con tanti saluti a chi ingenuamente credeva che le elezioni si vincessero sulla base della forza delle proprie idee e non sulla base della sommatoria di voti di liste. I risultati hanno comunque premiato le strategie del centro sinistra e ora alle trattative messe in atto ai tempi della formazione delle alleanze occorre dare un seguito, con altro giro di trattative.
Prima di raccontare i possibili scenari della formazione della giunta, continuamente mutanti, raccontiamo che fine hanno fatto gli altri protagonisti usciti battuti alle elezioni. Il gruppo di Tortona In Comune, con la candidato sindaco Stefanella Ravazzi, è fuori dal consiglio comunale ma non pare intenzionato ad interrompere la propria attività quantomeno di gruppo di opinione, come testimonia l’adesione e la promozione all’iniziativa del comitato No Tav per la biciclettata in programma domenica e poi rovinata dalla pioggia. Solo nelle ultime settimane gli impegni professionali di insegnante per Ravazzi hanno impegnato molto la candidata sindaca per via dei saggi musicali di fine anno, quindi il peso dell’impegno politico unito al momento topico dell’attività scolastica si sono fatti sentire.
La lista civica Nuova Tortona ha portato in consiglio comunale Fabio Morreale, conseguendo un ottimo esito elettorale per un cartello indipendente da ogni schieramento, ma anche il candidato sindaco, di solito molto presente e cordiale nei suoi passaggi in città, si è ultimamente ritirato dalla visibilità: chi lo ha contattato lo ha trovato stanchissimo e un po’ provato fisicamente, segno che lo stress di una campagna condotta da un gruppo che ha mezzi e risorse umane infinitamente minori delle altre forze politiche è stato pesantissimo, così come anche la resistenza alle pressioni delle ultime settimane, in cui destra e sinistra corteggiavano i mille voti del pacchetto di Nuova Tortona, cui Morreale ha reagito invitando all’astensione i propri elettori e non alla mera libertà di coscienza: questa decisione, pare non unanime all’interno del gruppo, potrebbe avere creato qualche malumore all’interno del sodalizio, che si era sempre mosso in modo inscalfibile ed unito, forse per qualcuno che puntava al posto in giunta per Morreale per avere accesso al consiglio comunale con un altro esponente o forse per qualcun altro che preferiva un approccio più morbido al ballottaggio, senza una dichiarazione forte come quella dell’astensione. Invece il leader di Nuova Tortona ha ritenuto di difendere fino in fondo il valore dell’indipendenza, ponendosi all’opposizione e con le mani libere di appoggiare caso per caso e senza ideologie le varie proposte e di formularne di proprie. E forse anche queste tensioni interne sono alla base della ridotta visibilità per i membri di Nuova Tortona nelle ultime settimane.

Nel centro destra, se per il candidato sindaco Giuseppe Bottazzi è arrivato il tempo di tirare il fiato, a livello politico è il momento della riflessione, per una sconfitta che non era imprevedibile, visto il momento difficile di tutta la coalizione a livello nazionale; tuttavia qualche delusione per chi ha governato negli ultimi quindici anni la città è innegabile e ora, una volta consolati i delusi che resteranno fuori dal consiglio comunale, dove oltre al candidato sindaco siederanno soltanto due consiglieri di Forza Italia, partiranno i processi politici. In realtà le scatole di fazzoletti per consolare gli afflitti peseranno molto sulle spese elettorali di coalizione, dato che tra i delusi ci sono tutti, nessuno escluso, gli assessori della passata giunta e quasi tutti i consiglieri comunali, qualcuno dei quali anche piuttosto ambizioso, che aveva già concordato incarichi di peso calcolando un proprio percorso politico a lungo termine o aveva organizzato liste in cui blindare il proprio ruolo di capobastone locale e non pensava certo di trovarsi in meno di un attimo dall’altare del posto in giunta alla polvere di un rischio di oblio. Per quanto riguarda la politica, la resa dei conti potrebbe cominciare a breve, visto che sono ormai offuscate le stelle di personaggi come Pierpaolo Cortesi, che ha giocato male la carta Ncd rinunciando ad agganciare l’Udc anche a causa delle scelte di Forza Italia che imponendo Daniele Calore come vicesindaco automaticamente si è alienato ogni possibile sponda centrista, visti i trascorsi burrascosi tra l’assessore uscente e lo scudocrociato; come Rossana Boldi, che con la politica piuttosto radicale messa in atto, tra cui anche la scelta condivisa con la coalizione di una lettera inviata negli ultimi giorni di campagna elettorale ai cittadini tortonesi in cui si denigrava pesantemente il centro sinistra e la persona del candidato sindaco Bardone, ora si ritrova la Lega fuori da ogni istituzione, complice anche una lista debole in cui il solo assessore uscente Federico Chiodi era in grado di fornire rappresentanza ed esperienza e infatti ha conseguito buon numero di preferenze; come Luigi Bonetti, pur eletto in consiglio in virtù dell’ottimo risultato personale, coordinatore di una Forza Italia ridotta al 18 per cento, che nonostante abbia tenuto rispetto ai dati nazionali ha pur sempre perso molto consenso a livello locale dove viaggiava stabilmente oltre il trenta, pagando una campagna elettorale debole, senza coinvolgere big nazionali che pure si erano proposti, senza dare adeguato spazio pubblico al candidato sindaco per fare conoscere la propria persona e una proposta politica di svolta enorme rispetto alle tradizionali parole d’ordine del centro destra e senza avere ricercato una sponda centrista, per dare maggiore spazio agli emergenti del proprio partito.

E i vincitori? Il sindaco Gianluca Bardone è alle prese con le consultazioni informali delgi alleati di centro sinistra per individuare i membri della giunta. E se nei primi giorni pareva quasi tutto definito e di facile svolgimento, ora sta tornando tutto in alto mare, complice la difficoltà di individuare adeguata rappresentanza femminile e le richieste delle liste civiche alleate, che a quanto pare si sono dimostrate molto più decisive nella vittoria di quanto le si considerasse inizialmente; il Pd sotto il 25 per centro e i milleduecento voti riconducibili a liste o persone fuoriuscite dal centro destra o dal civismo indipendente alle elezioni 2009 lasciano intendere che sia stata più una vittoria per sommatoria di voti che non un rivolgimento dell’opinione pubblica verso il centro sinistra. La composizione delle delegazioni che svolgono consultazioni, in cui esponenti della ex “ditta” Ds che si muovono dietro le quinte paiono pesare persino di più della segreteria del principale partito della coalizione, e le estenuanti trattative con maggiorenti delle liste civice che hanno persino indotto al rinvio dell’assemblea Pd in cui si sarebbe dovuta svolgere l’analisi del voto, confermano le sensazioni che i giochi si stanno facendo duri; e la ridotta presenza che si annuncia in giunta da parte di eletti Pd in consiglio comunale lascia intuire che dietro le quinte le cose si stanno svolgendo in maniera non necessariamente consequenziale a quanto proposto in lista e deciso dagli elettori. Domani daremo conto di nomi e possibili incarichi, rivelando retroscena di tutte le trattative….