In quattro anni hanno impiegato 209 lavoratori “in nero”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
8 Luglio 2014
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In quattro anni hanno impiegato 209 lavoratori “in nero”

Le irregolarità di un'azienda agricola del Tortonese scoperte dalla Guardia di Finanza nel corso dell'attività di contrasto al lavoro sommerso. Il titolare pagherà la cosiddetta "maxi-sanzione" e dovrò rispondere alla Procura della Repubblica per aver impiegato una lavoratrice in maternità obbligatoria

Le irregolarità di un'azienda agricola del Tortonese scoperte dalla Guardia di Finanza nel corso dell'attività di contrasto al lavoro sommerso. Il titolare pagherà la cosiddetta "maxi-sanzione" e dovrò rispondere alla Procura della Repubblica per aver impiegato una lavoratrice in maternità obbligatoria

TORTONA – Nell’ambito dell’attività di contrasto al lavoro sommerso, il locale Gruppo della Guardia di Finanza ha recentemente avviato un’ispezione, insieme a funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro di Alessandria, presso un’importante azienda agricola di un comune del circondario.

Al momento dell’intervento è stata riscontrata la presenza di 30 lavoratori, molti di origine africana, che stavano effettuando la selezione e scarto di ortaggi all’interno dell’opificio aziendale, di cui solo 15 con regolare rapporto di lavoro. Per l’elevata presenza di personale non in regola (oltre il 20% di quelli ufficialmente impiegati), le forze dell’ordine hanno provveduto alla sospensione dell’attività e all’applicazione della cosiddetta “maxi-sanzione”, poi corrisposta dal datore di lavoro entro i termini fissati dalla normativa, per sanare le posizioni emerse.

La normativa prevede, infatti, per ogni lavoratore non assunto regolarmente, la sanzione da 1.500 a 12 mila euro, maggiorata di 150 euro per ogni giornata lavorativa prestata in modo irregolare. Il controllo delle Fiamme Gialle è poi proseguito nelle settimane successive per gli aspetti di natura fiscale, per la ricostruzione di ogni singolo rapporto intrattenuto tra l’azienda e tutti i dipendenti identificati.

L’attività dei finanzieri ha permesso di chiarire i sospetti sorti sin dall’inizio: al personale venivano corrisposte cospicue somme di denaro “fuori busta” per compensare la reale attività lavorativa prestata, di gran lunga superiore alle ore, giornate e imponibili annotati nei documenti contabili.

I successivi controlli, svolti anche sui conti correnti bancari societari e personali dei titolari dell’azienda, si sono conclusi con la constatazione dell’impiego irregolare, in poco più di quattro anni, di ben 209 lavoratori, prevalentemente extracomunitari, muniti di regolare permesso di soggiorno (19 dei quali in “nero”), con la corresponsione accerata di retribuzioni non contabilizzate per 720 mila euro, sulle quali non sono state operate e versate ritenute alla fonte per oltre 170 mila euro. 

Per il titolare sanzioni amministrative, previste dalla normativa del lavoro, per 96 mila euro derivanti dalla mancata annotazione sul libro unico del lavoro di 84.789 ore effettive, pari a 3.949 giornate di lavoro svolto irregolarmente, e maxi sanzioni per l’impiego dei lavoratori in “nero”. Il titolare dell’azienda agricola è stato inoltre deferito alla Procura della Repubblica di Alessandria per aver impiegato una lavoratrice in maternità obbligatoria.

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