Punto politico: le nomine e i retroscena
Già al lavoro la giunta, si prepara il primo consiglio comunale e si discute sulla prossima tornata di nomine: i retroscena della giornata di presentazione del nuovo esecutivo targato Bardone
Già al lavoro la giunta, si prepara il primo consiglio comunale e si discute sulla prossima tornata di nomine: i retroscena della giornata di presentazione del nuovo esecutivo targato Bardone
TORTONA – “Quanta fretta, ma dove corri, dove vai?”. L’incipit di una storica canzone di Edoardo Bennato sintetizza al meglio quello che gli inviati degli organi di informazione avrebbero voluto chiedere agli esponenti della nuova giunta comunale in occasione della conferenza stampa di presentazione. Tutto si è svolto molto rapidamente, con una introduzione svolta dal sindaco Gianluca Bardone e qualche frase smozzicata dagli assessori, fino a che qualche giornalista ha sollecitato i componenti del nuovo esecutivo a rilasciare almeno una dichiarazione generica sulla propria futura impostazione dell’attività.
Logico non potersi attendere al primo giorno di lavoro atti concreti sull’operatività della giunta, ma almeno qualche dichiarazione di intenti un po’ più approfondita sulle modalità di impostazione del proprio assessorato è lecito aspettarla. E in questo caso solo un paio di assessori hanno fornito riflessioni più approfondite, per molti altri solo frasi di circostanza, come comprensibile da chi ha meno esperienza, oppure parole abbottonatissime, come non si addice a persone di esperienza tecnica o politica. Il sindaco Bardone, dal canto suo, ha invece preferito lasciare da parte i convenevoli e le impostazioni programmatiche, rimandando alla lettura del programma divulgato in campagna elettorale, ma quantomeno ha rilasciato alcune indicazioni operative sui primi atti che la nuova giunta metterà in atto, come ad esempio la formulazione di parere negativo alla conferenza dei servizi in programma lunedì 23 per la centralina idroelettrica sullo Scrivia; la conferma dei dirigenti comunali nel proprio incarico fino al 30 settembre, compresa la dirigente del settore finanziario il cui contratto era in scadenza e per il cui ruolo l’amministrazione uscente aveva indetto un bando poi bloccato da ricorsi; l’intento di approvare entro luglio il bilancio previsionale del comune; la necessità di verificare lo stato dei conti del comune alla luce delle mancate entrate per l’abolizione dell’imu prima casa; l’obiettivo di creare un osservatorio ambientale; la riapertura dell’Atm, azienda a partecipazione comunale reduce da una giuridica rimessa in bonis che ne ha risanato posizioni debitorie.
A tale proposito la scatola vuota di tale azienda dovrebbe quindi presto venire riempita riportando in capo al comune molti servizi ora esternalizzati, sperando però che resti immune da tanti scivoloni delle passate amministrazioni, come l’assunzione di personale non funzionale ai servizi in atto o talvolta clientelare, o lo scarico di debiti e crediti del bilancio comunale all’interno degli enti partecipati, tutti nodi venuti al pettine nel momento in cui i crediti non sono stati più esigibili o sono poi cambiate le norme nazionali circa gli enti locali.
Mercoledì 24 ci sarà l’insediamento ufficiale dei nuovi organi elettivi, con la convocazione alle 20,30 del primo consiglio comunale, con la surroga dei due neo assessori che si dimetteranno dal consiglio. In ordine del giorno anche l’individuazione dei criteri per le nomine negli enti partecipati.
E proprio queste nomine, unite alla formazione e alle presidenze delle commissioni sono il nodo attorno a cui sta lavorando la politica, al di fuori degli organi elettivi. E ora è possibile rispondere alla domanda con cui è stato introdotto l’articolo: durante la conferenza di presentazione giunta le porte erano piuttosto girevoli, con assessori che entrava e uscivano continuamente, il sindaco che si è congedato non appena terminate le sue dichiarazioni, esponenti di partiti e referenti di liste civiche che entravano ad accompagnare i nuovi assessori e uscivano a parlottare. E il tema caldo era proprio quello delle commissioni e delle nomine, come sussurravano le pareti delle stanze adiacenti la sala giunta, in discussione presso la sala dell’ex ufficio stampa, luogo presso cui, a porta chiusa, Ennio Negri, in qualità di consigliere politico personale del sindaco e con la prospettiva di un ruolo tipo capo di gabinetto, svolgeva adempimenti burocratici e insieme informali consultazioni sulle prossime nomine: in quell’ufficio transitavano solo alcuni esponenti di spicco di alcune liste e della giunta, con buona pace di alcuni assessori che hanno candidamente dichiarato di non saperne nulla. Il tutto ricordando un po’ i tempi delle antiche giunte Pc-Dc di fine prima Repubblica, in cui i giochi venivano fatti in stanze diverse dalla sala giunta o consiliare, alla presenza talvolta del sindaco e di qualche assessore che contava più di altri, da parte dei maggiorenti dei partiti, che quasi mai erano gli stessi segretari.
In vista delle prossime nomine, non è esclusa battaglia tra le liste e anche all’interno delle medesime liste, fatto assolutamente di prammatica dopo un’elezione, con qualche scontento che puntualmente emerge e qualche trombatura da compensare all’interno delle liste chiedendo a qualche maggiorente di mollare altre ambizioni per le cariche, una volta che l’esito delle preferenze e il risiko delle nomine ha fatto magari modificare gli assetti e gli appetiti iniziali; si vocifera anche, come puntualmente accade, che qualche esponente escluso dagli incarichi avrebbe in mano carte sedicenti firmate in cui prima delle elezioni sarebbe stata garantita una nomina per sé e per altri compagni di lista e che ora chiederebbe, saltando la sua nomina di fare saltare anche le altre, con buona pace della condivisione di gruppo; si vocifera di esponenti pronti a fare il salto della quaglia cambiando coalizione se non verranno accontentati con qualche posto in qualche consorzio o azienda, ma paiono tutte pistole piuttosto scariche, dal momento che mai si ricorda che all’indomani delle elezioni qualcuno abbia mai lasciato il carro del vincitore per mettersi in minoranza o mai si ricorda che qualcuno confermi di avere mai firmato impegni anche quando effettivamente nelle penne risultasse mancare inchiostro.