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Sindaci uniti a difesa dell’ospedale

Dall'assemblea dei sindaci esce un documento unitario: si chiederà conto all'Asl delle scelte che contraddissero la relazione tecnica secondo cui la sede più adeguata per ostetricia era Tortona, rispetto a Novi Ligure. Si adirà la Regione e spunta l'ipotesi di danno erariale

Dall'assemblea dei sindaci esce un documento unitario: si chiederà conto all'Asl delle scelte che contraddissero la relazione tecnica secondo cui la sede più adeguata per ostetricia era Tortona, rispetto a Novi Ligure. Si adirà la Regione e spunta l'ipotesi di danno erariale

TORTONA – La giunta comunale non abbassa la guardia sull’ospedale di Tortona, anzi rilancia coinvolgendo i 40 sindaci del distretto. Dopo un incontro decisamente non risolutivo avuto con la dirigenza Asl due settimane fa, il sindaco Gianluca Bardone nitende andare a fondo per comprendere le ragioni che indussero l’Asl a trasferire l’ostetricia da Tortona a Novi Ligure  nonostante ci fossero precise indcazioni tecniche in una relazione che indicavano Tortona come sede più sicura e idonea

Mercoledì scorso in municipio a Tortona si sono riuniti i sindaci nell’assemblea del distretto Asl di Tortona e l’esito è stato assolutamente unanime e unitario, con un documento sottoscritto da tutti i cittadini dei 40 comuni che si appoggiano all’ospedale di Tortona, con l’obiettivo di chiedere all’Asl chiarimenti ulteriori e adire la Regione Piemonte nel caso in cui emergesse l’eventualità di riportare il reparto a Tortona. 

Un tavolo di confronto riparte dal contenuto della relazione tecnica preparata da personale medico Asl oltre due anni fa, in cui veniva indicata l’inopportunità di chiusura del punto nascite all’ospedale di Tortona, suggerimento a cui non si uniformarono le decisioni finali dell’Azienda Sanitaria. ‘Dall’analisi risulta”, recita il documento, “che nella struttura ospedaliera di Tortona ci siano almeno tre fattori positivi: sala parto fisiologica e chirurgica attigue; sala terapia subintensiva adeguata per il livello; pediatrie e nido ristrutturati, area per genitori. Dall’analisi risulta, invece, una sola criticità, relativa all’assistenza in sala parto per manovre invasive in collaborazione con anestesista”. La medesima relazione indicava invece molte più criticità sull’ospedale di Novi: “Difficoltà nel raggiungere la sala parto chirurgica a causa della necessità di utilizzo dell’ascensore (2 piani); ecessità di migliorare la rete elettrice e gas biomedicali nella struttura Nido che consente con difficoltà l’esecuzione di diagnostiche standard e radiologiche; incubatore  deve sostare esternamente alla sala parto per procedura interna, per cause strutturali al nido il trasferimento del neonato è difficoltoso; assistenza in sala parto per manovre invasive in collaborazione con anestesista.  

Nella valutazione si legge che “tutti i punti nascita hanno n. di sale parto adeguato e una sala operatoria per cesarei di emergenza, che nelle strutture di Novi L. ed Acqui T. è situata non sullo stesso piano” e inoltre che “la struttura di Novi L. offre ampi spazi e camere ampiamente sufficienti per il N. dei parti previsti dall’eventuale fusione Novi L. – Tortona, senza aggravio di spesa, anche se la sala parto di emergenza, che pur garantisce i necessari livelli di sicurezza, dovrebbe essere collocata al medesimo piano delle sale parto, operazione che richiede comunque lavori di adeguamento, che vanno previsti per l’aumento prevedibile dei parti da gestire”. Lavori che non sono stati effettuati nel plesso di Novi L. e che invece, da relazione, erano previsti; lavori che non sarebbe stati invece da effettuarsi nella sede di Tortona. 

 “L’assemblea dei sindaci chiederà formalmente alla dirigenza Asl di illustrare le motivazioni che hanno portato l’attuale amministrazione a scegliere, in modo contrario alle evidenze tecniche rilevate dalla commissione, Novi Ligure quale sede del reparto neonatologia”, conclude il sindaco Bardone. “Chiederemo all’Asl una relazione in merito al superamento dei punti critici evidenziati nella struttura di Novi Ligure e di rendere nota la spesa di questi interventi strutturali e di dotazione attrezzature. Tale iniziativa è volta ad avviare un confronto con la Regione Piemonte e l’assessorato competente, al fine di sollecitare una verifica delle scelte e delle prospettive riguardanti i servizi sanitari del territorio tortonese”. Non è quindi da escludere che si possa profilare danno erariale, nel caso in cui risultassero investimenti per superare le criticità della sede novese nonostante la sede tortonese fosse pienamente efficiente.

 

 

 

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