Punto politico: le trattative e i retroscena
Le evoluzioni della politica comunale, tra nomine, commissioni e trattative. Tutti i retroscena della settimana scorsa e le prospettive dei prossimi giorni
Le evoluzioni della politica comunale, tra nomine, commissioni e trattative. Tutti i retroscena della settimana scorsa e le prospettive dei prossimi giorni
TORTONA – Ultime trattative politiche prima dell’avvio completo dei lavori del consiglio comunale. Questa settimana saranno completate le nomine ancora mancanti all’assemblea elettiva, ovvero le commissioni consiliari. La seduta di mercoledì vedrà l’elezione dei vari membri delle sette commissioni previste e poi ciascuna nella propria prima riunione nominerà il presidente. La settimana scorsa è stata un susseguirsi di riunioni di maggioranza e, inedite, di minoranza, per stabilire le presidenze.Interessante, politicamente, lo svolgimento di vertici di minoranza, dato che mai come in questa amministrazione la minoranza è parsa frammentata e poco dialogante, vista la presenza di ben quattro gruppi: due alleati fra loro, ovvero Forza Italia e Nel Cuore di Tortona, di cui è espressione il candidato sindaco del centro destra Giuseppe Bottazzi, ma altri due indipendenti e addirittura antitetici, come Nuova Tortona di Fabio Morreale e il MoVimento Cinque Stelle. Tuttavia la decisione politica della maggioranza di tornare all’usanza di lasciare le presidenze di commissione urbanistica e commissione bilancio all’opposizione ha indotto al dialogo le minoranze e la soluzione è stata individuata con Danilo Bottiroli del M5S all’urbanistica e uno tra Bottazzi e Luigi Bonetti di Forza Italia alla commissione bilancio. In fondo non poteva essere altrimenti, dato che poco opportuna sarebbe stata la nomina di un costruttore alla commissione urbanistica e così il centro sinistra trova in quella commissione di controllo un ambientalista, che non lascerà certo passare facilmente le solite varianti cui si è assistito negli ultimi anni.
Rimane invece fuori dalle nomine, ma anche per scelta propria, Nuova Tortona, con l’opportunità per Fabio Morreale di agire ancora più da battitore libero senza vincoli di incarichi nel suo ruolo di opposizione.
Sempre sul tema minoranza, si segnalano le dimissioni prospettate dal coordinatore di Forza Italia Bonetti in occasione di una riunione del partito, adducendo come ragione la sconfitta elettorale ma anche chiedendo un rinnovamento globale nel partito coinvolgendo anche il piano nazionale, ritenendo che la spinta berlusconiana si sia esaurita. Oltre alle motivazioni ufficiali, rimangono anche determinanti alcune spinte dal livello provinciale, dove a qualche maggiorente come l’ex senatore Pianetta non sembra siano parse efficaci alcune mosse di campagna elettorale da parte dei vertici tortonesi del partito, in particolare la scelta di non accogliere in città qualche big nazionale come Maria Stella Gelmini che pure aveva manifestato disponibilità a supportare la campagna per europee, regionali e comunali, mentre si registra un consistente attivismo di alcuni assessori della passata giunta, in particolare Daniele Calore e Mario Galvani, a sollecitare un ricambio generazionale alla guida di quello che per 20 anni era stato il primo partito in città.
Tornando alle commissioni, altro vertice martedì scorso, questa volta del centro sinistra, per decidere come ripartire i cinque incarichi disponibili: la scelta è stata di quattro al Pd e una a Insieme per Tortona, il cui esponente in consiglio comunale è Franco Carabetta. Nulla per SiAmo Tortona e per i Moderati, segno che gli esponenti di questi partiti puntano maggiormente a incarichi in enti partecipati, prova ne sia la riapertura della nomina del rappresentante del comune alla Fondazione CrTortona. Tuttavia tale nomina potrebbe essere ampiamente posticipata, vista la decisione dell’ente di corso Leoniero di congelare le posizioni, nonostante la revoca da parte dell’amministrazione comunale, del rappresentante nominato dalla giunta precedente. Da qui si intrecciano le partite su Cisa, Amias e consorzio rifiuti, ma del primo si riparlerà a settembre, mentre i secondi scadono nel 2015. Di conseguenza, il Pd ha buon gioco nel rinviare ogni discorso senza paura che la maggioranza fibrilli, dato che l’insediamento è appena stato completato, e di conseguenza può distribuire gli incarichi politici a quasi tutti i suoi consiglieri comunali. Il gruppo si compone di sette membri: se si conta che due sono presidente e vice del consiglio comunale, uno è capogruppo, un altro segretario, ci sarà una presidenza o un incarico per tutti e sul piano politico il principale partito della maggioranza blinda l’attività senza nemmeno dover ricorrere al manuale Cencelli o ai gettoni di presenza.
Pronosticando eventuali incarichi, si possono ipotizzare ambiente e lavori pubblici per Carmelo Ciniglio, cultura per Gianni Castagnello, politiche giovanili per Michele Tranquilli, con Antonello Santoro o Rosa Marino per sanità e politiche sociali e l’esponente della lista civica Franco Carabetta per sicurezza e personale.